﻿{"id":4520,"date":"2016-04-22T12:03:20","date_gmt":"2016-04-22T10:03:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?page_id=4520"},"modified":"2016-11-09T18:26:22","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:22","slug":"la-questione-romantica-nazionalismointernazionalismo-editoriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/la-questione-romantica-nazionalismointernazionalismo-editoriale\/","title":{"rendered":"La Questione Romantica: Nazionalismo\/Internazionalismo (editoriale)"},"content":{"rendered":"<p>Lettera di G. G. Byron agli insorti napoletani<br \/>\n<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-overflow:visible;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last fusion-column-no-min-height\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\">[ottobre? 1820]\n<p>Un inglese, amico della Libert\u00e0, avendo sentito che i Napoletani permettono anche ai stranieri di contribuire alla buona causa, bramerebbe l\u2019onore d\u2019aver accettato l\u2019offerta di mille luigi, la quale egli azzarda di fare. Gi\u00e0 testimonio oculare non molto fa della tirannia dei Barbari nei stati dei loro usurpatori dell\u2019Italia, egli vede con tutto l\u2019entusiasmo di un uomo ben nato la gloriosa deteminazione dei N[apolitani] per confirmare loro ben\u2019 acquistata Indipendenza. Membro della Camera dei Pari della Nazione inglese, egli sarebbe un traditore ai principii che hanno posto sul\u2019 trono la famiglia regnante in Inghilterra se non riconoscesse la bella lezione di bel nuovo cos\u00ec data ai popoli ed ai re. L\u2019offerta che egli brama di presentare [\u00e8] pocha in se stessa- come bisogna che sia sempre quella di un individuo ad una nazione ma egli spera che non sar\u00e0 l\u2019ultima della parte dei suoi compatrioti.<br \/>\nLa sua lontananza dal\u2019 frontiere e il suo senso di sua poca capacit\u00e0 personale di contribuire efficacemente a servire la nazione, l\u2019impedisce di proporsi come degno della pi\u00f9 piccola commissione che domanda e del\u2019 talento; ma se come semplice volontario la sua presenza non sarebbe un\u2019 incommodo a quello che l\u2019accettasse egli riparrebbe a qualunque luogo indicato dal\u2019 Governo n[apolitano]. Per ubbidire l\u2019ordini e partecipare i pericoli del suo Superiore, senza aver dei altri motivi che quello di dividere il destino di una brava nazione resistendo alla se-dicente Santa Allianza, la quale aggiunge l\u2019ippocrisia al despotismo.<\/p>\n<p>La fascinazione medusea della Rivoluzione francese in cui si confrontano e convivono positivo e negativo\u00a0 nella esperienza del mondo, conduce, da una parte all\u2019idea di cosmopolitismo ideologico che fonda la libert\u00e0 dell\u2019uomo come appropriazione laica dell\u2019ecumenismo cristiano e , dall\u2019altra, spinge sul piano territoriale e psicologico a una definizione etnica e culturale racchiusa nei concetti di popolo e patria. Internazionalismo\u00a0 e Nazionalismi nascono cos\u00ec in contrasto ma anche in conformit\u00e0 con le idee maestre dei rivoluzionari , o piuttosto degli enciclopedisti che sono alle loro spalle.<br \/>\nI Romantici che ereditano queste verit\u00e0 contradditorie sono anch\u2019essi. come i moderni di Perrault, dei nani sulle spalle\u00a0 dei giganti il cui sguardo spazia per questo pi\u00f9 lontano. La nazione, propriet\u00e0 privata del re, \u00e8 ormai passata, rousseaunianamente, alla sovranit\u00e0 popolare e, con un notevole sviluppo democratico, essa finisce per rappresentare la maggioranza del popolo. L\u2019artista romantico coniuga cos\u00ec i valori storico-culturali sovranazionali\u00a0 dell\u2019et\u00e0 dei Lumi ( La Repubblica delle Lettere [2] del Muratori) con la centralit\u00e0 e primariet\u00e0\u00a0 dell\u2019idea di nazione quale emerge durante la Rivoluzione francese. Un\u2019idea che, del resto, alimenta l\u2019impero napoleonico traducendosi in disseminazione nell\u2019intera Europa dei valori nazionali. La maggioranza del popolo- chiamata dalla rivoluzione alla leva militare a costituire un esercito di \u201ccittadini\u201d- attraverso deleghe rappresentative, costituisce il perno del nuovo pensiero politico incentrato sulla determinazione di bisogni e di valori non pi\u00f9 privati ma pubblici, ossia rispondenti alla necessit\u00e0 di popolazioni e territori posti nell\u2019amibto di una lingua comune.<br \/>\nMentre in Germania l\u2019unificazione linguistica e nazionale era venuta con Lutero\u00a0 attraverso la traduzione della Bibbia, in Italia, anch\u2019essa divisa geopoliticamente tra principi, duchi, e re, ma soggetta all\u2019impero vaticano della delega liturgica alla Chiesa, e quindi lasciata lontana dai testi sacri, la lingua comene non apparve che molto pi\u00f9 tardi. all\u2019inizio del nostro secolo. In Germania la lingua di Lutero fu ripresa quale spirito profondo e unitario di tutto il popolo tedesco dell\u2019intellighenzia settecentesca, che con Herder, Grimm e i fratelli Schlegel annuncia il primato della parola sull\u2019immagine superando il sensualismo barocco e il simbolismo emblematico del neoclassicismo. La parola, come forma naturale di comunicazione, diventa per i romantici tedeschi quanto per quelli inglesi la strada maestra per un recupero delle origini e per il riconoscimento di una costituzione organica del mondo (Wordsworth e Coleridge). E\u2019 allora Lutero, l\u2019uomo del Medioevo, che gli intellettuali tedeschi si richiamano per affermare, con il Faust di Goethe, insieme il bisogno di soggettivit\u00e0 e la sicurezza di un approdo comunitario, l\u2019io moderno e la \u201cgemuetliche alte Zeit\u201d.<br \/>\nIn Italia la forte divisione, provocata dal diffuso analfabetismo, fra lingua colta e popolare, fra letteratura e dialetti, allontana sempre pi\u00f9 gli intellettuali dal popolo, impegnandoli tuttavia a spingere la cultura verso un\u2019analisi politica della societ\u00e0. Non a casa il Risorgimento italiano passa attraverso le grandi scelte romantiche dell\u2019unit\u00e0 e dell\u2019identit\u00e0 della nazione. Da Napoleone a Garibaldi a Mazzini, i concetti di Nazionalismo e Internazionalismo saranno paradossalmente in conflitto e in parallelo tra loro nella configurazione dei una patria territoriale e di un\u2019Europa ideale (La Giovine Italia\u00a0 e La Giovine Europa di Mazzini) . Questa stessa assurda pacificazione dei contrasti tra patria e mondo, nazione e Europa \u00e8 fortemente sentita dalla giovane generazione romantica inglese di cui Byron e Shelley costituiscono i pi \u00f9 alti esempi letterari e politici nella loro attenzione ai casi d\u2019Italia e di Grecia- attenzione che non trascurava l\u2019analisi severa del proprio paese.<br \/>\nFu del resto l\u2019et\u00e0 romantica a mettere insieme, in modo non solo conflittuale, europei e paesi mediterranei e asiatici. Gi\u00e0 nell\u2019et\u00e0 illuminista il rovesciamento dell\u2019ordine feudale e dell\u2019Orbis Pictus dei cattolici aveva consentito il confronto di parit\u00e0 con altri popoli. Le Lettres Persanes (1721) di Montesquieu manifestano il bisogno che il nuovo europeo avverte di guardare se stesso dall\u2019esterno; d\u2019altra parte la traduzione delle Mille et une Nuits, per mano di Galland (1704), apre a un\u2019infinti\u00e0 di traduzioni del famoso testo arabo in tutte le nazioni europee. Sulla scia Samuel Johnson scrisse The Prince of Abyssinia (1759) che inaugur\u00f2 il genere esotico nella letteratura inglese del \u2018700 fino alla straordinaria produzione che da Goethe arriva fino a Byron e oltre.<br \/>\nLa via tracciata da Galland porta con s\u00e8, dopo il latino, la nuova lingua franca d\u2019Europa, il francese. Jan Potocki, grande viaggiatore, aristocratico della corte polacca, sar\u00e0 universalemente noto perch\u00e8 il suo Manoscritto trovato a Saragozza (1812) esce in francese; la lingua francese da est a ovest diventer\u00f2 la lingua veicolare della cultura e della diplomazia fino alla prima guerra mondiale. Attraverso il francese i capolavori delle diverse nazioni non sono solo resi subito accessibili ma anche la loro traduzione nelle singole lingue nazionali \u00e8 resa agile e immediata, alimentando e accelerando cos\u00ec la circolazione degli ideali romantici.<br \/>\nRingraziamo l\u2019Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli per averci concesso di includere in questo numero alcuni degli interventi presentati al seminario internazionale su \u201cLetteratura Romantica: Nazionalismo e Internazionalismo\u201d da noi organizzato e svoltosi a Ischia nel marzo 1995 presso il Circolo Sadoul. Gli interventi sono di M. Bustler, V. Fortunati, W. Keach, R. Mordenti, R. Stevenson.<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera di G. G. 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