{"id":866,"date":"2016-01-29T13:07:47","date_gmt":"2016-01-29T12:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/pubblicazioni\/?p=866"},"modified":"2020-01-29T13:09:53","modified_gmt":"2020-01-29T12:09:53","slug":"sguardi-su-dante-da-oriente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lilec.it\/pubblicazioni\/sguardi-su-dante-da-oriente\/","title":{"rendered":"Sguardi su Dante da Oriente"},"content":{"rendered":"<p>Circa trent\u2019anni fa nel 1991 usciva la prima versione italiana de Il libro della Scala, tratta da una versione latina medievale di un perduto originale arabo. Si trattava di un testo sul mi\u2018r\u0101j o ascensione celeste di Maometto ben noto almeno dagli anni \u201920, essendo stato discusso in un\u2019opera pionieristica di Miguel As\u00edn Palacios dall\u2019eloquente titolo La escatologia musulmana en la Divina Comedia uscita nel 1919. Quarant\u2019anni pi\u00f9 tardi nel 1949 uscivano quasi contemporaneamente due notevoli studi di Enrico Cerulli e Jos\u00e9 Mu\u00f1oz Sendino che ne riprendevano e ne discutevano \u2014 giungendo a opposte conclusioni \u2014 gli assunti fondamentali. Carlo Ossola nel 1994 avrebbe curato la prima traduzione italiana della ricerca dell\u2019As\u00edn Palacios ponendo termine all\u2019incredibile ritardo del mondo accademico italiano nel prendere atto della \u201csvolta\u201d che l\u2019As\u00edn aveva impresso a questo tipo di ricerche. A prescindere infatti dalla bont\u00e0 delle sue assai controverse conclusioni, che divisero il mondo accademico italiano e europeo, l\u2019opera dell\u2019As\u00edn Palacios segna davvero una svolta negli studi dantistici. Innanzitutto per la prima volta si cominciava a intuire in tutta la sua portata la dimensione \u201cmediterranea\u201d dell\u2019opera di Dante, che la critica nostrana aveva sempre teso a minimizzare. In una Italia uscita vincitrice dalla Grande Guerra e ancora ebbra del nazionalismo risorgimentale, e che era alla vigilia delle celebrazioni del settimo centenario dalla morte del poeta, l\u2019ipotesi di una derivazione \u201cmusulmana\u201d della struttura o di alcuni motivi del Poema Sacro destava sorrisi di sufficienza se non di aperto sdegno. Il dibattito successivo ha certamente reso giustizia, almeno in parte, alle intuizioni dell\u2019As\u00edn Palacios. Il suo merito in sede di bilancio forse non \u00e8 tanto, o non solo, nell\u2019avere segnalato una notevole mole (forse qua e l\u00e0 esagerando) di somiglianze e coincidenze tra opere di autori arabi (ciclo del mi\u2018r\u0101j, al-Ma\u2018arri e Ibn\u2018Arabi in primis) e la Commedia, quanto piuttosto quello di avere rotto un argine, di avere aperto un nuovo orizzonte di ricerche che definitivamente superava l\u2019orizzonte classico e cristiano (al pi\u00f9 ebraico-cristiano) in cui si era mosso il mainstream della ricerca precedente. Non pi\u00f9 soltanto Virgilio e il mondo classico, la Bibbia e la tradizione cristiana, la cultura trovadorica e stilnovistica: si aprivano d\u2019un tratto le porte a indagini a pi\u00f9 vasto raggio che includevano ora tutto il mondo mediterraneo arabo, dalla Siria alla Spagna moresca. Questa rottura dei vecchi argini, questo dilagare da As\u00edn Palacios in poi delle correnti della ricerca dantistica in direzione del Mediterraneo non solo cristiano, \u00e8 il presupposto di ulteriori, successive, pi\u00f9 coraggiose esplorazioni che si spingono anche pi\u00f9 a Oriente, in direzione di quel Grande Mediterraneo che, dall\u2019impresa di Alessandro in poi, sparge e diffonde la propria cultura fino in India.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ediorso.it\/sguardi-su-dante-da-oriente.html#product_tabs_estratto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Edizioni dell&#8217;Orso<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa trent\u2019anni fa nel 1991 usciva la prima versione italiana de Il libro della Scala, tratta da una versione latina medievale di un perduto originale arabo. 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