﻿{"id":6757,"date":"2019-03-09T10:55:07","date_gmt":"2019-03-09T09:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?page_id=6757"},"modified":"2019-03-12T15:37:31","modified_gmt":"2019-03-12T14:37:31","slug":"contest-frankenreads-1-classificato","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/contest-frankenreads-1-classificato\/","title":{"rendered":"Contest Frankenreads: 1\u00b0 classificato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IO SONO IL PASSATO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Spalancai gli occhi e scattai in avanti a sedere. Ansimavo affannosamente, afflitta da un acuto senso di nausea e di vertigini, i polmoni che bruciavano nello sforzo di respirare. Le mani artigliavano il lettino su cui ero stata adagiata, come se mi aggrappassi per non cadere. Percepivo un intenso formicolio solleticare tutto il corpo e rabbrividii per il fastidio. La luce era di un bianco accecante, cos\u00ec vivido da risultarmi doloroso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Continuavo a boccheggiare, non riuscivo a smettere. Mi sentivo come un marinaio che, avendo lottato contro gli abissi per non essere inghiottito e trascinato nel loro profondo e tetro baratro, era emerso all\u2019improvviso dal mare scuro, annaspando tra i flutti in cerca d\u2019aria. Un naufrago che si dibatteva con furioso accanimento per rimanere a galla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi coprii il volto con le mani, cercando di calmarmi. Le dita erano gelide. Le guardai con orrore, osservandone il candore cinereo che in qualche punto era quasi violaceo. Erano cos\u00ec smorte, pallide ed esangui che cominciai ad agitarmi. Il cuore cominci\u00f2 a battere sempre pi\u00f9 velocemente, assecondando quel senso di inquietudine che mi attanagliava. Posai lo sguardo sulle mani fredde e bianchissime, che lentamente riacquistavano colore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Sbarrai gli occhi, pietrificandomi.\u00a0<em>Il cuore batteva, <\/em>mi sconquassava il petto. Terrorizzata, lanciai un grido: perch\u00e9 palpitava ancora? Eppure aveva cessato di farlo, di questo ero certa. S\u00ec, ne ero sicura, perch\u00e9 io ero morta in un incidente stradale. Morta nell\u2019impatto, sul colpo. Non c\u2019era stato nulla da fare per salvarmi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il panico si impossess\u00f2 di me e presi a tremare convulsamente. In un attimo rievocai gli istanti che avevano preceduto la tragedia, immagini e suoni che si rincorrevano incessanti nella mia mente, confondendosi in un caos indicibile. Il camion che si dirigeva fuori controllo e velocissimo contro di me, il raggelante orrore che mi aveva assalito, l\u2019urto, il frastuono metallico, un grido acutissimo e assordante che, involontariamente, avevo emesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ero rimasta stritolata e schiacciata nel disastro, quindi che ci facevo qui, integra e viva? Mi raggomitolai su me stessa, prendendomi la testa tra le mani e dondolando avanti e indietro, mugolando. Perch\u00e9 ero tornata? Cosa era successo? Come? Dove mi trovavo? Non avevo nessuna risposta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Scoppiai in lacrime. Tutto questo era semplicemente inconcepibile, impossibile da comprendere, al di l\u00e0 di ogni spiegazione razionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Com\u2019era possibile che quella tenebra simile alla nera profondit\u00e0 degli oceani, quella tenebra implacabile e muta che di norma lega a s\u00e9 senza lasciare via di scampo, mi avesse lasciata andare? Perch\u00e9 la morte non mi stringeva pi\u00f9 nella sua morsa, nel suo gelido abbraccio?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi venne mal di testa per tutti quei pensieri assurdi eppure legittimi. Ancora indebolita e pervasa dal senso di nausea e di vertigine, scesi con cautela dal lettino. Scoprii di essere scalza e il freddo del pavimento mi percorse le membra con la violenza di una scarica elettrica. Rabbrividii.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Azzardai qualche passo, cercando di mantenere l\u2019equilibrio. Con estrema lentezza mi aggirai incerta per quello che compresi essere un laboratorio. Non c\u2019era nessuno in giro, anche se la luce era accesa, quella fastidiosa luce di un bianco abbacinante. Man mano che camminavo, acquistavo sicurezza nell\u2019andatura e mi sentivo pi\u00f9 forte, non pi\u00f9 debole e tremolante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Attraversai innumerevoli corridoi, sale dalle apparecchiature inquietanti e varcai tantissime soglie: quella struttura aveva un che di labirintico. Giunsi infine davanti ad una grande porta in metallo e dentro di me sapevo che oltre di essa avrei trovato la verit\u00e0: ero l\u2019unica persona vivente in un universo parallelo oppure ero tornata dai morti?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non essendo ancora nel pieno delle mie forze, feci fatica nell\u2019aprire il portone, ma tuttavia alla fine ci riuscii. I cardini girarono cigolando e davanti a me apparve un paesaggio notturno. Il cielo era un lago di inchiostro puntellato di scintille bianche e la luna rotonda e luminosa osservava con distacco gli eventi. Nonostante fosse molto buio, notai che il laboratorio era nel mezzo di un\u2019area boschiva, una zona immersa nel silenzio. Le fronde degli alberi frusciavano armoniosamente al minimo soffio di vento frizzante. Ogni tanto si sentiva il basso richiamo dei gufi o il tramestio di qualche animaletto tra i cespugli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Davanti a quello spettacolo non provai timore, ma un meraviglioso senso di pace e di tranquillit\u00e0. Inspirai profondamente, riempiendo i polmoni di quella piacevole brezza. Chiusi gli occhi e allargai le braccia, per godermi al meglio quella sensazione. Sorrisi, cosa che non avrei mai pensato di poter fare ancora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Decisa a scoprire dove fossi esattamente, mi posi come obiettivo uscire da l\u00ec per cercare un luogo abitato in cui essere ospitata. Vagai per tutta la notte nella foresta, scalza, indossando solo un candido e leggero camice. Versi e passi indefiniti mi spaventavano alquanto, cos\u00ec raccolsi da terra un ramo piuttosto robusto per difendermi. Spesso mi dovetti fermare, esausta per la debolezza, afflitta da attacchi di nausea e dal dolore dei tagli sotto i piedi nudi. Quando realizzai di avere fame, mi venne quasi da ridere per la situazione assurda in cui mi trovavo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Giunsi nei pressi di una cittadina poco dopo l\u2019alba. Il cielo era ancora tinteggiato di rosa pallido e di striature dorate e perlacee. Mi parve l\u2019aurora pi\u00f9 bella che avessi mai visto, forse la sola osservata con deliziata attenzione in questa vita ed in quella precedente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Avanzai barcollando verso le prime case, spossata e sofferente. Sperai che qualcuno mi ospitasse. Mentre mi avvicinavo sempre di pi\u00f9, con un tuffo al cuore riconobbi la casa di un mio amico. Una gioia ineffabile mi pervase: ero nel mio paese natale! Feci lo sforzo di accelerare il passo zoppicante e con un grande sorriso mi trascinai davanti alla porta d\u2019ingresso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Erano cambiate molte cose, ma sicuramente si trattava dell\u2019abitazione di Paul. Chiss\u00e0 quanti anni erano passati dal mio incidente, come stava la mia famiglia, come avevano reagito i miei amici alla mia morte\u2026 chiss\u00e0 se qualcuno mi pensava ancora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Presi coraggio e suonai il campanello. Mi resi conto troppo tardi che dovevano essere solo le cinque e mezza del mattino. Mortificata per il disturbo, rimasi incerta sul da farsi. Stavo per andarmene quando sentii dei rumori provenire dall\u2019interno della casa. Qualcuno stava scendendo le scale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Cominciai a tremare per l\u2019agitazione, non sapendo come comportarmi, cosa dire e in che modo. Soprattutto, come avrebbe reagito Paul?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La porta si apr\u00ec e una voce femminile sbrait\u00f2 scocciata: \u00abChe cosa vuole a quest\u2019ora? Le conviene che sia un\u2019ottima motivazio\u2013\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma la voce le mor\u00ec in gola. Sbarr\u00f2 gli occhi, incredula ma allo stesso tempo terrorizzata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abJane\u2026\u00bb dissi sbalordita, in un fil di voce. Non era cambiata molto, la riconobbi subito. Era un po\u2019 pi\u00f9 alta di come la ricordavo, ma molto pi\u00f9 bella: i contorni del suo viso si erano addolciti e i capelli castani le ricadevano ricciuti sulle spalle. Gli occhi verdi erano sempre gli stessi, scintillanti e invidiabili. \u00abSorellina\u2026\u00bb boccheggiai incredula.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Jane vacill\u00f2 sul posto e si aggrapp\u00f2 alla maniglia per non cadere. Mi slanciai in avanti per aiutarla, ma lei indietreggi\u00f2 e strill\u00f2, l\u2019orrore dipinto sul volto. \u00abNon mi toccare! Smettila di perseguitarmi!\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La guardai sgomenta, avevo temuto proprio quella reazione. D\u2019altronde, come si sarebbe dovuta comportare? Il mio cuore si gonfi\u00f2 di lacrime, mentre rimanevo immobile a fissare mia sorella tremare e piangere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Intanto qualcuno si era affrettato a scendere gi\u00f9 per le scale, facendo un gran rumore. \u00abChi \u00e8 l\u00e0?\u00bb grid\u00f2 con preoccupazione Paul, lasciandomi interdetta. Si erano quindi sposati?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Paul si precipit\u00f2 da Jane e la condusse con gesto deciso dietro di s\u00e9, in atto di difesa. In un primo momento rimase sconvolto alla mia vista, poi si riprese e assunse un\u2019espressione rabbiosa. \u00abVattene via, miserabile! Come osi prenderti gioco di noi?\u00bb esclam\u00f2, facendo un passo verso di me con atteggiamento minaccioso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Mi spaventai ed indietreggiai un po\u2019. \u00abPaul, sono io, sono Catherine\u2026\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abNo!\u00bb url\u00f2 lui, avanzando ancora. \u00abSei una ragazzetta a cui piace far soffrire la gente! Togliti quel travestimento e lasciaci in pace!\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo guardai ferita. \u00abSono io\u2026\u00bb. Mi sporsi per vedere oltre le sue spalle. \u00abJane, sono davvero io! Sono torna\u2013\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abVattene subito!\u00bb sbrait\u00f2 di nuovo Paul, sbattendomi la porta in faccia. Oltre di essa, sentivo mia sorella in preda ad una crisi di pianto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Fissai con sguardo vuoto il legno scuro davanti a me, immobile. Sentii le gambe tremare, qualche secondo dopo cedettero. Mi accasciai per terra e scoppiai in lacrime, il dolore era troppo grande per essere sopportato da una persona sola. Mi raggomitolai contro la porta, scossa dai singhiozzi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Non avrei dovuto mostrarmi a loro, li avevo solo fatti soffrire. Da stupida ingenua mi ero illusa di poter essere accolta con amore, essere abbracciata e consolata, ricevere spiegazioni sulla mia situazione impossibile. Vane speranze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abI morti sono morti e devono stare con i morti. Non si pu\u00f2 stravolgere l\u2019ordine naturale delle cose: la vita va avanti sempre, nonostante i lutti e i dolori. Noi siamo solo passato. <em>Io\u00a0<\/em>sono il passato.\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Elena Di Giorgio<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Liceo Classico M. Minghetti, II B<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IO SONO IL PASSATO Spalancai gli occhi e scattai in avanti a sedere. Ansimavo affannosamente, afflitta da un acuto senso di nausea e di vertigini, i polmoni che bruciavano nello sforzo di respirare. Le mani artigliavano il lettino su cui ero stata adagiata, come se mi aggrappassi per non cadere. 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