Nuovo CeSLiC Occasional Paper: “Ideology and Attitudinal Shift in Persian Political Interpreting” di Mona C. Saleh e Alexanne Don

E’ disponibile a questo link un nuovo articolo della collana CeSLiC Occasional Papers, dal titolo “Ideology and Attitudinal Shift in Persian Political Interpreting” di Mona Chenani Saleh e Alexanne Don.

Mona Saleh, dottoressa magistrale in Translation Studies presso l’Università Allameh Tabataba’i di Tehran, è interprete e traduttrice, mentre Alexanne Don, dottoressa di ricerca in Linguistica Applicata, è ricercatrice indipendente, con interessi di ricerca che vertono sulle applicazioni della Linguistica Sistemico-Funzionale (SFL), in particolare sull’uso del quadro teorico dell’Appraisal nell’analisi della costruzione dell’identità nei social media.

Il saggio parte dalla premessa che gli interpreti e traduttori non possono essere visti come meri conduttori di significati decontestualizzati. Vanno invece visti come veri e propri ‘lettori’ di testi che sono sempre radicati in un contesto ‘situazionale’ (concretamente materiale ma anche sociale) e anche in un contesto culturale ben preciso. Tali interpreti si possono spesso trovare costretti dalla loro posizione di stipendiati a svolgere il ruolo di agenti di chi li assume – i ‘mecenati’, la cui influenza può esercitarsi sui modi in cui vengono prodotti le loro letture, magari anche solo inconsciamente.In base alla loro attenta analisi di due interviste presidenziali e di altri discorsi, teletrasmessi (con traduzione in tempo reale) per un pubblico iraniano, le studiose avanzano l’ipotesi che siano stati infatti fattori extra-linguistici, come la posizione ideologica del ‘patrono’, a portare gli interpreti a spostamenti attitudinali verificatisi durante lo svolgimento dei loro compiti e pertanto non scindibili dal contesto politico iraniano all’epoca. I mutamenti sono emersi dall’indagine testuale – della traduzione letterale in inglese attuata da uno degli autori sia dei testi di partenza sia dei testi, interpretati, di arrivo – con gli appraisal systems (Martin and White 2005). I risultati dimostrano una forte interdipendenza tra ciò che viene detto nella lingua originale e il grado di mediazione da parte degli interpreti nel processo comunicativo. Le autrici presentano ricche evidenze della tendenza degli interpreti ad una mediazione apparentemente tesa a tener fede alla posizione dei loro datori nel contesto politico-ideologico in cui si trovano ad operare.