﻿{"id":153,"date":"2011-12-14T15:13:23","date_gmt":"2011-12-14T15:13:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?p=153"},"modified":"2016-11-09T18:26:35","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:35","slug":"mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/","title":{"rendered":"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a title=\"Go to La Questione Romantica.\" href=\"..\/?page_id=49\">La Questione Romantica<\/a> &gt; <a href=\"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=138\" target=\"_blank\">Donne\/Uomini<\/a><\/p>\n<p><strong>Lilla Maria Crisafulli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che, nel 1792, Mary sia nata sotto un&#8217;insolita stella \u00e8 indubbio. Figlia di una coppia eccezionale, di William Godwin, filosofo radicale e dissenziente e, soprattutto, punto di riferimento per chi, alla fine del XVIII secolo, non si allinea sotto la bandiera di un&#8217;Inghilterra conservatrice e monarchica; e di Mary Wollstonecraft, donna davvero emancipata, scrittrice professionista e prima teorica dei diritti delle donne. Una stella speciale che si accompagna ad un destino altrettanto particolare, segnato dal senso di perdita e dalla differenza, ma anche da una scuola di vita che fa di Mary una creatura insolitamente forte.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mary Wollstonecraft muore a dieci giorni dal parto gettando un&#8217;ombra su quella figlia tanto attesa. Al filosofo, che lascer\u00e0 per tutta la vita il ritratto della compagna scomparsa appeso alle pareti del suo studio quale segno tangibile di affetto e di stima, resta il compito di allevare Mary e Fanny, nata da una precedente unione della moglie. Godwin, padre del pensiero anarchico inglese, viene, a quarant&#8217;anni, in contatto per la prima volta con le esigenze quotidiane di due bambine, e si rivela, in questo caso, padre inadeguato.<sup>2<\/sup> Le insicurezze di Fanny e i capricci di Mary lo sgomentano e Mary registra, sin dall&#8217;infanzia, l&#8217;incapacit\u00e0 di Godwin di venire a patti con i pi\u00f9 naturali rapporti famigliari, di manifestare liberamente emozioni e sentimenti. Lo stesso Godwin, del resto, \u00e8 consapevole della sua inadeguatezza al punto di decidersi ad un secondo matrimonio.<sup>3<\/sup> Si sposa con Mary Jane Clairmont, vedova, dotata di una certa cultura e di molta determinazione.<sup>4<\/sup> Madre di due figli, entrambi forse illegittimi, Jane \u00e8 assai diversa dalla Wollstonecraft. Alla nuova compagna egli spera di poter delegare l\u2019affettivit\u00e0 della sfera domestica che, in fondo egli ritiene, \u00e8 prerogativa femminile. Di fatto, tra Jane e Mary non si stabilir\u00e0 alcun legame se non quello di una reciproca antipatia.<sup>5<\/sup> La piccola Mary impara presto a dare a suo padre ci\u00f2 che in realt\u00e0 egli le chiede: i frutti intellettuali del suo giovane ingegno. Legge i grandi autori del lontano e recente passato, studia le lingue moderne e classiche, scrive e improvvisa conferenze, ascolta i celebri e discussi contemporanei che, come S. T. Coleridge, visitano suo padre e pubblica, a soli dieci anni, il suo primo lavoro.<sup>6<\/sup> Un&#8217;educazione, per cos\u00ec dire, a tutto campo, che Godwin ama impartire personalmente tanto ai suoi figli che ai giovani discepoli. Solo con riluttanza egli accetter\u00e0 d&#8217;iscrivere il figliastro Charles Clairmont e il figlio William a scuole regolari, ritenendo, al contrario di Mary Wollstonecraft, che l&#8217;istruzione debba essere non istituzionalizzata e pubblica ma libera e personalizzata, basata principalmente sul desiderio e il piacere d&#8217;apprendere del discepolo, che il maestro dovr\u00e0 sapere coltivare, e sul massimo potenziamento dell&#8217;immaginazione del fanciullo. Merita leggere a tale proposito le osservazioni che egli appone, con lo pseudonimo Edward Baldwin, al volume<em> Fables, Ancient and Modern<\/em>, pubblicato dalla sua Juvanile Library:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">If we would benefit a child, we must become in part a child ourselves. We must prattle to him; we must expatiate upon some points; we must introduce quick, unexpected turns, which, if they are not wit, have the effect of wit to children. Above all, we must make our narrations pictures, and render the objects we discourse about, visible to the fancy of the learner. <div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-overflow:visible;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last fusion-column-no-min-height\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\">[MARSHALL 1984, p. 267]\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questo tipo d&#8217;insegnamento, non sorprende scoprire nella giovanissima Mary (perch\u00e8 tale ella \u00e8 allorch\u00e9 il <em>Frankenstein<\/em> viene concepito) una straordinaria capacit\u00e0 d&#8217;invenzione e il gusto di vagabondare nei reami della fantasia; fantasia e immaginazione accompagnate tuttavia da una pi\u00f9 che solida ragione e da una sicura capacit\u00e0 di riflessione.<br \/>\nDi converso, Mary trattiene per s\u00e9 le semplici emozioni infantili e i pi\u00f9 spontanei sentimenti filiali. Cela al padre emozioni e turbamenti per proiettarli invece su un piano esclusivamente onirico, vivendo nel ricordo di una madre mai conosciuta, Mary Wollstonecraft.<sup>7<\/sup> Un culto che Godwin alimenta in ogni modo nelle figlie e al quale contribuisce in modo decisivo con la pubblicazione delle <em>Memoirs of the Author of A Vindication of the Rights of Woman.<\/em> Una pubblicazione difficile che non finir\u00e0 di sollevare scandali e polemiche intorno alla figura della Wollstonecraft e che, per molto tempo, non consentir\u00e0 a Mary d&#8217;incontrare il ricordo di sua madre in un privato spazio affettivo. Lo stesso semplice atto di lasciare negli anni a venire il nome di lei, Wollstonecraft, all&#8217;interno della propria firma di donna &#8211; Mary Wollstonecraft Shelley &#8211; segnala la volont\u00e0 d&#8217;inscrivere nella propria storia la storia della madre.<br \/>\nMa, come si diceva, Mary coltiva la ragione e la riflessione e, ancora secondo gli insegnamenti paterni, si abbandona a sogni e fantasticherie nei quali riesce a trovare conforto e sollievo nei momenti di crisi personale o di solitudine, come confesser\u00e0 pi\u00f9 tardi nell&#8217;introduzione al <em>Frankenstein<\/em>, o come manifestano alcuni criptici e fantasmagorici <em>Tales and Stories<\/em> che scriver\u00e0 negli anni a venire:<sup>8<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">It is not singular that, as the daughter of two persons of distinguished literary celebrity, I should very early in life have thought of writing. As a child I scribbled; and my favourite pastime during the hours given me for recreation was to \u00abwrite stories\u00bb. Still, I had a dearer pleasure than this, which was the formation of castles in air &#8211; the indulging in waking dreams &#8211; the following up trains of thought, which had for their subject the formation of a succession of imagery incidents. [&#8230;] What I wrote was intended at least for one other eye \u2013 my childhood&#8217;s companion and friend; but my dreams were all my own; I accounted for them to nobody; they were my refuge when annoyed &#8211; my dearest pleasure when free [Frankenstein (Hindle, 1992, \u00abIntroduction\u00bb, p. 5)]\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia l&#8217;atteggiamento che Mary mostra in pubblico deve essere assai convincente se accogliamo senza troppe riserve il giudizio che William Godwin d\u00e0 della giovane figlia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">She is singularly bold, somewhat imperious, and active of mind. Her desire for knowledge is great, and her perseverance in everything she undertakes almost invincibile [&#8230;]. [Cit. in MARSHALL 1984, p. 294 e in SPARK 1951\/1987, p. 17]\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la madre ella muove tanto sul piano ideale, rileggendo continuamente i suoi scritti, quanto fisicamente, andando di frequente, in una sorta di pellegrinaggio un p\u00f2 morboso, a St.Pancreas [Grylls 1938, p. 27 e MARSHALL 1984, p. 306], il luogo ove ella \u00e8 sepolta e dove, ci racconta ancora Godwin, si sigilla la promessa d&#8217;amore a Percy Bysshe Shelley:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">On Sunday, June 26, he [Shelley] accompanied Mary, and her sister Jane Clairmont, to the tomb of Mary&#8217;s mother, one mile distant from London; and there, it seems, the impious idea first occurred to him of seducing her, playing the traitor to me, and deserting his wife.<sup>9<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La personalit\u00e0 di Mary sembra costruirsi su una scissione: su quanto da lei ci si aspetta e su quanto \u00e8 disposta a dare; su quanto dice e quanto cela, su una robusta intellettualit\u00e0 e una decisa volont\u00e0 ma anche su un&#8217;altrettanto dirompente sensibilit\u00e0 ed una vivida immaginazione. Solo molti anni pi\u00f9 tardi Mary arriver\u00e0 a confessare ad un&#8217;amica, Frances Wright, donna altrettanto emancipata, tutto il peso ma anche la piena consapevolezza di quella doppia eredit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">The memory of my Mother has always been the pride and delight of my life; and the admiration of others for her has been the cause of most of the happiness I have enjoyed. Her greatness of soul and my father high talents have perpetually reminded me that I ought to degenerate as little as I could from those whom I derived my being. [BENNETT 1996, p. 179].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questa doppia identit\u00e0\/eredit\u00e0 Percy Bysshe Shelley, poeta ventunenne e rampollo ribelle di un baronetto inglese, s&#8217;invaghisce nel 1814.<sup>10<\/sup> Shelley, gi\u00e0 sposato e padre di una figlia, e Mary, quasi diciassettenne, risolvono di fuggire e di nascondersi in Francia, seguiti da una non meno giovane e sventata sorellastra di Mary, Jane (o Clara o Claire come in seguito si far\u00e0 chiamare) Clairmont. La fuga \u00e8 celebrata dai due all&#8217;insegna della comunione nella scrittura (non \u00e8 casuale che Mary porti con s\u00e9, fra le poche cose raccolte in fretta, proprio i lavori che il suo ingegno e la sua volont\u00e0 avevano sino a quel momento prodotto), entrambi i giovani intenzionati a dar vita ad un sodalizio memore forse solo della coppia parentale Godwin\/Wollstonecraft.<br \/>\nMary e Percy decidono di tenere un diario e di scriverlo a due mani. II diario &#8211; che Mary pi\u00f9 tardi definir\u00e0 in parte \u00abJournal of Sorrow\u00bb [<em>Journal,<\/em> Book IV, pp. 428-495] &#8211; \u00e8 a tutt&#8217;oggi la fonte pi\u00f9 preziosa d&#8217;informazioni che gli studiosi degli Shelley hanno a loro disposizione. II <em>Journal<\/em> si divide complessivamente in cinque parti, ma solo le prime due contengono il contributo di Percy. La sua collaborazione, in ogni caso quantitativamente inferiore a quella di Mary, che ne resta la vera responsabile, cessa con la morte di William, il terzo e pi\u00f9 amato dei loro figli. Tuttavia, dal luglio 1814 al giugno 1819 il diario prende forma, pagina dopo pagina, grazie alla scrittura asciutta e sovente segreta di Mary, e gli interventi aperti e sentimentali di Percy. Ognuno dei due scrive affinch\u00e9 l&#8217;altro lo legga, e ognuno registra col proprio sguardo ci\u00f2 che ha colto l&#8217;occhio dell&#8217;altro. La complicit\u00e0 \u00e8 inizialmente cos\u00ec intensa e assoluta da produrre un linguaggio forte e unico. Poi, poco alla volta, con la successiva perdita dei primi tre figli e il conseguente allontanarsi di Mary da Percy, la scrittura di Percy resta a margine fino a scomparire lasciando Mary la sola voce autoriale del <em>Journal<\/em>. Ma quel che pi\u00f9 conta \u00e8 che, durante questa prima fase di collaborazione, il Journal diviene per i due giovani una sorta di<em> Prelude<\/em> wordsworthiano, la registrazione della crescita delle loro due menti: fedelmente viene riportato tutto ci\u00f2 che ciascuno studia e ci\u00f2 che insieme leggono e discutono.<br \/>\nSul piano creativo, dal 1814 al 1816 \u00e8 Percy a scrivere e a produrre mentre Mary si apre docilmente ai suoi consigli, ne segue i percorsi e le scelte intellettuali, e risponde con gioiosa fierezza alle sue attese. Del resto, che il giovane poeta creda nelle capacit\u00e0 della compagna al punto di idealizzarla \u00e8 un dato ben noto agli studiosi degli Shelley, una fiducia e un investimento che Percy Bysshe costruisce, in una certa misura, \u00aba priori\u00bb, quasi che la nascita di Mary, la paternit\u00e0 e la maternit\u00e0 di lei, potessero garantire l&#8217;entit\u00e0 del suo ingegno. Non a caso il 3 ottobre del 1814, solo tre mesi dopo la loro fuga nel continente, all&#8217;amico Thomas Jefferson Hogg, Shelley delinea nel modo seguente la figura di Mary:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">In the month of June I came to London to accomplish some business with Godwin that had been long depending. The circumstances of the case required an almost constant residence at his house. Here I met his daughter Mary. The originality &amp; loveliness of Mary&#8217;s character was apparent to me from her very motions &amp; tones of voice. The irresi[s]tible wildness &amp; sublimity of her feelings shewed itself in her gestures and her looks [&#8230;] I do not think that there is an excellence at which human nature can arrive, that she does not indisputably possess, or of which her character does not afford manifest intimations.<br \/>\nI speak thus of Mary now &#8211; &amp; so intimately are our natures now united, that I feel whilst I describe her excellencies as if I were an egoist expatiating upon his own perfections. Then, how deeply did I not feel my inferiority, how willingly confess myself far surpassed in originality, in genuine elevation &amp; magnificence of the intellectual nature until she consented to share her capabilities with me.&#8221; [JONES 1964, I, p. 265]\n<p style=\"text-align: justify;\">Shelley, come Godwin, investe totalmente sulle capacit\u00e0 della giovane compagna<sup>11<\/sup> vedendo in lei una sorta di narcisistico doppio. Egli guida Mary all&#8217;apprendimento del greco e l&#8217;aiuta a perfezionare la conoscenza del latino<sup>12<\/sup> sollecitandola sempre ad intraprendere nuove imprese intellettuali e nuove letture. Scrive al proposito Betty Bennett:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">That Shelley influenced Mary Shelley is easily demonstrated and documented by her letters. Godwin had provided his daughter with a far richer intellectual experience than women of that period ordinarily enjoyed, and Shelley continued the educational process, sharing with her the benefits of his own wide knowledge, acquired at school and through independent, avid reading. [BENNETT 1996, p. XVI]\n<p style=\"text-align: justify;\">Mary &#8211; mentre si assume con coraggio tutta la responsabilit\u00e0 del crescere &#8211; viene investita dalle difficolt\u00e0 sempre pi\u00f9 forti del loro m\u00e9nage anticonvenzionale. L&#8217;ansia, come nell&#8217;infanzia, generata fra l&#8217;essere e l&#8217;apparire le entra nell&#8217;animo, le scava dentro inquietudini e provoca nuovi desideri di certezze. Il 1816 \u00e8 una data fondamentale per il sodalizio Mary\/Percy. In maggio, nel corso del viaggio che li porter\u00e0 a Ginevra, acquista forma definitiva <em>History of a Six Weeks&#8217; Tour Through a Part of France, Switzerland, Germany and Holland<\/em> (1817), che racconta le reazioni di Mary e di Shelley di fronte all\u2019Europa post-bellica e ai sublimi scenari alpini. II <em>travel book<\/em> riprende in realt\u00e0 il viaggio del 1814 della coppia in fuga attraverso un&#8217;Europa lacera e silente, ma include anche le lettere e le impressioni che, lungo il secondo itinerario europeo, Mary scrive alla sorella Fanny Imlay, rimasta a Londra, e quelle che Shelley invia all&#8217;amico Peacock;<sup>13<\/sup> vi sono anche inclusi il resoconto di Shelley di una gita in barca sul lago di Losanna e la sua poesia &#8220;Mont Blanc&#8221;. Il libro di viaggio adombra inoltre un&#8217;altra influenza decisiva, <em>Letters during a Short Residence in Sweden, Norway and Denmark<\/em> di Mary Wollstonecraft che, come ci ricorda anche il Journal di Claire Clairmont, Percy, Mary e Claire leggono avidamente durante il loro primo viaggio in Europa. [KINGSTON STOCKING (ed.), 1968, pp. 34-27]. D&#8217;altra parte, osserva Lia Guerra in una recente edizione del <em>Six Weeks&#8217; Tour<\/em>, \u00abla decisione di trasformare la scrittura privata in un libro di viaggio fu probabilmente di Mary, certamente influenzata dalle letture svolte nell&#8217;estate del 1817 a Marlow, e che inclusero il canto III del <em>Childe Harold&#8217;s Pilgrimage<\/em> di Lord Byron, <em>La Nouvelle H\u00e9lo\u00efse<\/em> di Rousseau,<em> Lettres persanes<\/em> di Montesquieu e i travelogues di E. D. Clarke in Europa e di John Davies in America\u00bb [GUERRA 2000, p. 3].<br \/>\nNell&#8217;estate ha origine il <em>Frankenstein<\/em> che, com&#8217;\u00e8 noto, partorito interamente dall&#8217;immaginazione di Mary trover\u00e0 in Percy (e nello stesso Godwin, alla cui attenzione il manoscritto, come sar\u00e0 sempre abitudine di Mary in occasione di ogni suo nuovo lavoro, verr\u00e0 sottoposto) un curatore invasivo, pronto a levigarne il linguaggio, a correggere errori materiali e ad accentuare l&#8217;umana benevolenza al punto che per molti versi si pu\u00f2 parlare di <em>co-editing<sup>14<\/sup> <\/em>[BENNETT 1996, p. XVI, HINDLE 1985, \u00abIntroduction\u00bb, pp. xliv-xlv]. Shelley si preoccupa inoltre della sua pubblicazione e di farlo circolare fra recensori e critici, mentre nell&#8217;introduzione che appone alla prima edizione mostra tutta l&#8217;ammirazione per l&#8217;opera della giovane autrice. Un favore che Mary restituir\u00e0 allorch\u00e9 curer\u00e0, nel 1824 prima e nel 1839 poi, le edizioni delle opere del comparso ormai scomparso [BENNETT 1996]. Eppure <em>Frankenstein<\/em> nasce dallo sguardo revisionista di Mary, quando, apparentemente silenziosa e devota ascoltatrice nelle serate in Svizzera, a villa Diodati, osserva e ammira Byron e Shelley mentre discutono sulla vita e sulla morte, di letteratura e di filosofia, e, intanto, la sua fantasia ricrea e manipola quelle conversazioni, sfigurandone, ironicamente, il senso e l&#8217;interpretazione.<sup>15<br \/>\n<\/sup><em>Frankenstein<\/em> si presenta come una mislettura, non solo di quel \u00abheap of books\u00bb, quel mucchio di libri come lei ama definirli, della tradizione alta a cui prima con Godwin e poi con Shelley si era sin l\u00ec dedicata &#8211; Milton, Locke o Rousseau &#8211; ma anche manipolazione, tragica e grottesca, della figura, a lei fin troppo famigliare, dell&#8217;intellettuale radicale o illuminato.<br \/>\nFrankenstein, il \u00abmoderno Prometeo\u00bb, si riduce ad una caricatura triste ed egoista del campione dell\u2019umanit\u00e0; la sua quest adombra la denuncia di Mary del mondo patriarcale della conoscenza e del potere, un mondo in cui era cresciuta e di cui il suo intelletto si era nutrito.<br \/>\nMa, a ben vedere, il romanzo segnala soprattutto la difficolt\u00e0, o meglio, la \u00abmostruosit\u00e0\u00bb dell&#8217;atto creativo per se stesso, di un dare vita a quanto vita non ha se non nel breve, finzionale spazio di una pagina bianca o nella febbrile mente del filosofo e del filantropo che amano l\u2019ideale e non fanno i conti con le umane, ordinarie cure e necessit\u00e0.<sup>16<\/sup> Con <em>Frankenstein<\/em> si annuncia il Romanticismo della differenza, una visione critica e revisionista delle attese e degli ideali di un&#8217;epoca che si percepisce ormai al tramonto. Contestualmente, si definisce la personalit\u00e0 di Mary Shelley: una scrittura di protesta verso obiettivi e ideali che non condivide interamente e una personalit\u00e0 costruita sulla differenza da chi la circonda. Nasce quella donna\/luna a cui Shelley rimprovera, in <em>Epysichidion<\/em>, la luce fredda che chiude e cela l\u2019anima tormentata. Nasce la Mary Shelley che interroga il compagno con sguardi di richiesta e d&#8217;incalzante rimprovero.<br \/>\nLa giovane Mary si assume il compito di trascrivere amorevolmente i lavori di Shelley e acconsente a collaborare con Byron il quale, sorprendentemente, vista la ben nota gelosia per il proprio lavoro, le affida la trascrizione di alcuni dei suoi, dandole fiducia al punto di accettarne suggerimenti e revisioni. Mary apprende presto i meccanismi dell&#8217;immaginazione romantica e se ne serve fino all&#8217;iperbole minandone magistralmente i fondamenti. Allo Shelley, Elfo aereo e Don Chisciotte,<sup>17<\/sup> come lei stessa lo definisce [BENNETT\u00a01980-1988, vol. I, p. 22-23 e p. 27], che fa vela verso l&#8217;utopia della perfettibilit\u00e0 e della redenzione umana, ella risponde con distopie tanto lucide quanto assolute: da <em>Frankenstein<\/em> a <em>Mathilda<\/em>, da <em>Valperga<\/em> a <em>The Last Man<\/em>, si sviluppa il discorso dell&#8217;autonomia e della rivolta.<sup>18<\/sup> D&#8217;altra parte gli strumenti atti a smantellare il castello dell&#8217;utopia romantica, Mary li attinge dai suoi stessi maestri. Da Godwin apprende come osservare metodicamente e descrivere in modo quasi anatomico stati d&#8217;animo individuali e reazioni interpersonali, cos\u00ec come quella profonda consapevolezza della legge della necessit\u00e0, o causa\/effetto, che governa ogni comportamento e vivere sociale. Da Shelley acquista la spinta ideale e la capacit\u00e0 immaginifica per edificare visioni e mondi utopici mentre da Byron le armi, come l&#8217;ironia, il pessimismo e la certezza della solitudine umana di fronte al male e alla creazione, per distruggerli. Tuttavia il dialogo fra Mary e Percy s&#8217;intriga e continua.<br \/>\nConsapevole delle critiche della moglie, nel poemetto che precede <em>The Witch of Atlas<\/em>, Shelley chiede a Mary di perdonargli l&#8217;eccesso d&#8217;ideale e di lasciare che la sua poesia abbracci liberamente l&#8217;astrazione e il sogno; \u00e8 poi, per\u00f2, la stessa Mary che egli ringrazia per i preziosi consigli e l&#8217;invito al realismo, allorch\u00e9 completa, nel 1819, <em>The Cenci<\/em>, la tragedia intrisa di storia e di carnalit\u00e0 che, unica fra le sue opere, gli dar\u00e0 qualche riconoscimento da parte della critica contemporanea. Intanto lei si allontana sempre di pi\u00f9 e approda, nello stesso anno, al mondo straniato e silenzioso di <em>Mathilda<\/em>, il romanzo della sua solitudine e dei suoi lutti. Nel giugno 1819, a Roma, muore anche il terzo, e il pi\u00f9 adorato dei suoi figli, William. Nei due mesi successivi, Mary, in attesa del suo quarto e ormai unico figlio, si chiude a tal punto in s\u00e9 stessa da interrompere qualsiasi forma di scrittura, tranne pochissime lettere che invia agli amici pi\u00f9 stretti. \u00c8 solo il 4 agosto che riprende in mano il diario dove annota:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">I begin my journal on Shelley&#8217;s birthday &#8211; We have now lived five years together &amp; if all the events of the five years were blotted out I might be happy &#8211; but to have won &amp; then cruelly have lost the associations of four years is not an accident to which the human mind can bend without much suffering. [FELDMAN &amp; SCOTT-KlLVERT, 1987, vol. I, p. 293]\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo momento in poi Mary torna alla vecchia abitudine di elencare i libri che lei e Shelley vanno leggendo. Contestualmente, quasi ogni giorno, segnala i progressi della sua nuova composizione con la semplice parola -\u00abwrite\u00bb.<br \/>\n<em>Mathilda<\/em> vedr\u00e0 la luce in un tempo brevissimo, tre settimane, ma quel che pi\u00f9 importa \u00e8 che il romanzo restituisce alla sua autrice la possibilit\u00e0 di continuare a vivere e a scrivere. Come in <em>The Cenci<\/em>, <em>Mathilda<\/em> accoglie il tema dell&#8217;incesto ma lo ribalta: dai termini politici e di denuncia sociale della tragedia shelleyana, ove l&#8217;abuso del conte Cenci sulla figlia \u00e8 metafora della violenza di un potere arbitrario sui deboli e sugli oppressi; nel romanzo di Mary, l&#8217;incesto \u00e8 racchiuso tutto nello spazio dell&#8217;assenza d&#8217;amore, o, meglio, nella denuncia di un amore innaturale e solipsistico e di una domesticit\u00e0 che non \u00e8 in grado di esplicitarsi se non in un&#8217;assunzione narcisistica dell&#8217;altro. Se Beatrice Cenci, pur violata nel corpo e nell&#8217;anima, reagisce eroicamente e uccide il padre, ristabilendo, per quanto attraverso un gesto negativo, un qualche ordine sociale e naturale; nel caso di <em>Mathilda<\/em>, la dichiarazione d&#8217;amore del padre che ha preso consistenza solo nell&#8217;affermazione del suo esistere e non in un atto materiale, segna tanto profondamente la figlia da impedirle ogni futura azione e indipendente riflessione. E, ancora, laddove in<em> The Cenci<\/em>, la reazione cupa e disperata di Beatrice finisce con il restituirla ai riti e agli affetti sociali e famigliari, in <em>Mathilda<\/em> \u00e8 il padre che, dopo la confessione, si uccide, abbandonando la figlia al vuoto di un&#8217;identit\u00e0 che non sa pi\u00f9 decifrarsi. Mathilda, dopo il suicidio del padre che avviene significativamente per acqua, diviene una donna sospesa tra forze libidinali e forze distruttive, lacerata da un conflitto che \u00e8 ben rappresentato dalla sua amicizia con Woodville, proiezione assai fedele di Shelley. Questo conflitto \u00e8 drammatizzato nel dialogo che ha luogo fra Mathilda e Woodville, allorch\u00e9 Mathilda invita il poeta a morire con lei. Le ragioni di Mathilda, che sono le ragioni della morte, sono contrapposte al linguaggio del poeta che parla d&#8217;amore e d&#8217;ideali. Mathilda non vincer\u00e0 sul desiderio di vivere di Woodville: il poeta continuer\u00e0 a vivere e con lui, in modo significativo, vivr\u00e0 la storia di Mathilda. Ma \u00e8 lecito chiedersi se Mathilda cerchi davvero la morte o non, piuttosto, come nel caso della pi\u00f9 giovane figlia di Mnemosine, nel<em> Book of Thel<\/em> di Blake, ella non rifiuti semplicemente ci\u00f2 che le appare come un mondo d&#8217;impossibili richieste e aspettative. Similmente alla vergine Thel, nel poema di Blake, che, sentendosi \u00absvanire come la bellezza del mattino dal giorno mortale, con un grido si rifiut\u00f2 di nascere finch\u00e9 giunse nella valle di Har\u00bb, cos\u00ec accade all&#8217;eroina di Mary. Ci\u00f2 che ella chiede \u00e8 una vita diversa che non sia fatta di soli ideali o di inarrestabile dolore, di perdite o di rimorso. Ella invoca un mondo che non sia troppo diverso da quell&#8217;Eden dove la Mathilda di Dante dimora. Una terra che si offre in tutta la sua armoniosa semplicit\u00e0, resa fertile dalle acque dei fiumi Leth\u00e9 ed Euno\u00e9, che consolano e danno l&#8217;oblio.<br \/>\nMathilda, avvicinandosi alla fine del suo viaggio esistenziale, dopo un confuso vagabondare, perduta fra le nebbie di un bosco, si sdraia a riposare sotto le fronde di un grande albero. Durante la notte cade una pioggia torrenziale che la bagna e che, simbolicamente, le restituisce la purezza originale e, con quella, una possibile riconciliazione con il proprio passato individuale e famigliare.<br \/>\nMathilda accoglie quasi con gioia la malattia per consunzione che segue l&#8217;avventura notturna e che la porter\u00e0 alla morte, celebrandola giornalmente in forma quasi ritualistica.<br \/>\nLa conclusione del romanzo &#8211; un romanzo che, per inciso, Shelley non cita e Godwin respinge con sdegno quando la figlia glielo invia per la consueta revisione &#8211; mostra dunque un&#8217;eroina, o, meglio, un&#8217;anti-eroina che si consegna a un mondo liminale, protettivo e per nulla <em>demanding<\/em>, fatto di silenzio e di dimenticanza. Un mondo immaginario questo, simile tuttavia a quel grembo materno che Mary non conobbe per s\u00e9 e che riteneva di aver negato anche ai propri figli.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1<\/sup> Osserva al proposito R. Glynn Grylls, in un testo per molti versi ancora fondamentale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">The strength of Mary&#8217;s character throughout her life lay not in any natural placidity [&#8230;] but in the conquest of herself that enabled her to attain calm. [GRYLLS 1938, p. 46]\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>2<\/sup> Questo non vuol dire che Godwin non tenesse ai suoi figli, e a Mary in particolare con la quale, anzi, stabilir\u00e0 un rapporto forte ed esclusivo come dimostrano lettere e <em>Journals<\/em>. Si veda, fra gli altri, la lettera che invi\u00f2 all&#8217;amico Baxter l&#8217;8 giugno 1812, allorch\u00e9 Mary part\u00ec per il lungo soggiorno che la port\u00f2, per ragioni di salute, ospite presso quella famiglia scozzese. Imbarcata la giovanissima Mary, allora quindicenne, sul traghetto che la porter\u00e0 a Dundee, William manifesta all&#8217;amico le sue preoccupazioni paterne:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">I can not help feeling a thousand anxieties in part with her, for the first time for so great a distance; &amp; these anxieties were increased by the manner of sending her, on board a ship, with not a single face around her that she has ever seen till that morning. [&#8230;] I believe she has nothing of what is commonly called vices, &amp; that she has considerable talent.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, aggiunge Godwin, egli \u00e8 certo che l&#8217;esperienza maturer\u00e0 ulteriormente le sue doti caratteriali ed intellettuali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">I am anxious that she should be brought up like a philosopher, even lik a Cynic. It will add greatly to the strength &amp; worth of her character. [CAMERON 1974, III, p. 102]\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>3<\/sup> William Godwin non faceva mistero delle sue difficolt\u00e0 tanto agli amici che ai semplici conoscenti, come bene intuir\u00e0 la futura moglie Jane Clairmont, sua vicina di casa. Basti l&#8217;esempio di una lettera del 1797, scritta poco dopo la morte di Mary Wollstonecraft:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">The poor children! I am totally unfitted to educate them. The scepticism which sometimes leads me right in matters of speculation, is torment to me when I would attempt to direct the infant mind. I am the most unfit person for this office. (KEGAN PAUL 1876, p. 281)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>4<\/sup> Che Mary Jane Clairmont fosse una donna energica e piuttosto colta lo dimostra anche il fatto che a lei Godwin affid\u00f2 la guida amministrativa e una buona parte di quella culturale della loro Juvenile Library, libreria e casa editrice di libri per ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>\uf00a5<\/sup> Per questo rinvio al capitolo \u00abThe Shelley Circle\u00bb in MARSHALL 1984, pp. 293-294. Si veda in particolare p. 294:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Mary was clearly Godwin&#8217;s favorite, although he tried not to show it. For her part, Mary considered him her &#8220;God&#8221; and remembered &#8220;many childish instances of the excess of attachment&#8221; she bore him. Her stepmother soon discovered this &#8220;excessive and romantic&#8221; attachment and a potentially explosive situation developed between them. This was all the more dangerous since Mrs. Godwin always gave preference to her own daughter Jane but was forced to admit that she did not have &#8221;such first-rate abilities&#8221; and that Mary always considered her stupid. The rivalry became so intense between stepmother and daughter that later Mary invariably referred to her as &#8220;an odious woman&#8221; and felt &#8220;som[e]thing analogous to disgust&#8221; whenever she mentioned her name.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>6<\/sup> La storia dal titolo <em>Mounseer Nongtongpaw<\/em> viene pubblicata nel 1809 dalla stessa casa editrice di Godwin, la Juvenile Library [MARSHALL 1984, p. 289]. Tuttavia i risultati di pi\u00f9 recenti ricerche hanno dimostrato che la stesura del testo di <em>Nongtongpaw<\/em> non appartiene interamente a Mary, ma che di Mary \u00e8 solo lo schema originale, cfr. \u00abAppendix\u00bb to vol. 8 de <em>The Novels and Selected Works of Mary Shelley<\/em> e inoltre Emily Sunstain, <em>Keats and<\/em> <em>Shelley Journal<\/em>, n. 45, 1996. Fra le testimonianze circa la vita culturale e le \u00abperformances\u00bb dei giovani di \u00abcasa Godwin\u00bb le pi\u00f9 indicative mi sembrano quelle di Claire Clairmont e di Aaron Burr, amico di Godwin e vice-presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claire, molti anni dopo la fuga da casa, scriveva, non senza ironia, ad una amica:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">[&#8230;] in our family, if you cannot write an epic poem or novel that by its originality knocks all other novels on the head, you are a despicable creature, not worth of acknowledging.\u00bb [Mrs. MARSHALL, <em>Life of Mary Shelley<\/em>, London, 1889, II, p. 248, cit. in WALLING, 1972, p. 25].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La testimonianza di Burr ci offre d&#8217;altra parte un quadro piuttosto dettagliato di come la famiglia trascorresse le serate e accogliesse gli ospiti. In occasione della sua visita ai Godwin il 15 febbraio 1812, Burr registra nel suo <em>Journal<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">[&#8230;] in the evening, William, the only son of W. [illiam] Godwin, a lad of about 9 years old, gave his weekly lecture; having heard how Coleridge and others lectured, he would also lecture; and one of his sisters (Mary, I think) writes a lecture, which he reads from a little pulpit which they have erected for him. He went through it with great gravity and decorum. The subject was, &#8220;The Influence of Governments on the Character of the People&#8221;. After the lecture we had tea, and the girls sang and danced an hour, and at nine came home\u00bb. [In <em>The private<\/em> <em>journals of Aaron Burr<\/em>, Rochester 1903, II, p. 326, cit. in MARSHALL 1984, p. 293 e in GRYLLS 1938, p. 17].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>7<\/sup> Ancora nel 1823, nella corrispondenza di Mary, leggiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Mrs K [Kenny] says that I am grown very like my Mother, especially in manners [&#8230;] this is the most flattering thing any one could say to me. [BENNETT 1980-1988, vol. I, p. 376].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>8<\/sup> Dei racconti di Mary due sono le edizioni da segnalare: la prima del 1891, a cura di Richard Garnett, <em>Tales and Stories by Mary Shelley<\/em>; l&#8217;altra del 1976, a cura di Charles E. Robinson, <em>Mary Shelley: Collected Tales and Stories<\/em>. Segnalo inoltre l&#8217;edizione italiana di prossima pubblicazione con una scelta di racconti in traduzione a cura di Giovanna Silvani per la collana \u00abLo scaffale romantico\u00bb Firenze, Aletheia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>9<\/sup> Vedi, citato anche da MARSHALL, Buxton Forman, H., <em>The Elopement of Percy Bysshe Shelley and Mary Wollstonecraft Godwin, as Narrated by William Godwin<\/em>, <em>with<\/em> <em>Commentary<\/em> (privately printed), 1911, p. 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b9\u00ba Merita citare al proposito la dedica a Mary che Shelley appone a <em>The Revolt of Islam<\/em>: \u00abThey say that thou wert lovely from thy birth, \/ Of glorious parents, thou aspiring Child\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>11<\/sup>\u00a0 In pi\u00f9 occasioni Mary registra le molte aspettative che Godwin e Shelley nutrono nei suoi confronti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">I was nursed and fed with a love of glory. To be something great and good was the precept given me by my father: Shelley reiterated it [FELDMAN &amp; SCOTT-KILVERT 1987, vol. II, p. 554].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>12<\/sup> Poco dopo la loro fuga, il 28 ottobre 1814, Mary scrive al compagno che \u00e8 lontano da lei perch\u00e8 deve nascondersi dai molti creditori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">[&#8230;] Goodnight my love &#8211; tomorrow I will seal this blessing on your lips dear good creature press me to you and hug your own Mary to your heart perhaps she will one day have a father till then be every thing to me love &#8211; &amp; indeed I will be a good girl and never vex you any more I will learn Greek and &#8211; but when shall we meet when I may tell you all this &amp; you will so sweetly reward me &#8211; oh we must meet soon for this is a dreary life [&#8230;] [BENNETT 1980-1988, vol. I, p. 3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>13<\/sup> Per una documentazione pi\u00f9 articolata e per la lettura di questo testo rinvio all&#8217;edizione italiana tradotta e curata da Lia Guerra, <em>Storia di una viaggio di sei settimane attraverso parte della Francia, della Svizzera, della Germania e dell&#8217;Olanda, con lettere che descrivono una gita in barca sul lago di Ginevra e i Ghiacciai di Chamonix<\/em>, 1817. Aletheia (Collana \u00abLo scaffale romantico\u00bb), Firenze, 2000<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>14<\/sup> \u00c8 illuminante, alfine d&#8217;individuare i numerosi interventi di P. B. Shelley sulla prima stesura manoscritta di Mary, il lavoro di Charles E. Robinson pubblicato nel 1996 in due preziosi volumi che riproducono in facsimile l&#8217;originale [ROBINSON 1996].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">\u00b9\uf00a Among the topics of conversation during those nights following Byron&#8217;s proposal, one in particular seems to have caught her imagination. The ever-reticent Mary recalls that one of the &#8220;many and long conversations between Lord Byron and Shelley, to which I was a devout but nearly silent listener&#8221;, turned upon the &#8220;nature of the principle of life, and whether there was any probability of its ever being discovered and communicated&#8221;.. [HINDLE 1985\/1992, \u00abIntroduction\u00bb, p. xvi]\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b9<sup>6<\/sup> Sulla questione relativa alla \u00abdomesticity\u00bb o alla \u00abethic of care\u00bb rinvio a GILLIGAN 1982. Si veda anche Audrey A. Fisch,<em> Plaguing Politics: AIDS, Deconstruction and The Las Man\u00bb<\/em> in FISH, MELLOR, SCHOR, eds. 1993, pp. 267-86.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>17<\/sup> Il 17 gennaio a Shelley Mary scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">You were born to be a Don Quixote and if that celebrated person had ever existed except in the brain of Cervantes I should certainly form a theory of transmigration to prove that you lived in Spain some hundred years before &amp; fought with Windmills [&#8230;]. [BENNETT 1980-1988, vol. I, p. 27]\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>18<\/sup> Ho gi\u00e0 affrontato questo tema, seppure in altra prospettiva, nel saggio &#8220;Mary Shelley between Percy and William: A Revisionist Reader&#8221;, in <em>Textus<\/em>, vol. XI (1998), n.2 (July-December), pp. 306-316.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>BENNETT, B. T. &amp; ROBINSON, E.: <em>The Mary Shelley Reader containing Frankenstein, Mathilda, Tales and Stories, Essays and Reviews, and Letters<\/em>, Oxford, Oxford University Press.Ch., eds.1990<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>BENNETT, B. T.,: <em>The Letters of Mary Wollstonecraft Shelley,<\/em> 3 vols., The Johns Hopkins University Press, Baltimore. ed. 1980-1988<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>BENNETT, B. T.,: \u00abGeneral Introduction\u00bb volume 1, <em>The Novels and Selected Works of Mary Shelley,<\/em> general editor N. Crook, London, William Pickering 1996<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>CAMERON, K. N.: <em>Shelley: The Golden Years<\/em>, Cambridge, Massachusetts, Harvard University Press. 1974<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>CLEMIT, P.,: <em>Matilda, Reviews &amp; Essays, Prefaces &amp; Notes<\/em>, in Nora Crook (General Editor), <em>The Novels and Selected Works of Mary Shelley,<\/em> volume 2, London, William Pickering. ed.1996<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>CRISAFULLI, L. M.: <em>Mary Shelley between Percy and William: A Revisionist Reader<\/em>, in Textus, vol. XI, n. 2 (July-December), pp. 306-316. 1998<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u2014 : <em>Mary Wollstonecraft&#8217;s A Short Residence in Sweden, Norway <\/em><em>and Denmark: a Geofraphy of the Self<\/em>, in<em> Romantic Geographies<\/em>, Colin Smethurst, Glasgow, University of Glasgow, French and German Publications, pp. 179-190. ed. 1996<\/p>\n<ul>\n<li>FELDMAN, P. R. &amp; SCOTT-KILVERT, D., <em>The Journals of Mary Shelley 1814-1844,<\/em> 2 vols., Oxford, Clarendon Press. eds.1987<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>FlSCH, A. A., MELLOR, A. K., SHOR, E. H.,: <em>The Other Mary Shelley, Beyond Frankenstein<\/em>, Oxford, Oxford Univ. Press. eds. 1993<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GILLIGAN, C.: <em>In a Different Voice; Psychological Theory and Women&#8217;s Development<\/em>, Harvard, Harvard University Press. 1982<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GRYLLS, G. R.: <em>Mary Shelley: A Biography,<\/em> London, Oxford University Press. 1938<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GUERRA, L.: <em>Storia di un viaggio di sei settimane attraverso parte della Francia, della Svizzera, della Germania e dell&#8217;Olanda, con lettere che descrivono una gita in barca sul lago di Ginevra e i Ghiacciai di Chamonix,1817<\/em>, Firenze, Aletheia (Collana \u00abLo scaffale romantico\u00bb). 2000<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>HINDLE, M.,:<em>Frankenstein (1818)<\/em>, London, Penguin. ed.1985-1992<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>HOLMES, R.,: <em>A Short Residence in Sweden, Norway and Denmark and William Godwin Memoirs of the Author of \u00abThe Rights of Woman\u00bb<\/em>, London, Penguin. ed. 1987<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>JONES, F. L., :<em>The Letters of Percy Bysshe Shelley,<\/em> 2 vols., London, Oxford University Press. ed.1964<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>KEGAN PAUL, C.,: <em>William Godwin: His Friends and Contemporaries<\/em>, 2 vols, London, Henry S. King &amp; Co. ed. 1876<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>KINGSTON STOCKING, M.,: <em>The Journals of Claire Clairmont,<\/em> Cambridge, Massachusetts, Harvard University Press. 1968<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MARSHALL, Mrs. Julian: <em>The Life &amp; Letters of Mary Wollstonecraft Shelley<\/em> 2 vols., London, Richard Bentley &amp; Son. 1889<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MARSHALL, P. H.: <em>William Godwin<\/em>, New Haven &amp; London, Yale University Press. 1984<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>ROBINSON, Ch. E.,: <em>Mary Shelley: Collected Tales and Stories with Original Engravings<\/em>, Baltimore, The Johns Hopkins University Press. ed.1976<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>SPARK, M.: <em>Mary Shelley<\/em>, New York, E. P. Dutton. 1951-1987<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>WALLING, W. A.: <em>Mary Shelley<\/em>, New York, Twayne Publishers. 1972<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La Questione Romantica &gt; Donne\/Uomini Lilla Maria Crisafulli Che, nel 1792, Mary sia nata sotto un&#8217;insolita stella \u00e8 indubbio. Figlia di una coppia eccezionale, di William Godwin, filosofo radicale e dissenziente e, soprattutto, punto di riferimento per chi, alla fine del XVIII secolo, non si allinea sotto la bandiera di un&#8217;Inghilterra conservatrice e monarchica; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[13],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.8.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; La Questione Romantica &gt; Donne\/Uomini Lilla Maria Crisafulli Che, nel 1792, Mary sia nata sotto un&#8217;insolita stella \u00e8 indubbio. Figlia di una coppia eccezionale, di William Godwin, filosofo radicale e dissenziente e, soprattutto, punto di riferimento per chi, alla fine del XVIII secolo, non si allinea sotto la bandiera di un&#8217;Inghilterra conservatrice e monarchica; [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-12-14T15:13:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-11-09T17:26:35+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"29 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/\",\"url\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/\",\"name\":\"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website\"},\"datePublished\":\"2011-12-14T15:13:23+00:00\",\"dateModified\":\"2016-11-09T17:26:35+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/d8fb7ce6b6704332d8cf20cd577eefac\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/\",\"name\":\"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/d8fb7ce6b6704332d8cf20cd577eefac\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a79ec65634ab5979be1ba85f842e9a24?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a79ec65634ab5979be1ba85f842e9a24?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"url\":\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/author\/admin\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","og_description":"&nbsp; La Questione Romantica &gt; Donne\/Uomini Lilla Maria Crisafulli Che, nel 1792, Mary sia nata sotto un&#8217;insolita stella \u00e8 indubbio. Figlia di una coppia eccezionale, di William Godwin, filosofo radicale e dissenziente e, soprattutto, punto di riferimento per chi, alla fine del XVIII secolo, non si allinea sotto la bandiera di un&#8217;Inghilterra conservatrice e monarchica; [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/","og_site_name":"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","article_published_time":"2011-12-14T15:13:23+00:00","article_modified_time":"2016-11-09T17:26:35+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"29 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/","url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/","name":"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website"},"datePublished":"2011-12-14T15:13:23+00:00","dateModified":"2016-11-09T17:26:35+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/d8fb7ce6b6704332d8cf20cd577eefac"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/mary-e-percy-bysshe-shelley-dialogo-e-revisione\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Mary e Percy Bysshe Shelley: dialogo e revisione"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#website","url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/","name":"Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/d8fb7ce6b6704332d8cf20cd577eefac","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a79ec65634ab5979be1ba85f842e9a24?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a79ec65634ab5979be1ba85f842e9a24?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"url":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/author\/admin\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5941,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153\/revisions\/5941"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}