﻿{"id":1892,"date":"2012-05-25T10:39:52","date_gmt":"2012-05-25T10:39:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=1892"},"modified":"2016-11-09T18:26:25","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:25","slug":"universita-degli-studi-di-roma-la-sapienza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/progetti\/nuovo-progetto\/universita-degli-studi-di-roma-la-sapienza\/","title":{"rendered":"PRIN: British Risorgimento -Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Responsabile scientifico<\/strong>: Isabella Imperiali D\u2019afflitto <strong>Compito dell&#8217;Unit\u00e0<\/strong> L\u2019unit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d intende esaminare le rappresentazioni dell\u2019Italia e degli italiani, elaborate durante il periodo risorgimentale (1815-1870) dalla cultura britannica, con particolare riferimento alla realt\u00e0 di Roma e dello Stato Pontificio; il rapporto che intellettuali e artisti italiani hanno con Londra e con la cultura inglese e del modo in cui essi si fanno portatori a Roma e in Italia di quella letteratura e del suo massimo rappresentante, Shakespeare; l\u2019atteggiamento della societ\u00e0 inglese verso gli esuli romani e italiani; il ruolo cruciale del teatro e delle arti figurative nella rappresentazione e nella costruzione dell\u2019immagine dell\u2019Italia. Sono gli anni in cui il movimento romantico, nel recupero del classicismo e del neo gotico, sviluppa un febbrile interesse non soltanto per la Roma antica ma anche per quella contemporanea, grazie soprattutto alla diffusione del \u201cGrand Tour\u201d. Nell\u2019immaginario romantico inglese Roma diviene un enorme teatro in cui i viaggiatori assistono alla messa in scena della vita quotidiana in un alternarsi di tragico e di comico. Il tragico, indotto dall\u2019oppressione del governo pontificio, dalla repressione e dalla censura, emerge sia nei resoconti di quanti frequentano i teatri, le feste nei palazzi patrizi, i caff\u00e8 (il Caff\u00e8 Greco, per esempio, \u00e8 celebre luogo di incontro per gli artisti stranieri) sia in quelli dei molti viaggiatori inglesi massoni che hanno contatti con i protagonisti della causa rivoluzionaria. Il comico si identifica con il pittoresco, insito nelle rappresentazioni della vita quotidiana: dalla chiassosit\u00e0 dei mercati ai colori dei costumi popolari, dalle feste di strada alle stesse funzioni religiose. Di tutto questo va ricercata testimonianza nei pamphlets, nelle lettere, nei diari, nella drammaturgia, nelle arti figurative e nella caricaturistica, nei travelogues, nelle opere in prosa e in versi di molti autori inglesi del periodo. In questo senso assumono un ruolo importante le interpretazioni di alcuni grandi attori, dei quali si occuperanno ISABELLA IMPERIALI e ANDREA PEGHINELLI, che si esibiscono sui palcoscenici londinesi o nei teatri italiani. Ne \u00e8 un esempio Gustavo Modena, fervente patriota ed estimatore dell\u2019opera shakespeariana, che nel 1839 si esibisce al Queen\u2019s Theatre di Londra per declamare brani tratti dalla Divina Commedia. Nei suoi spettacoli londinesi, accolti con entusiasmo dal pubblico inglese e dai fuoriusciti italiani, Modena fornisce una testimonianza dell\u2019esule che \u00e8 costretto ad abbandonare la propria patria per questioni politiche e religiose. Sono gli anni in cui il grande attore \u00e8 convinto sostenitore delle idee mazziniane ma anche della forza della pagina shakespeariana che non riesce ad essere compresa in Italia. Tuttavia, \u00e8 Alemanno Morelli, suo allievo, a riscuotere successo con &#8220;Amleto&#8221; e &#8220;Macbeth&#8221; (nella traduzione in prosa di Carlo Rusconi) nelle piazze italiane dei primi anni Cinquanta. Ed \u00e8 a Ernesto Rossi- che partecip\u00f2 alle Cinque Giornate di Milano- che si devono le prime grandi interpretazioni dei personaggi tragici shakespeariani, in cui emergono evidenti e inquietanti riferimenti all\u2019attualit\u00e0. Sar\u00e0 lui, nel 1855, ad acquistare a Londra dal figlio di Edmund Kean i copioni shakespeariani con i tagli apportati da David Garrick. Inoltre, Adelaide Ristori e Tommaso Salvini contribuirono a portare e a diffondere l\u2019identit\u00e0 culturale italiana a Londra con tourn\u00e9e trionfali delle loro originali interpretazioni shakespeariane (gi\u00e0 collaudate in Italia) recitate in un primo tempo in italiano e, in seguito, in inglese (o, addirittura, Rossi alternava le sue battute in italiano con quelle in inglese degli altri attori!). I primi anni Settanta dell\u2019Ottocento, e quindi la fine del Risorgimento e l\u2019inizio della costruzione di uno stato nazionale italiano unitario, rappresentano un passaggio storico di importanza cruciale in vista di una comprensione della visione dell\u2019Italia nella cultura e nella letteratura inglese. E\u2019 allora che il pretendere di descrivere l\u2019Italia ricorrendo a reminescenze classiche o a romanzi gotici produce una crescente incapacit\u00e0 di interpretare quanto stava avvenendo davanti agli occhi dei viaggiatori o dei fuoriusciti stabilitisi soprattutto in Toscana, a Roma e a Napoli. E&#8217; allora che il disgusto suscitato dagli italiani in carne ed ossa nei visitatori inglesi, dal Rinascimento in poi assume un carattere duplice: da una parte riflettendo la crescente razzializzazione della visione che degli altri popoli aveva la razza padrona inglese, e dall\u2019altra l\u2019uso di un\u2019Italia arcadica e pastorale per denunciare i mali prodotti dall\u2019industrializzazione in Inghilterra. \u00c8 la presenza di questa duplice visione, sostiene RICHARD AMBROSINI, che rende particolarmente interessante l\u2019opera di \u201cOuida\u201d (Marie Louise de la Ram\u00e9e, 1839-1908),una delle scrittrici pi\u00f9 popolari della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, della quale egli si occuper\u00e0.\u201cOuida\u201d, dopo aver scritto un romanzo, &#8220;Idalia&#8221; (1869),in cui esaltava l\u2019ideale risorgimentale, decise di trasferirsi in Italia, dove visse dal 1872 sino alla sua morte. Nei suoi romanzi, ambientati in Italia, e in particolare in &#8220;Ariadne&#8221; (1877) e nei suoi numerosi saggi \u00e8 possibile ritrovare i segni del rimpianto per la perdita delle illusioni suscitate dal Risorgimento, e invece la progressiva scoperta delle condizioni di vita della popolazione e, soprattutto, delle brutture portate da una modernizzazione che seguiva modelli importati in gran parte dall\u2019Inghilterra. La sua voce critica la rende unica nel panorama letterario inglese: nessun altro autore ha dato prova di saper trascendere gli stereotipi positivi e negativi che compongono in gran parte la rappresentazione dell\u2019Italia nella letteratura e nella cultura inglesi. E nell\u2019ambito degli stereotipi IRENE RANZATO vaglier\u00e0 le rappresentazioni dell\u2019Italia e degli Italiani nel XIX secolo come venivano filtrate in Inghilterra attraverso l\u2019arte consolidata della caricaturistica e quella appena nata della fotografia. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di capire se da questi documenti emerga un\u2019idea omogenea di \u2018italianit\u00e0\u2019 e se questa rispecchi o meno lo stereotipo dell\u2019Italia come luogo di passioni e di libert\u00e0. Ci si prefigge di riflettere e indagare anche sull\u2019atteggiamento della societ\u00e0 inglese verso gli esuli e il loro eventuale impegno nello sforzo di fondare una nazionalit\u00e0 italiana; GIUSEPPE MONSAGRATI intende farlo a partire da una duplice constatazione: che la prima fase del fuoruscitismo politico italiano \u00e8 di natura essenzialmente liberal-costituzionale (di qui l\u2019interesse per le istituzioni britanniche) e che, di conseguenza, l\u2019atteggiamento delle autorit\u00e0 inglesi non si discosta da quello, assai benevolo, dell\u2019opinione pubblica, formatasi sui grandi quotidiani e sui periodici culturali, quindi attenta al problema della libert\u00e0 come requisito di base di una comune civilt\u00e0 europea (in questo senso le prime esperienze vengono fatte in riferimento alla rivoluzione greca e alla nascita del filellenismo). Non avviene lo stesso nella seconda fase, ossia di fronte alla molto pi\u00f9 organizzata e molto pi\u00f9 radicale attivit\u00e0 posta in essere da Mazzini a partire dai primi anni \u201940: qui, se l\u2019opinione pubblica formatasi sugli scritti di J.S. Mill conserva in genere la simpatia per la causa dei popoli oppressi, quando non sviluppa un sentimento di vera e propria complicit\u00e0 e di adesione fattiva nelle forme del proselitismo e della raccolta di fondi, i governi \u2013 siano essi conservatori o liberali \u2013 procedono con molto maggiore cautela, al punto che nel 1849, al tempo della Repubblica romana, non \u00e8 sufficiente l\u2019antipapismo congenito della classe dirigente inglese a orientare in senso filorivoluzionario le scelte del governo del tempo (Palmerston). E questo perch\u00e9 il conservatorismo britannico in materia di politica estera \u00e8 trasversale e, di fronte all\u2019insorgere di un pericolo di sovvertimento sociale che possa portare il suo contagio sin sulle rive del Tamigi, supera qualunque divisione tra i partiti pur di evitare che la stabilit\u00e0 dell\u2019Europa continentale possa essere messa a repentaglio, determinando gravi ripercussioni sugli interessi commerciali di un Paese che, sul piano dello sviluppo industriale e della formazione del capitalismo, \u00e8 certamente il pi\u00f9 progredito d\u2019Europa. Partendo dai sui studi sull\u2019identit\u00e0 nazionale inglese, ROBERTO BARONTI MARCHIO&#8217;intende esaminare l\u2019ideologia presente in alcuni romanzi quali &#8220;Roccabella&#8221;(1859) di H.F. Chorley, &#8220;The Cloister and the Hearth&#8221;(1861) di Charles Reade, &#8220;Antonina&#8221;(1850) di Wilkie Collins, &#8220;The Last Days of Pompei&#8221;(1834) di Bulwer-Lytton, romanzi che forniscono alcuni esempi della costruzione letteraria dell\u2019Italia e degli italiani. Si esamineranno anche alcune opere canoniche come &#8220;Daniel Deronda&#8221;(1876) e &#8220;Romola&#8221;(1863)di George Eliot, &#8220;Pictures from Italy&#8221; di Dickens, nonch\u00e9 la produzione poetica di Arthur Clough, Elizabeth Barrett, Robert Browning, Dante Gabriele Rossetti e A.C.Swinburne, che testimoniano quanto le opere letterarie siano anche interventi all\u2019interno di un dibattito in corso, risposte a specifici eventi storici o politici. FIORELLA GABIZON intende esplorare il rapporto tra ebrei e Risorgimento (Foa, &#8220;Gli ebrei nel Risorgimento italiano&#8221;, 1978), nello specifico alcuni testi di Israel Zangwill: &#8220;The Next Religion&#8221; (1912), dramma a carattere politico-religioso, dove centrale \u00e8 la riflessione sulla figura di Giuseppe Mazzini e sul risorgimento. ALESSANDRO GEBBIA, sulla base del suo lavoro &#8220;Citt\u00e0 teatrale&#8221;, esplorer\u00e0 in particolare le opere di: W.W.Story, &#8220;Roba di Roma&#8221; (1887); di H.P.Leland, &#8220;Americans in Rome&#8221; (1863); di De Mille, &#8220;The Dodge Club, or Italy in 1859&#8221; (1869); W.J.Gillespie, &#8220;Rome as Seen by a Newyorker&#8221;(1845) che, pur nel loro impianto dichiaratamente narrativo, non disdegnano di introdurre osservazioni e riflessioni sulla politica del tempo, sulla censura pontificia e sui moti rivoluzionari. Inoltre intende focalizzarsi sull\u2019opera di T.Lyman, &#8220;The Political State of Italy&#8221; (1820), in cui, in maniera pioneristica, vengono individuati i futuri sviluppi dell\u2019indipendenza italiana. Per analizzare la complessit\u00e0 del \u201cfenomeno romano\u201d nelle sue molteplici sfaccettature, storiche, letterarie, teatrali e artistiche, la ricerca sar\u00e0 svolta nei seguenti archivi e biblioteche: British Library, Victoria and Albert Museum, Theatre Museum, Department of Prints and Drawings della Tate Gallery di Londra, Guildhall Library, Museum of London, National Portrait Gallery, Biblioteca Alessandrina, Archivio Storico del Pitigliani, Keats and Shelley Memorial House, Centro Studi Americani, Museo Centrale del Risorgimento, Biblioteca del Burcardo, Centro Studi del Teatro Argentina, Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Biblioteca Nazionale Centrale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Responsabile scientifico: Isabella Imperiali D\u2019afflitto Compito dell&#8217;Unit\u00e0 L\u2019unit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d intende esaminare le rappresentazioni dell\u2019Italia e degli italiani, elaborate durante il periodo risorgimentale (1815-1870) dalla cultura britannica, con particolare riferimento alla realt\u00e0 di Roma e dello Stato Pontificio; 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