﻿{"id":75,"date":"2011-11-30T11:07:24","date_gmt":"2011-11-30T11:07:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?p=75"},"modified":"2016-11-09T18:26:36","modified_gmt":"2016-11-09T17:26:36","slug":"ii-concetto-di-europa-nel-romanticismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/ii-concetto-di-europa-nel-romanticismo\/","title":{"rendered":"II concetto di Europa nel Romanticismo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=49\">La Questione Romantica<\/a> &gt; <a href=\"http:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/wp\/?page_id=74\">Nazionalismo\/Internazionalismo<\/a><\/p>\n<p><strong>Vita Fortunati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel crepuscolo di questa fine del millennio, l&#8217;Europa sta vivendo la sua agonia, coinvolta in una crisi mondiale che appare senza possibilit\u00e0 di soluzioni: una crisi che abbraccia tanti settori, dall&#8217;ecologico al politico-economico, a quello che, in questo contesto, vorrei analizzare e che riguarda i nostri valori umanistici. Si assiste ad una situazione paradossale, perch\u00e9 se \u00e8 vero che l&#8217;identit\u00e0 culturale dell&#8217;Europa appare minacciata dalle culture dei paesi dell&#8217;Africa, dell&#8217;Asia, dell&#8217;Australia, dell&#8217;Oceania e delle Indie, \u00e8 anche vero che proprio queste nuove istanze hanno fatto riemergere con urgenza e prepotenza il problema della sua identit\u00e0. Le parole <em>crisi<\/em>, <em>identit\u00e0<\/em> risuonano negli studi letterari e da alcune parti si sottolinea che la letteratura europea vive un periodo di stagnazione e che attinge da fuori quelle forme letterarie che non \u00e8 pi\u00f9 in grado di produrre. Questi sono sintomi preoccupanti che ci spingono a capire criticamente ci\u00f2 che sta succedendo, a <em>rileggere<\/em>, a <em>rimeditare<\/em> alcuni testi dell&#8217;Ottocento europeo che si erano posti, pur in un diverso contesto storico-politico, alcuni problemi pressanti che oggi riappaiono: che cosa si intende per identit\u00e0 letteraria europea? Che cosa significa riproporre il concetto goethiano di<em> Weltliteratur<\/em>, quando le letterature del paesi post-coloniali ripropongono con urgenza la questione della loro \u00abidentit\u00e0 nazionale\u00bb, ma anche quella della revisione del canone letterario?<\/p>\n<p><!--more-->Mi sforzer\u00f2 di rispondere a questi inquietanti interrogativi articolando il mio discorso su tre punti. 1) Vorrei riprendere la suggestiva ipotesi di lavoro che Franco Moretti <div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-overflow:visible;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last fusion-column-no-min-height\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\">[MORETTI 1993, I, pp. 837-841] ha sostenuto in un saggio in cui ha messo a confronto due modelli di Europa che emergono da due testi: il primo e quello di Novalis <em>Cristianit\u00e0 o Europa<\/em> del 1799 e il secondo quello di Guizot, <em>Histoire de la civilisation en Europe<\/em> del 1828. La tesi di Franco Moretti, come vedremo, \u00e8 che il modello d&#8217;Europa prospettato da Guizot sia molto pi\u00f9 carico di prospettive future che non quello di Novalis. 2) Attraverso l&#8217;esame del manifesto di Giuseppe Mazzini<em> D&#8217;una letteratura europea<\/em> (1829) e del concetto goethiano di <em>Weltliteratur<\/em> del 1827 emerge una concezione di letteratura europea che sottende non solo una vocazione di universalit\u00e0, ma anche la consapevolezza che si tratta di un fenomeno dinamico caratterizzato da una pluralit\u00e0 di radici e fonti differenti da quelle greco-romane a quelle giudaico-cristiane, da quelle arabe a quelle celtiche. 3) Infine vorrei proporre Byron come modello di letterato e scrittore europeo, che \u00e8, in anticipo sui suoi tempi, anche cittadino del mondo. La sua voce poetica \u00e8 per eccellenza atopica, ma Byron \u00e8 anche il poeta che rimane sempre legato alla sua terra d&#8217;origine pur condannandola per la sua meschinit\u00e0 e grettezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Novalis e Guizot propongono nelle loro opere due modelli di Europa che sono tra loro contrastanti, perch\u00e9 sottendono due concezioni divergenti del Sacro Romano Impero e della conseguente nascita degli stati nazionali. II modello di Novalis \u00e8 quello di un&#8217;Europa unita nella fede cristiana: una fede che era capace di tenere uniti paesi tra loro molto diversi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Erano tempi belli, splendidi quelli dell\u2019Europa cristiana, quando un&#8217;<em>unica<\/em> Cristianit\u00e0 abitava questo continente di forma umana e un solo ampio e comune disegno univa le pi\u00f9 lontane provincie di questo vasto regno spirituale. Privo di grandi possedimenti secolari, un <em>unico<\/em> capo supremo governava e teneva unite le grandi forze politiche. [NOVALIS 1942].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Novalis rievoca nostalgicamente l&#8217;Europa cristiana del Medioevo che era felice, perch\u00e9 era spiritualmente e politicamente una. E Novalis assegna al potere spirituale della religione cristiana il compito supremo di riunificazione e di pace.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Sull&#8217;Europa scorrer\u00e0 il sangue finch\u00e9 le nazioni non avvertiranno la loro spaventevole follia che le spinge a correre in cerchio e, colpite e placate da una musica sacra, non si accostino ad altari di una volta in una miscela di colori, intraprendano opere di pace, e si celebri una grande agape come festa di pace sui fumanti campi di battaglia, versando [&#8230;] lacrime cocenti. Soltanto la religione pu\u00f2 svegliare l&#8217;Europa e assicurare i popoli, e collocare il Cristianesimo, con nuova visibile magnificenza in terra, nel suo antico ufficio, portatore di pace. [NOVALIS 1942, p. 579].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 Curtius che riprender\u00e0, nel suo volume <em>La letteratura europea e il Medio Evo latino<\/em> (1948), questo modello di Novalis di un&#8217;Europa unitaria, il cui centro spirituale \u00e8 Roma e il cui patrimonio comune \u00e8 dato dalla permanenza della cultura classica. A questo modello si contrappone quello di Guizot che vede proprio nella caduta dell&#8217;universalismo cristiano la causa principale della nascita degli stati europei. La grandezza di questa nuova Europa non consiste pi\u00f9 nell&#8217;essere unita attorno ad un unico centro di potere spirituale e politico, ma proprio nel suo essersi frantumata in una miriade di stati tra loro differenti per la loro organizzazione politico-sociale e per la loro tradizione linguistico-letteraria. All&#8217;idea di un&#8217;Europa che attingeva la sua forza da un patrimonio comune, subentra la concezione del tutto nuova che sono proprio le differenze culturali all\u2019origine dell&#8217;Europa degli stati nazionali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Nella storia dei popoli non europei, la coesistenza e il conflitto di principi diversi non sono state che crisi passeggere, incidenti. Tutto al contrario nella civilt\u00e0 dell&#8217;Europa moderna [&#8230;] che fin dal primo sguardo appare varia, confusa, tempestosa, tutte le forme, tutti i principi di organizzazione sociale vi coesistono; il potere spirituale e temporale, l&#8217;elemento teocratico, monarchico, aristocratico, democratico, tutte le classi, tutte le situazioni sociali si mescolano e si affollano; vi sono infinite gradazioni di libert\u00e0, di ricchezza, di potere. Tra queste forze esiste un conflitto perpetuo e nessuna di loro riesce a soffocare le altre e ad impadronirsi da sola della societ\u00e0 nel suo insieme. [&#8230;] Nelle idee e nei sentimenti dell&#8217;Europa, stessa diversit\u00e0, stessa lotta. Convinzioni teocratiche, monarchiche, aristocratiche, popolari si incrociano e si combattono. [GUIZOT 1855, pp. 35, 37-38].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle pagine di Guizot si fa strada l&#8217;idea molto nuova e feconda dell&#8217;Europa come mutevole campo di forza il cui carattere come dice E. Morin: \u00ab\u00e8 di riunire insieme senza confonderle le pi\u00f9 grandi diversit\u00e0 e di associare i contrari in maniera non separabile\u00bb [MORIN 1987, p. 22.]. Elemento fondamentale di questa Europa come sistema complesso \u00e8 la \u00abdialogica interculturale\u00bb, cio\u00e8 l&#8217;interazione dialogica tra culture diverse: \u00abche \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 della dialettica, vuol dire il mantenimento della dualit\u00e0 e della pluralit\u00e0 delle istanze che in un certo modo sono complementari ed in un altro concorrenti e antagonistiche\u00bb [MORIN 1987, p. 35]. L&#8217;Europa ha formato la propria identit\u00e0 attraverso questa ininterrotta alterit\u00e0: un&#8217;identit\u00e0 quindi che comporta la <em>differenza<\/em> e che richiede l&#8217;accettazione dell&#8217;<em>alterit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">E\u2019 evidente che questa civilt\u00e0 non pu\u00f2 essere rinvenuta, n\u00e9 la sua storia valutata appieno, entro i confini di un singolo stato. Se la civilt\u00e0 europea ha una sua unit\u00e0, la sua <em>variet\u00e0<\/em> non \u00e8 meno prodigiosa ed essa non si \u00e8 manifestata appieno in nessun paese. I tratti della sua fisionomia sono sparsi qua e l\u00e0: bisogna cercare gli elementi che costituiscono la storia europea in Francia come in Inghilterra, in Germania come in Italia e in Spagna. [GUIZOT 1855, pp. 5-6]\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste quindi pi\u00f9 un unico centro da cui si irradia la cultura, ma pi\u00f9 centri tra loro diversi e disomogenei che si devono confrontare e misurare gli uni con gli altri. L&#8217;Europa caratterizzata dalla molteplicit\u00e0 di spazi ha dovuto imparare nel corso dei secoli, a convivere con la diversit\u00e0, perch\u00e9 questa identit\u00e0 fondata sulle differenze deve, per non essere causa di guerre, portare ad un&#8217;inimicizia produttiva.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Vivere con L&#8217;altro, vivere come <em>altro dell&#8217;altro<\/em> significa costruire \u00abvere comunanze\u00bb con le altre identit\u00e0, per stabilire con esse un nuovo tipo di rapporto pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 democratico. [GADAMER 1987, p. 30]\n<p style=\"text-align: justify;\">Molteplicit\u00e0, pluralit\u00e0, differenza, alterit\u00e0, unit\u00e0 nella diversit\u00e0, queste sono le parole chiave attorno a cui si gioca oggi il senso dell&#8217;identit\u00e0 culturale dell&#8217;Europa e che risuonano gi\u00e0 nelle pagine di Guizot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle pagine del manifesto di Giuseppe Mazzini <em>D&#8217;una letteratura europea<\/em> (1829) e nei saggi di Goethe sulla letteratura universale si evidenzia una duplice tensione: da una parte l&#8217;aspirazione verso l&#8217;universalit\u00e0, verso il sogno mitico di una letteratura mondiale, dall&#8217;altro la preoccupazione di perdere quanto vi \u00e8 di specifico nella propria cultura e nel proprio linguaggio. In questi scritti Goethe e Mazzini lanciavano l&#8217;idea di una letteratura europea, una posizione che si caricava soprattutto nelle pagine di Mazzini di un significato politico-ideologico militante. Lo scrittore ideale \u00e8 colui che pur partendo dalla sua realt\u00e0 nazionale sottintende, come dice Adrian Marino: \u00abin modo costante, in tutta la sua opera, l&#8217;esistenza e la presenza dell&#8217; &#8220;Europa&#8221; nella totalit\u00e0 delle sue dimensioni. Egli scrive nella prospettiva europea, con l\u2019 \u201cEuropa\u201d integrata, vagheggiata, sognata, immaginata, in filigrana\u00bb. [MARINO 1990, p. 105]\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pagine del Mazzini, a voler superare l&#8217;impatto di uno stile messianico e retorico, appaiono ricche di idee, cariche di futuro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">A noi pure il nome di Patria suona magico e venerato [&#8230;] Maledetto chi lo rinnega! Ma dovremo perci\u00f2 disprezzare quanto sorge di bello e di sublime oltre i nostri confini? [&#8230;] No; noi deporremo ogni pregiudizio nazionale, e diremo ai sommi scrittori di tutti i popoli e di tutte le et\u00e0: Venite! Noi vi saluteremo fratelli! [&#8230;] perch\u00e9 voi avete giovato all&#8217;universo. II vostro genio varc\u00f2 gli argini che la fisica natura impose alle umane trib\u00f9. [&#8230;] Voi avete sentito per tutti: il vostro cuore ha battuto per le sciagure degli uomini meridionali, come di quelli del nord; nessun clima poteva essere cos\u00ec freddo che valesse ad intorpidirvi nel petto l&#8217;ardore per l&#8217;Umanit\u00e0. [&#8230;] La costanza della virt\u00f9 e la energia della libert\u00e0 furono vostre [&#8230;] voi diveniste cittadini del globo. Per\u00f2 noi vi salutiamo fratelli: venite! Anche noi abbiamo Grandi, anche a noi lo spirito di libert\u00e0 e d&#8217;amore spir\u00f2 grandi cose: noi collocheremo le vostre immagini accanto a&#8217;simulacri degli avi; noi v&#8217;adoreremo con essi, perch\u00e9 voi aveste comune il raggio della divina potenza. [MAZZINI 1829,1, p. 218]\n<p style=\"text-align: justify;\">La letteratura europea presuppone la libera comunicazione e circolazione letteraria che supera le barriere dei confini geografici e si nutre degli stimoli e dei continui scambi di valori da ogni parte del mondo. Dice Goethe:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gi\u00e0 da qualche tempo si parla di una letteratura universale, e non a torto, giacch\u00e9 le nazioni tutte, coinvolte e squassate dalle guerre pi\u00f9 spaventose e restituite poi ciascuna a se stessa, hanno potuto rendersi conto d&#8217;aver scoperto qualcosa nello straniero, d&#8217;averlo assimilato, e avvertito qua e l\u00e0 esigenze spirituali prima sconosciute. Ne \u00e8 nato il senso dei rapporti di vicinanza, e la cultura invece di rinchiudersi in se come prima, e gradatamente arrivata a chiedere d&#8217;essere inclusa nel pi\u00f9 o meno libero commercio intellettuale [GOETHE 1961, p. 1080].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva il problema della traduzione diventa centrale: l&#8217;universalista Goethe si rendeva perfettamente conto che l&#8217;incontro con un&#8217;altra letteratura \u00e8 prima di tutto l&#8217;incontro con la <em>lingua<\/em> dell&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Qualunque letteratura finisce con l&#8217;annoiarsi se si chiude in se stessa, se non trova nuova freschezza nell&#8217;interessamento degli stranieri. [GOETHE 1961, p. 1073].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso, come ci ricorda G. Stein, che Goethe traducesse da ben diciotto lingue e che la sua attivit\u00e0 di traduttore fosse indefessa e durasse per tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Cos\u00ec si deve guardare a chi traduce come ad uno che si sforza da far da mediatore di quel commercio intellettuale e si propone di facilitare gli scambi. Perch\u00e9, per quanto si possa dire dell&#8217;insufficienza della traduzione, essa \u00e8 e rimane, nel campo delle relazioni mondiali, uno del compiti pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 degni. [GOETHE 1961, p. 1075]\n<p style=\"text-align: justify;\">II concetto di letteratura europea ha dato un grosso impulso agli studi comparati: il confronto tra le varie letterature ha una forte carica euristica, perch\u00e9 dischiude nuovi orizzonti e frontiere [BASSNETT 1993, pp. 31-48]. Questo intendeva Goethe quando affermava, parlando dei <em>rapporti fecondi<\/em> tra le letterature, che fu proprio l&#8217;inglese Thomas Carlyle a formulare su Schiller giudizi pi\u00f9 acuti degli stessi tedeschi e che questi ultimi erano in grado di interpretare Shakespeare e Byron meglio degli stessi inglesi. I presupposti della letteratura europea sono la coltivazione dei rapporti amichevoli, dei \u00abpassi amichevoli\u00bb e la tolleranza reciproca.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Ora, tutto quello che nella letteratura di ogni paese viene significato e operato al riguardo, bisogna che le altre nazioni lo assimilino. Occorre di ciascuna imparare a conoscere le particolarit\u00e0 per rispettarle e trovare proprio attraverso quelle un punto di contatto, giacch\u00e9 le peculiarit\u00e0 di una nazione sono come la sua lingua e la sua moneta: facilitano le relazioni, anzi le rendono esse sole possibili. II modo pi\u00f9 sicuro per ottenere una tolleranza veramente generale \u00e8 di accettare senza discutere le particolarit\u00e0 singole di uomini e di nazioni, tenendosi per\u00f2 ben fermi alla convinzione che quanto \u00e8 veramente meritevole si distingue per appartenere all&#8217;intera umanit\u00e0. [GOETHE 1961, p. 1075]\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia Mazzini che Goethe condividevano l&#8217;idea che bisogna uscir fuori dalle angustie regionali, allargare l&#8217;orizzonte &#8211; \u00abchi non ha veduto che una sola letteratura, dice Mazzini, non conosce che una pagina del libro\u00bb. La sfida pi\u00f9 interessante che mi pare essere presente nel concetto di letteratura europea \u00e8 quella di trovare un giusto equilibrio tra una tendenza universalista e quella che mira a salvaguardare la propria specificit\u00e0 nazionale. Ogni singola nazione deve coltivare e mantenere la propria individualit\u00e0, le proprie aspirazioni e deve stabilire con le altre nazioni \u00abuna conoscenza costruttiva\u00bb che si fonda su quella che Mazzini definisce \u00abla fratellanza universale\u00bb. Da questo punto di vista, nel concetto di letteratura europea non vi \u00e8 l&#8217;eliminazione della gara tra le singole letterature, ma vi \u00e8 invece il tentativo di superare i pregiudizi nazionalistici (\u00abl&#8217;intollerante malignit\u00e0\u00bb, \u00abla mediocrit\u00e0 inoperosa\u00bb, secondo le parole di Mazzini). Inoltre si fa strada l&#8217;idea che tutti i popoli contribuiscano a fondarla, che non esista pi\u00f9 un principio gerarchico che distingua le letterature maggiori da quelle minori: Goethe come sappiamo riconosceva l\u2019esistenza di una letteratura serba e boema e Mazzini parlava di un&#8217;Europa \u00abdalla Neva all&#8217;Ebro\u00bb. Nel concetto di letteratura europea vi \u00e8 quindi una dimensione universale che \u00e8 oggi di grande attualit\u00e0&#8217;: l\u2019attuale proposta di un \u00abcomparatismo globale\u00bb nasce infatti proprio dalla volont\u00e0 di costruire una unit\u00e0 nella differenza, di trovare delle basi comuni tra forme letterarie e culture eterogenee [MINER 1990]. Allo stesso modo sia Goethe che Mazzini non volevano n\u00e9 perdere, n\u00e9 mortificare le caratteristiche specifiche di ogni singola nazione, ma tentavano, attraverso la conoscenza e la comparazione reciproca, di stimolare una collaborazione creativa che si fondava su una comunanza di valori, di idee e di forme letterarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei terminare indicando nell\u2019 uomo-poeta Byron colui che nel Romanticismo europeo esemplifica questa doppia tensione tra universalit\u00e0 e amore verso il proprio paese di origine. Byron \u00e8 il poeta che sceglie &#8216;esilio e che compie \u00abdisperati pellegrinaggi in paesi semisconosciuti come l&#8217;Albania colonizzata dall&#8217;Impero Ottomano o languenti sotto il dominio straniero, come l&#8217;Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia\u00bb [KEMENY 1993, p. 20]. Erede dell&#8217;idea illuminista del poeta cosmopolita cittadino del mondo la supera per incarnare la grande Utopia goethiana della <em>Weltliteratur<\/em>. Byron \u00e8 il poeta capace di mediare tra le diverse letterature nazionali, che insegna ai popoli a riconoscersi nella stessa organicit\u00e0 culturale dell\u2019idea di Europa, oltrepassando le particolarit\u00e0 nazionali, a ricercare cio\u00e8, nella grandissima variet\u00e0 delle forme, l&#8217;universalmente umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>BASNETT S.:<em> Comparative Literature: A Critical Introduction<\/em> London, Blackwell 1993<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GADAMER, H. (1987):<em> &#8220;<\/em>La molteplicit\u00e0 d&#8217;Europa. Eredit\u00e0 e futuro<em>&#8220;<\/em>, in<em> L&#8217;identit\u00e0 culturale europea tra germanesimo e latinit\u00e0<\/em>, Edizioni Universitarie Jaca.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GOETHE, J.W.: <em>Opere<\/em>, vol. V, Firenze, Sansoni. 1961<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>GUIZOT, F.: <em>Histoire de la civilisation en Europe<\/em>, 6\u00b0 ed.,Paris.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>KEMENY, T.: <em>Introduzione a George Byron<\/em>, <em>Opere Scelte<\/em>, Milano, Mondadori. 1993<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MARINO, A.: &#8220;La letteratura europea oggi&#8221;, in <em>I Quaderni di Gaia<\/em>, I.1990<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MAZZINI, G.:\u00a0&#8220;D&#8217;una letteratura europea&#8221;, in <em>Antologia<\/em>, I, nn. 207-8, Firenze.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MINER, E. : <em>Comparative Poetics. An Intercultural Essay on Theories of Literature<\/em>, Princeton University Press. 1990<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MORETTI, F.: &#8220;La letteratura europea&#8221;, in<em> Storia d&#8217;Europa<\/em>, vol. I, a cura di P. Anderson, M. Aymard, P. Bairoch, W. Barberis, C. Ginzburg, Torino, Einaudi. 1993<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>MORIN, E. : &#8220;il problema dell&#8217;identit\u00e0 europea&#8221;<em>,<\/em> in <em>L&#8217;identit\u00e0 culturale europea tra germanesimo e latinit\u00e0<\/em>, Edizioni Universitarie Jaca. 1987<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014\u2014 : ( 1988 ) <em>Pensare l&#8217;Europa<\/em> , Milano. 1987<\/p>\n<ul>\n<li>NOVALIS : <em>Cristianit\u00e0 o Europa (<\/em>1799<em>)<\/em>, a cura di M. Manacorda, Torino. 1942<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La Questione Romantica &gt; Nazionalismo\/Internazionalismo Vita Fortunati Nel crepuscolo di questa fine del millennio, l&#8217;Europa sta vivendo la sua agonia, coinvolta in una crisi mondiale che appare senza possibilit\u00e0 di soluzioni: una crisi che abbraccia tanti settori, dall&#8217;ecologico al politico-economico, a quello che, in questo contesto, vorrei analizzare e che riguarda i nostri valori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[17],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.8.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>II concetto di Europa nel Romanticismo - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lilec.it\/romanticismo\/ii-concetto-di-europa-nel-romanticismo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"II concetto di Europa nel Romanticismo - Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; 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