﻿{"id":1887,"date":"2012-05-25T10:37:16","date_gmt":"2012-05-25T10:37:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=1887"},"modified":"2016-11-09T18:26:25","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:25","slug":"universita-di-bologna","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/","title":{"rendered":"PRIN: British Risorgimento &#8211; Universit\u00e0 di Bologna"},"content":{"rendered":"<p><strong>Responsabile scientifico<\/strong>: Lilla Maria Crisafulli <strong>Compito dell&#8217;Unit\u00e0<\/strong> L\u2019unit\u00e0 di Bologna, che \u00e8 composta principalmente da anglisti, ma anche da storici, da germanisti specializzati in letteratura austriaca, e da una slavista, un italianista e una francesista, muove per la propria ricerca dal Rinascimento, perch\u00e9 \u00e8 in questo periodo che cominciano ad intensificarsi i rapporti tra Italia, l\u2019Inghilterra e altri paesi europei, e soprattutto \u00e8 in questa delicata fase storica che nascono sia quegli stereotipi politici e culturali sull\u2019Italia che continueranno ad essere alimentati nel corso dei secoli. Nel Rinascimento nasce altres\u00ec l\u2019analisi etica e politica di un\u2019Italia ormai cronicamente disunita e conflittuale, alla merc\u00e9 di potenze straniere o di potentati locali. In tale percezione delle criticit\u00e0 politiche e morali di un\u2019Italia dilaniata dalle lotte intestine, dalle ingerenze straniere e dalla corruzione delle numerose corti degli stati e statarelli italiani, affondano le radici della riflessione inglese ed europea su un necessario processo di unificazione nazionale. Quindi, curiosamente, \u00e8 proprio la critica scaturita dal constatarsi della frammentazione del corpo politico italico \u2013 a fronte, invece, di una percepita organicit\u00e0 estetica \u2013 che contribuisce al processo inverso, quello della costruzione di un modello di reintegrazione e riunificazione. Non a caso, l\u2019Italia \u00e8 stata da sempre una delle mete preferite dei viaggiatori inglesi di ogni epoca; e rappresenta l\u2019unico paese europeo che con la sua affascinante e contraddittoria commistione di civilt\u00e0 e barbarie, bellezze artistiche e naturali, potenza passata e presenti rovine, ha attratto i visitatori britannici in maniera praticamente ininterrotta per almeno otto secoli. E se i primi viaggiatori inglesi che si registrano sul suolo italiano furono i pellegrini diretti a Roma o in Terra Santa e i mercanti che andavano in Oriente, gli inglesi \u2013 a partire addirittura da Chaucer nel Trecento &#8211; continuarono a subire il fascino del nostro paese, e a visitarlo, attratti dall\u2019antico e spinti dall\u2019entusiasmo per lo studio dei classici che potevano essere meglio approfonditi nelle biblioteche e nelle universit\u00e0 italiane. Non poco rilevante \u00e8 infatti il debito contratto dall\u2019umanesimo d\u2019Oltremanica nei confronti di quello italiano: autori del calibro di Thomas Hoby, traduttore del Cortegiano di Baldassarre Castiglione e Philip Sidney fecero tappa in Italia nel corso delle loro carriere e furono influenzati dalla cultura e dalla letteratura italiana. Certo i conflitti politici e religiosi che seguirono la Riforma protestante cambiarono l\u2019atteggiamento di ammirazione degli inglesi nei confronti dell\u2019Italia che venne identificata con il papato e la Chiesa cattolica; e cominci\u00f2 a crescere una sempre maggiore diffidenza nei confronti degli italiani considerati corrotti e pieni di vizi mentre il viaggio in Italia si presentava sempre pi\u00f9 come moralmente pericoloso e compromettente soprattutto da quando, in seguito alla pace di Cateau-Cambr\u00e9sis (1559), tutta l\u2019Italia si trov\u00f2 sotto il dominio della Spagna di Filippo II, grande rivale di Elizabetta I. In Inghilterra si diffuse pertanto una certa italofobia rintracciabile ad esempio in testi come The Scholemaster (1570) di Robert Ascham o nella Survey of the Great Dukes State of Tuscany (1605) di Robert Dallington, nella quale vengono espressi giudizi estremamente negativi sull\u2019Italia. \u00c8 anche vero, per\u00f2, che proprio durante il regno di Elisabetta I il tradizionale viaggio nel continente inizia ad assumere il carattere di una istituzione; l\u2019esperienza del viaggio d\u2019istruzione viene sentita sempre pi\u00f9 come necessaria per chiunque sia destinato a far parte della classe dirigente e l\u2019Italia, nel bene e nel male, rimane una delle tappe privilegiate. Si cementifica quindi sempre pi\u00f9 quella relazione bilaterale di attrazione e rifiuto, di incontro e scontro, che sempre segner\u00e0 i rapporti anglo-italiani nella storia. L\u2019indagine dell\u2019unit\u00e0 bolognese si focalizzer\u00e0 proprio sull\u2019idea centrale dell\u2019Italia, che da essere oggetto di ammirazione e di fascino estetico, si trasforma \u2013 in particolare nel periodo pre e risorgimentale \u2013 in oggetto di interesse etico-politico. All\u2019interno del complesso panorama dei rivolgimenti europei successivi al Congresso di Vienna, infatti, l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico, tra i vari paesi in lotta per l\u2019unificazione nazionale \u2013 si pensi alla Grecia o alla Polonia \u2013 a suscitare un cos\u00ec profondo interesse da parte di intellettuali, artisti, uomini politici o semplici viaggiatori inglesi. Tra i vari componenti dell\u2019unit\u00e0 bolognese, KEIR ELAM propone di studiare il formarsi di idee contrastanti, riguardo l\u2019Italia quale entit\u00e0 politico-culturale, nel Rinascimento inglese. Se la Riforma vede l\u2019Inghilterra opporsi all\u2019Italia quale sede del cattolicesimo \u2018romano\u2019, eleggendo a \u2018nemica\u2019 una nazione ancora percepita come monolitica, e identificata (anche sotto l\u2019influenza della diplomazia veneziana) principalmente con il Vaticano, la riflessione su un\u2019Italia in crisi di identit\u00e0 nazionale prende le mosse gi\u00e0 negli anni venti e trenta del Cinquecento, grazie, per esempio, alla ricaduta politica ed ideale del Sacco di Roma, che trova ampi echi nella letteratura dell\u2019epoca, anche tramite la circolazione di autori italiani critici di Roma come Aretino. Tappa fondamentale nella riflessione inglese sull\u2019Italia politica, sulle relazioni fra le repubbliche e sulla carenza di identit\u00e0 o unit\u00e0 nazionale \u00e8 la History of Italy di William Thomas (1549), opera basata sulle spesse ardue esperienze vissute dall\u2019autore in Italia e esplicitamente influenzata da Machiavelli. Altri visitatori inglesi, come Thomas Coryat e Fynes Morrison, rifletteranno in modo meno sistematico sulla gepolitca italiana. Le guerre inter-repubblicane e il dominio di alcune repubbliche &#8211; specie la Serenissima \u2013 sulle altre sono rispecchiati, poi, nella letteratura e nel teatro del periodo elisabettiano. Retroscena di gran parte delle tragedie della vendetta dell\u2019epoca \u2013 si pensi a Thomas Middleton, John Webster e Philip Massinger &#8211; \u00e8 un\u2019Italia in stato di degrado sociale e preda della frammentazione politica. D\u2019altra parte Lilla Maria Crisafulli, Elena Spandri e Fabio Liberto analizzeranno le problematiche relative alla ricezione e alla rielaborazione della \u201cquestione nazionale italiana\u201d e del processo di unificazione che aveva in Gran Bretagna. Nello specifico, LILLA MARIA CRISAFULLI, affiancata dall\u2019italianista ANDREA CAMPANA, si contrer\u00e0 su una rilettura del movimento romantico italiano visto attraverso lo sguardo britannico. Partendo dal ruolo centrale assunto da figure del calibro di Alfieri, Foscolo, Di Breme, Pellico e Manzoni, sul versante italiano, e di Hobhouse, Byron, Hunt, Lady Morgan e gli Shelley su quello inglese, il romanticismo italiano sar\u00e0 indagato come movimento patriottico e rivoluzionario pre-risorgimentale. Si cercher\u00e0 di comprendere le ragioni che condussero all\u2019isolamento prima e poi alla sconfitta dei romantici di prima generazione nel tentativo di dimostrare che buona parte del loro presunto fallimento risiedeva non nei valori estetici e culturali di cui erano portatori ma negli ideali politico sociali che sottendevano. ELENA SPANDRI si concentrer\u00e0 sul primo periodo londinese di Giuseppe Mazzini e sui suoi legami con la cultura filosofica, politica e letteraria degli anni quaranta. L\u2019analisi prender\u00e0 in considerazione la corrispondenza tra Mazzini e noti personaggi dell\u2019epoca, gli scritti letterari, le collaborazioni con le riviste Westminster Review, Monthly Chronicle, British and Foreign Review, Tait\u2019s Edinburgh Magazine. Una parte significativa dell\u2019analisi sar\u00e0 costituita da un raffronto tra le nozioni mazziniane di democrazia, progresso, utilit\u00e0, individuo, nazione, educazione, cos\u00ec come vengono articolate nei Thoughts upon Democracy in Europe (apparsi sul People\u2019s Journal tra il 1846 e il 1847) e la contemporanea riflessione etica, filosofica e politologica che John Stuart Mill andava argomentando intorno agli stessi nuclei di pensiero, in opposizione tanto all\u2019utilitarismo radicale di Jeremy Bentham, quanto all\u2019idealismo tardo romantico di Thomas Carlyle. FABIO LIBERTO analizzer\u00e0 il ruolo degli esuli italiani in Inghilterra, e riserver\u00e0 particolare attenzione agli scritti politici di Thomas Carlyle, studiandoli in base alla circolazione che essi ebbero sia tra gli intellettuali italiani presenti in Gran Bretagna, sia tra gli intellettuali italiani in Italia che fruirono i testi del filosofo in traduzione. SERENA BAIESI si interesser\u00e0 allo studio e alla disamina di quei periodici inglesi che maggiormente prestarono attenzione al dibattito sul Risorgimento italiano in Inghilterra (in particolare il Blackwood\u2019s Edinburgh Magazine, il The Quarterly Review e l\u2019Edinburgh Review). Esaminer\u00e0 il modo in cui l\u2019immagine della giovane nazione italiana viene rappresentata e, in particolare, il processo di femminilizzazione a cui essa venne sottoposta descrivendola come una figura di donna debole e asservita. Tale prospettiva sar\u00e0 allargata poi alla produzione poetica (con particolare riferimento alle opere di Elizabeth Barrett Browning, come ad esempio Casa Guidi Windows e Aurora Leigh). MARIA BEATRICE BATTAGLIA e CARLOTTA FARESE dedicheranno il loro interesse allo studio ai viaggiatori inglesi in Italia e al loro contributo alla causa nazionale italiana. Battaglia prediliger\u00e0 il periodo storico che va da John Milton a Joseph Forsyth. Farese si concentrer\u00e0 invece sul periodo successivo: dagli anni post-napoleonici alla presa di Roma, raccogliendo testimonianze, report di conversazioni, diari e lettere ove la riflessione pre e risorgimentale si palesa. Entrambe si concentreranno con maggiore attenzione sulle presenze in Emilia Romagna e nel nord Italia e sui luoghi maggiormente frequentati dai viaggiatori: circoli letterari, salotti, teatri, musei e biblioteche. L\u2019unit\u00e0 di ricerca in collaborazione con il comitato di Bologna di storia del Risorgimento e con il museo del Risorgimento di Bologna, insieme alla francesista ADRIANA SFRAGARO e all\u2019anglista CECILIA PIETROPOLI, indagher\u00e0 sulla costruzione dell\u2019affermarsi dell\u2019idea nazionale italiana all\u2019interno di quel processo politico-culturale e d\u2019armi che \u00e8 stato il Risorgimento e movendosi all\u2019interno dei criteri interpretativi proposti dalla nuova storiografia che ridisegna la periodizzazione del Risorgimento cogliendone le radici nella stagione dell\u2019illuminismo, prima ancora che in quella della rivoluzione francese. All\u2019interno di questo progetto l\u2019analisi sar\u00e0 rivolta principalmente al periodo dell\u2019illuminismo, agli anni francesi, alla stagione della restaurazione, alla prima e alla seconda guerra d\u2019indipendenza, fermandosi al momento della costituzione del Regno d\u2019Italia. Di fatto non verr\u00e0 considerato il periodo successivo definito \u201csecondo Risorgimento\u201d o del \u201cfare gli italiani\u201d. Il gruppo del comitato di Bologna di storia del Risorgimento propone di leggere con modalit\u00e0 nuove fonti tradizionali (ad. esempio i giornali), fonti letterarie (romanzi, testi teatrali, cronache), fonti proprie della storia sociale (epistolari, diari, memorie). In particolare si propone un\u2019analisi dei giornali dell\u2019epoca per cogliere l\u2019articolarsi di un dibattito che aveva nella carta stampata un punto di riferimento fondamentale. ELENA MUSIANI con LILLA MARIA CRISAFULLI, intendono approfondire il rapporto tra teatro e \u201cformazione della coscienza nazionale\u201d, indagando non solo il ruolo delle compagnie teatrali ufficiali e delle rappresentazioni dei testi di autori teatrali di rilevanza nazionale e internazionale, ma anche quello delle compagnie minori (oggi in gran parte dimenticato) di cui spesso erano autori e attori gli stessi protagonisti delle vicende politiche in un intreccio di protagonismi di estremo interesse. Sulle scene si portava il Risorgimento, i suoi ideali, i suoi sostenitori (e gli inglesi sono di frequente tra questi); e quando la rappresentazione teatrale usciva dai piccoli teatri dei palazzi aristocratici proponendosi nei teatri diurni e popolari allora si faceva opera di educazione secondo il modello appreso dal teatro giacobino. Il sottogruppo propone inoltre un percorso di ricerca rivolto alle figure degli esuli e degli emigrati politici durante il periodo della cospirazione e delle lotte per l\u2019unificazione nazionale; un percorso che intende soffermarsi non solo sulle figure di primo piano (Mazzini, apostolo dell\u2019indipendenza italiana dal suo esilio inglese; Garibaldi, l\u2019eroe dei due mondi), ma anche su quanti, oppositori politici a governi autoritari e antinazionali, trovarono ricovero in paesi come la Grecia, l\u2019Algeria, l\u2019Egitto, la Tunisia (diventando costruttori di un nuovo modello di \u201cviaggiare\u201d che andava a sostituirsi a quello settecentesco del \u201cviaggiatore colto\u201d) e, al tempo stesso, per mettere al servizio delle comunit\u00e0 locali le loro competenze professionali. Molti esuli in Inghilterra insegnarono l\u2019italiano nelle scuole e nelle case inglesi (Aurelio Saffi, Quirico Filopanti, per citarne alcuni) e nella terra che li ospitava conobbero istituzioni nuove (societ\u00e0 mutue, cooperative) di cui parlavano nei loro scritti (lettere, romanzi) e di cui si fecero realizzatori al momento del rientro in Italia. Ovviamente un\u2019attenzione particolare sar\u00e0 rivolta all\u2019immagine che \u201cgli altri\u201d (in particolare gli inglesi) avevano dell\u2019Italia e del suo farsi, e, anche, dell\u2019immagine che gli italiani avevano degli \u201caltri\u201d, delle loro culture politiche e delle affinit\u00e0 che progressivamente riconoscevano. PAOLA MARIA FILIPPI e MONICA MARSIGLI, germaniste dell\u2019unit\u00e0 bolognese specializzate in letteratura austriaca, si concentreranno sull\u2019indagine delle dinamiche e delle sollecitazioni portarono alla creazione e all\u2019affermazione del concetto di nazione nei territori italofoni dell\u2019Impero asburgico. Nello specifico, le due studiose, rivolgeranno la loro attenzione al fruttuoso panorama della stampa periodica, con particolare riguardo alle testate letterarie che in forma programmatica perseguivano l\u2019obiettivo di divulgare la letteratura italiana e, in contemporanea, far conoscere le letterature straniere, con specifica attenzione per la letteratura di lingua tedesca. In un tale contesto, la traduzione diviene la modalit\u00e0 di transfer per eccellenza, necessaria per permettere il reale confronto con la produzione letteraria degli altri paesi, e pi\u00f9 nello specifico con quella di lingua tedesca qui presa in esame. Con la traduzione, come dimostreranno Filippi e Marsigli, il nostro Ottocento cerca a pi\u00f9 riprese e con non poche contraddizioni un dialogo pi\u00f9 ravvicinato e diretto, mutuandone storie, stilemi, suggestioni, sempre nel convincimento che un reale impegno civile e politico non poteva mai disgiungersi dall\u2019espressione estetico-letteraria GABRIELLA IMPOSTI, slavista dell\u2019unit\u00e0 di Bologna, indagher\u00e0 sul contributo dell\u2019emigrazione politica russa in Inghilterra al dibattito risorgimentale che si colloca a sua volta nell\u2019ampia prospettiva dell\u2019irredentismo polacco e ceco e della questione della servit\u00f9 della gleba e del ruolo del ceto contadino nella societ\u00e0 russa. Herzen e Bakunin, entrambi emigrati a Londra, ebbero contatti personali con Garibaldi e Mazzini. Inizialmente sodali, poi su posizioni radicalmente opposte, questi due personaggi sono particolarmente significativi di come la questione italiana possa assumere una rilevanza che va ben oltre ai ristretti confini della penisola. A partire da questi due personaggi e dai loro scritti si cercher\u00e0 di ricostruire anche nell\u2019opera di altri letterati ed emigrati russi, come ad esempio Ogarev, l\u2019immagine dell\u2019Italia risorgimentale con le sue contraddittorie interpretazioni ideologiche. Nel 1860, ad esempio, non c\u2019era rivista o giornale russo che non riportasse notizie sugli avvenimenti italiani. Il primo numero della rivista \u201cVremja\u201d, pubblicata da Dostoevskij (novembre 1860), dedicava un ampio articolo alla questione italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Responsabile scientifico: Lilla Maria Crisafulli Compito dell&#8217;Unit\u00e0 L\u2019unit\u00e0 di Bologna, che \u00e8 composta principalmente da anglisti, ma anche da storici, da germanisti specializzati in letteratura austriaca, e da una slavista, un italianista e una francesista, muove per la propria ricerca dal Rinascimento, perch\u00e9 \u00e8 in questo periodo che cominciano ad intensificarsi i rapporti tra Italia, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1867,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.8.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Responsabile scientifico: Lilla Maria Crisafulli Compito dell&#8217;Unit\u00e0 L\u2019unit\u00e0 di Bologna, che \u00e8 composta principalmente da anglisti, ma anche da storici, da germanisti specializzati in letteratura austriaca, e da una slavista, un italianista e una francesista, muove per la propria ricerca dal Rinascimento, perch\u00e9 \u00e8 in questo periodo che cominciano ad intensificarsi i rapporti tra Italia, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-11-09T17:26:25+00:00\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/\",\"url\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/\",\"name\":\"PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website\"},\"datePublished\":\"2012-05-25T10:37:16+00:00\",\"dateModified\":\"2016-11-09T17:26:25+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Progetti\",\"item\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"British Risorgimento\",\"item\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"PRIN: British Risorgimento &#8211; Universit\u00e0 di Bologna\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/\",\"name\":\"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","og_description":"Responsabile scientifico: Lilla Maria Crisafulli Compito dell&#8217;Unit\u00e0 L\u2019unit\u00e0 di Bologna, che \u00e8 composta principalmente da anglisti, ma anche da storici, da germanisti specializzati in letteratura austriaca, e da una slavista, un italianista e una francesista, muove per la propria ricerca dal Rinascimento, perch\u00e9 \u00e8 in questo periodo che cominciano ad intensificarsi i rapporti tra Italia, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/","og_site_name":"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","article_modified_time":"2016-11-09T17:26:25+00:00","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/","url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/","name":"PRIN: British Risorgimento - Universit\u00e0 di Bologna - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website"},"datePublished":"2012-05-25T10:37:16+00:00","dateModified":"2016-11-09T17:26:25+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-di-bologna\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Progetti","item":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"British Risorgimento","item":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"PRIN: British Risorgimento &#8211; Universit\u00e0 di Bologna"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website","url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/","name":"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1887"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5861,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1887\/revisions\/5861"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}