﻿{"id":123,"date":"2011-12-14T12:34:56","date_gmt":"2011-12-14T12:34:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=123"},"modified":"2016-11-09T18:26:26","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:26","slug":"mito-storia-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mito-storia-editoriale\/","title":{"rendered":"La Questione Romantica: Mito\/Storia (editoriale)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Mito e Storia sono i termini fondamentali del grande dibattito teorico del Romanticismo. Gli artisti di fine Settecento e dei primi decenni dell&#8217;Ottocento ricorrono al Mito per interpretare un presente tumultuoso e caotico. Ad una Storia che rischia di travolgere ogni certezza, l\u2019artista romantico oppone la geometria del Mito. Alla rilettura del mito classico si accompagna una \u00ablaicizzazione\u00bb della mitologia biblica e, contemporaneamente, una riconquista dei miti nazionali. La Natura stessa raggiunge dimensioni mitiche: \u00abTo see a World in a Grain of Sand\u00bb, scriveva W. Blake in &#8220;Auguries of Innocence&#8221; restituendo cosi all&#8217;individuo, isolato e frammentato dalla storia, un senso di appartenenza e di comunione. Non si guarda al creato come a qualcosa di perfettamente conchiuso e inaccessibile, ma lo si osserva e se ne ascoltano le evoluzioni, la forza vitale ed espansiva, il ritmo. Novalis scriveva \u00abChi possiede il ritmo, possiede l&#8217;Universo\u00bb. Non \u00e8 la <em>natura naturata<\/em> che i romantici cercano, bens\u00ec la <em>natura naturans<\/em> in quanto energia creativa e forza salvifica.<br \/>\nLa natura, quale metafora delle origini, ripristina l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0 e diviene strada maestra dell&#8217;esperienza e della cultura dell&#8217;individuo che in essa proietta le proprie istanze di libert\u00e0 e verit\u00e0. L&#8217;antico assoluto levitico viene sostituito dall\u2019assoluto naturale: il popolo, la patria, il linguaggio &#8211; da Herder a Michelet &#8211; costituiscono le nuove categorie di un pensiero totalizzante che ha derivato le sue premesse epistemologiche dall&#8217;esoterismo della <em>Naturphilosophie<\/em> <div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-overflow:visible;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last fusion-column-no-min-height\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\">[Evon Baader, <em>Betr\u00e4ge zur Elementarphysiologie<\/em>, 1797]. L&#8217;avventura umana, sospinta in una teologia naturale &#8211; la teleologia, che con Schelling riproduce la sacralit\u00e0 del creato &#8211; si trover\u00e0 dunque, per venire compresa, inquadrata sotto l&#8217;ambiguo, ambivalente rapporto tra mito e storia. La sintesi kantiana di soggetto e oggetto, trasferendo l&#8217;atto di conoscenza dalla referenzialit\u00e0 dogmatica verso la <em>natura naturata<\/em> alla percezione diretta della <em>natura naturans<\/em>, ha spostato i termini del rapporto verit\u00e0\/finzione dall&#8217;oggettivit\u00e0 documentale alla soggettivit\u00e0 espressiva. E nello spazio della soggettivit\u00e0 che l&#8217;artista romantico ricostruisce il mondo: l&#8217;<em>egotistico sublime<\/em> di William Wordsworth riscopre il mito-natura strutturandolo in categorie psicologiche che attivano memoria e immaginazione e riempiono quella \u00abvacancy\u00bb che i moderni avvertono come coscienza del presente. Rivisitando il mito, il poeta rivisita e ricostruisce di fatto la propria storia: il mito diviene cos\u00ec autorappresentazione di un soggetto che \u00e8 alla ricerca delle proprie forme (Friedrich Schlegel). In questo senso \u00e8 comprensibile il ricorso romantico alla figura esemplare di Prometeo, tormentato e problematico e sempre diverso a seconda che venga ri-modellato da Byron o Goethe, da Mary e Percy Shelley o da Melville. Nel <em>Discorso sulla Mitologia (<\/em>1800) Friedrich Schlegel osserva che nel mito \u00e8 racchiusa l&#8217;origine stessa dell\u2019uomo, un&#8217;origine che, ponendosi al di fuori della storia, offre all&#8217;umanit\u00e0 una garanzia di permanenza che la salva dalle tenebre del presente ma che si pone, rispetto alla storia, come punto di riferimento futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui le contraddizioni di base di un grande pensatore come Herder che concepisce la Storia come \u00abil cammino di Dio attraverso il mondo\u00bb, ma considera allo stesso tempo Dio come \u00abun derelitto affetto dai mali del mondo\u00bb. Mito e storia, termini evidentemente inconciliabili nella proposizione teoretica, risultano nella pratica gnostica prospettive parallele che gli intellettuali romantici seguono nelle loro ricerche della situazione reale. Non a caso sar\u00e0 proprio questo lievito delle contraddizioni a indurre i narratori votati alla riscossa del sentimento contro la ragione a giocare sul soggetto una partita a scacchi che passa dal terrore all&#8217;orrore (E.T.A. Hoffmann, M.G. Lewis, E.A. Poe) al fine di analizzare le fasi alchemiche dell&#8217;ormai ineluttabile ma gi\u00e0 affascinante scissione dell&#8217;io nel mondo moderno. Nella percezione romantica il tradimento della storia rivoluzionaria e post-rivoluzionaria assume le cadenze bibliche dei temi della Caduta e dell&#8217;Apocalisse; le rovine stesse divengono i simboli di una grandezza possibile ma rinnegata dalla Storia, mentre la nostalgia e la malinconia, pur sentimenti di una perdita (A.W. Schlegel), diventano anche pulsioni verso una progettualit\u00e0 ideale. Mito e storia risultano, in quanto prospettive di spazi esistenziali, i possibili varchi naturali di un&#8217;esperienza che avvicina il passato al presente, li confonde e li fa incrociare in questa ridda di simulacri e di verit\u00e0 opposte che L. Mittner ha definito, in un celebre saggio, ambivalenze romantiche. \u00c8 tuttavia nella speculazione teorica che il Romanticismo supera ogni definitiva divaricazione fra Mito e Storia allorch\u00e9 esalta la figura dell&#8217;artista quale genio creatore la cui parola \u00e8, come quella del mito, linguaggio sacro e pensiero originario, e la cui opera \u00e8 inscritta nella storia universale dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mito e Storia sono i termini fondamentali del grande dibattito teorico del Romanticismo. 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