{"id":600,"date":"2017-08-27T16:39:56","date_gmt":"2017-08-27T14:39:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/pubblicazioni\/?p=600"},"modified":"2018-12-03T17:41:28","modified_gmt":"2018-12-03T16:41:28","slug":"letteratura-e-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lilec.it\/pubblicazioni\/letteratura-e-fotografia\/","title":{"rendered":"Letteratura e fotografia"},"content":{"rendered":"\r\n<p>La fotografia, fin dal suo apparire, ha influito sulla letteratura sia a livello tematico sia sulla stessa scrittura, mutandone attitudini, modi e ritmi e aumentandone l\u2019autocoscienza. Il volume considera tanto la tematizzazione attraverso il ricorso a elementi quali il ritratto fotografico, l\u2019album di famiglia, la foto vernacolare e l\u2019apparizione del fotografo in veste di personaggio e\/o narratore quanto l\u2019imporsi di una vera e propria \u201cscrittura fotografica\u201d. Da Nathaniel Hawthorne ai <em>photo-books<\/em> contemporanei, dal dagherrotipo al digitale, si propongono varie letture (e usi) della fotografia in letteratura: dall\u2019utilizzo metanarrativo della figura del fotografo alla metafora della fantasmatizzazione, frammentazione e perdita di identit\u00e0; dall\u2019ausilio per la memoria all\u2019esaltazione del feticcio e del simulacro; dalla riflessione sul tempo e sulla mortalit\u00e0 alla poetica dell\u2019istante decisivo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&#8220;Fotografia, ovvero, \u201cscrittura di luce\u201d. Nel termine, coniato, secondo alcuni, dal pioniere inglese del \u201cdisegno fotogenico\u201d William Henry Fox Talbot, secondo altri, dall\u2019astronomo tedesco Friedrich Wilhelm Herschel, \u00e8 gi\u00e0 presente l\u2019idea di scrittura: la fotografia si pone, fin dal suo nascere, come un nuovo modo di scrivere (di descrivere, di raccontare) la realt\u00e0, attraverso tecniche e metodi coscienti, scientifici. Il fotografo, \u201cnarratore di apparenze\u201d consapevole dei propri mezzi, racconta nella sua particolare scrittura il mondo in cui vive, e raccontando quel mondo lo ricrea nella sua lingua, la fotografia, una lingua nuova, che riproduce il reale segmentandolo, inquadrandolo in visioni rettangolari e, in questo modo, inserendolo nella storia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00abDa quasi 180 anni \u00e8 la fotografia a determinare il modo in cui l\u2019uomo guarda la propria storia e percepisce il mondo\u00bb, ha affermato il fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto. Non pu\u00f2 stupire, allora, che i letterati fin dalle origini si siano interessati alla fotografia e ai suoi prodotti, ora osservandoli con apprensione e disprezzo, ora con curiosit\u00e0 e interesse, riconoscendovi persino possibili metafore o simbolizzazioni del processo artistico. A partire dalla fotografia, non pochi scrittori arrivano cos\u00ec a riflettere sulla stessa scrittura, sulle sue finalit\u00e0, sulla possibilit\u00e0 di frammentare anche in letteratura, come avviene in fotografia, la visione del mondo, di fare, in altre parole, anche della rappresentazione narrativa una storia di sguardo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dall\u2019apparizione del dagherrotipo, dagli anni Quaranta dell\u2019Ottocento a oggi, la fotografia appare come tema privilegiato nella letteratura universale: \u00e8 quasi impossibile trovare un romanzo in cui non si faccia riferimento a un\u2019istantanea per rievocare il passato, rinforzare una descrizione, documentare fatti accaduti, dimostrare l\u2019attendibilit\u00e0 di eventi narrati, o, in senso opposto, evocare l\u2019inesprimibile, il soprannaturale, portando avanti fino ai giorni nostri l\u2019dea di Talbot che, gi\u00e0 nel 1834, a proposito dei suoi primi esperimenti fotografici, parlava di \u00abarte di fissare un\u2019ombra\u00bb. Roland Barthes ha osservato che \u00ab[l]\u2019et\u00e0 della Fotografia corrisponde precisamente all\u2019irruzione del privato nel pubblico\u00bb. Con il ritratto fotografico il privato s\u2019insinua nel sociale, il soggetto si guarda nel rettangolo di carta che lo riproduce e si vede doppio, altro da s\u00e9. La fotografia rende visibile l\u2019inquietante assioma di Rimbaud secondo cui \u00abio \u00e8 un altro\u00bb. In letteratura, il personaggio-fotografo, soprattutto quando, oltre che protagonista, \u00e8 anche narratore, raffigura al meglio la \u00abdissociazione della coscienza d\u2019identit\u00e0\u00bb propria della fotografia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma \u00e8 soprattutto attraverso la moda dell\u2019album di famiglia che il privato invade il pubblico: la famiglia, gi\u00e0 asse portante del romanzo borghese ottocentesco, si autorappresenta in fotografia, secondo un immaginario che ne esalta le qualit\u00e0 sociali e morali. La narrativa non manca di tematizzare la foto familiare, soprattutto per metterne in luce le incongruenze, il non detto, ci\u00f2 che sta dietro e oltre l\u2019inquadratura. Allo stesso modo, tutte le tipologie di foto vernacolari \u2013 istantanee di viaggio, foto per documenti, persino foto sbagliate, rovinate o scartate perch\u00e9 mal riuscite \u2013 trovano spazio in letteratura, cos\u00ec come, ovviamente, le foto artistiche, i riferimenti a scatti d\u2019autore, le immagini di guerra, i reportage giornalistici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La fotografia, comunque, non \u00e8 soltanto un tema attraverso il quale narrativa e poesia riflettono sul reale, sul visibile e sull\u2019invisibile e spesso indagano sulla propria funzione e sul proprio stesso farsi. Sotto l\u2019influsso della fotografia, la scrittura letteraria cerca anche di riprodurre quello che Cartier-Bresson definiva \u00abil ritmo nel mondo delle cose reali\u00bb, ovvero l\u2019attimo in cui gli elementi, gli oggetti come le persone, rivelano la loro essenza, irradiano una propria luce, si epifanizzano.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma non basta. Poich\u00e9 la fotografia \u00abnon si limita a riprodurre il reale, ma lo ricicla, secondo una procedura della societ\u00e0 moderna\u00bb (Sontag), anche la narrazione finisce per offrire una visione \u201criciclata\u201d della realt\u00e0, usando la fotografia per riconvertire i propri materiali. Per dirla con John Szarkowski, che nel 1978 cur\u00f2 una mostra intitolata Mirrors and Windows (\u201cSpecchi e finestre\u201d) presso il MOMA di New York, del cui dipartimento fotografico era allora direttore, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento ai giorni nostri, la fotografia-specchio, che parla del suo autore ed \u00e8 mezzo espressivo, si \u201cricicla\u201d come metanarrazione, mentre la fotografia-finestra, che parla del mondo ed \u00e8 mezzo esplorativo, si fa ora meta-linguaggio, ora nuovo modo di guardare al e oltre il reale, fino ad arrivare, ai nostri giorni, all\u2019emergere di \u00abuna nuova tipologia di fotografia, n\u00e9 specchio n\u00e9 finestra, bens\u00ec mosaico\u00bb (Richtin), che trova un equivalente nella narrativa postmoderna, anch\u2019essa costituita da \u00absentieri multipli che conducono a nuovi percorsi esplorativi\u00bb.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per finire, nell\u2019incontro di fotografia e testo, che caratterizza i libri illustrati, i foto-testi e i <em>photo-books<\/em>, immagine e parola si incrociano e si completano, mentre la componente autoriflessiva o metanarrativa si manifesta finalmente nella sua pi\u00f9 profonda essenza di desiderio di condivisione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Lo scrittore che riflette sulla propria scrittura attraverso la fotografia, cos\u00ec come quello che dalla fotografia parte per reiventare il proprio sguardo e la propria lingua, dai tempi del dagherrotipo all\u2019era del digitale, cerca implicitamente la complicit\u00e0, o quanto meno, l\u2019ascolto del lettore, facendo riferimento a un mezzo che nasce da una esigenza umana, la condivisione del veduto. Come la fotografia, la scrittura si fa allora \u00abuna relazione speciale tra esseri umani, [&#8230;] l\u2019ebbrezza di poter dire al nostro simile, perfino a distanza, \u201cho visto questo, guardalo [leggilo] anche tu\u201d\u00bb (Smargiassi).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843088133\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carrocci Editore<\/a><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fotografia, fin dal suo apparire, ha influito sulla letteratura sia a livello tematico sia sulla stessa scrittura, mutandone attitudini, modi e ritmi e aumentandone l\u2019autocoscienza. 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