﻿{"id":311,"date":"2016-05-02T11:30:02","date_gmt":"2016-05-02T09:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lilec.it\/tr\/wp\/?p=311"},"modified":"2020-01-09T12:22:28","modified_gmt":"2020-01-09T11:22:28","slug":"john-philip-kemble-1757-1823-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lilec.it\/tr\/2016\/05\/02\/john-philip-kemble-1757-1823-2\/","title":{"rendered":"John Philip Kemble (1757-1823)"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 12pt;\">John Philip Kemble (1757-1823)<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 249px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"mw-mmv-final-image jpg mw-mmv-dialog-is-open\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/9\/9d\/John_Philip_Kemble_by_Sir_William_Beechey%2C_1798%2C_Dulwich_Picture_Gallery.jpg\/800px-John_Philip_Kemble_by_Sir_William_Beechey%2C_1798%2C_Dulwich_Picture_Gallery.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"374\" crossorigin=\"anonymous\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300;\">John Philip Kemble by Sir William Beechey, 1798 (detail), Dulwich Picture Gallery<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">John Philip Kemble fu un attore e manager teatrale inglese. Nacque a Prescot da Roger Kemble e Sarah Ward, entrambi legati al mondo teatrale (il padre era attore e manager, mentre la madre era figlia di un impresario). Della talentuosa famiglia Kemble facevano parte anche il fratello Charles, la sorella Sarah (conosciuta pi\u00f9 tardi come Sarah Siddons) e la nipote Fanny.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Sebbene inizialmente non fosse destinato alla carriera di attore, venne ingaggiato dal padre per la rappresentazione di <em>King Charles the First<\/em> di William Havard (in cui fu il giovane Duke of York) che and\u00f2 in scena nel King\u2019s Head di Worcester il 12 febbraio 1767. Successivamente, fu mandato a completare la propria educazione prima alla Sedgley Park School, nei pressi di Wolverhampton, poi, nel 1775, a Douai, in Francia. Tornato quello stesso anno in Inghilterra, decise di intraprendere la carriera di attore e non quella sacerdotale prospettata per lui dal padre. Venne presto ingaggiato presso una compagnia minore \u2013 forse anche grazie all\u2019intervento della sorella Sarah \u2013 che stava gi\u00e0 affermandosi come talentuosa attrice, e debutt\u00f2 a Wolverhampton l\u20198 gennaio 1776 nell\u2019opera <em>Theodosius<\/em> di Nathaniel Lee, nel ruolo di protagonista. Il suo primo ingaggio sicuro gli venne garantito nella compagnia di Joseph Younger, con sede a Liverpool. Dal giugno del 1777, mese in cui lui e Sarah giunsero a Liverpool, al settembre del 1778, il suo curriculum si arricch\u00ec con l\u2019aggiunta di 126 nuove interpretazioni. Imperson\u00f2 personaggi sia comici che tragici, tra cui quello di Othello, in cui esord\u00ec a Manchester al fianco di Sarah\/Desdemona, Laertes accanto alla sorella nel ruolo di Hamlet, e poi King Lear, Shylock, Brutus, Posthumus, Pierre in <em>Venice Preserv\u2019d<\/em> di Thomas Otway, Ranger in <em>The Suspicious Husband<\/em> di Benjamin Hoadly, Archer in <em>The Beaux\u2019<\/em> <em>Stratagem<\/em> di George Farquhar e Young Norval in<em> Douglas<\/em> di John Home, ancora una volta accompagnato da Sarah\/Lady Randolph. Fu questo l\u2019impressionante curriculum che present\u00f2 nel giugno del 1778 a Tate Wilkinson, manager di York, al quale chiese impiego. Wilkinson lo prese nella sua compagnia, dove Kemble lavor\u00f2 per tre anni fino al 1781. In questo periodo pot\u00e9 anche cimentarsi nella scrittura, con la composizione della tragedia <em>Belisarius<\/em>, della farsa <em>The Female Officer<\/em> (entrambe del 1778) e della raccolta di poesie <em>Fugitive Pieces<\/em>, pubblicata a York nel 1780.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Nell\u2019inverno del 1781 si trasfer\u00ec a Dublino allo Smock Alley Theatre, sotto la guida di Richard Daly. Qui Kemble affin\u00f2 la sua particolare tecnica che consisteva nell\u2019affiancare alla sua prestanza fisica (era alto, robusto e la sua figura atletica risultava anche molto aggraziata) lo studio meticoloso del personaggio. Gi\u00e0 Wilkinson aveva notato come Kemble fosse pi\u00f9 naturalmente portato per ruoli dove il rigore prevalesse sulla passionalit\u00e0. Questo lo rendeva apparentemente inadatto sia agli emotivi ruoli tragici, sia a quelli pi\u00f9 disinvolti della commedia. Tuttavia, li interpret\u00f2 sempre mettendone in risalto la soggettivit\u00e0, in linea con la corrente romantica del tempo. Fece il suo debutto irlandese nel ruolo di Hamlet il 2 novembre 1781, ricevendo per\u00f2 solo un modesto apprezzamento da parte della critica e del pubblico. Riscosse un fievole successo anche con il ruolo di Sir George Touchwood in <em>The Belle\u2019s Stratagem<\/em> di Hannah Cowley, ma trov\u00f2 ben presto il genere che meglio gli si addiceva: il gotico. Riusc\u00ec ad attirare l\u2019attenzione del pubblico di Dublino con l\u2019interpretazione di Raymond in <em>The Count of Norbonne<\/em> di Robert Jephson, adattamento teatrale del romanzo <em>The Castle of Otranto<\/em> di Horace Walpole. Dimostr\u00f2 la sua grande maestria nella rappresentazione di intensi personaggi meditabondi, oscuri e pericolosi in ruoli che rese con il tempo particolarmente suoi: primo su tutti, <em>The Stranger<\/em> di Benjamin Thompson; poi, Octavian in <em>The Mountaineers<\/em> di George Colman e Penruddock in <em>The Wheel of Fortune<\/em> di Richard Cumberland. Il suo valore come attore si consolid\u00f2 in quel periodo, grazie non solo alle sue doti, ma anche ai simultanei trionfi che sua sorella Sarah riscuoteva al Drury Lane. Nella sua carriera si leg\u00f2 sentimentalmente ad altri membri dell\u2019ambito teatrale; si ricorda la sua relazione con Elizabeth Inchbald, il cui ritratto di Kemble in <em>A Simple Story<\/em> (1791) influ\u00ec (insieme alla figura dell\u2019eroe byroniano) sulla creazione di Mr. Rochester (<em>Jane Eyre<\/em>) da parte di Charlotte Bront\u00eb.<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/b\/b6\/John_Philip_Kemble_as_Richard_III_%28Hamilton_c._1787%29.jpg\/220px-John_Philip_Kemble_as_Richard_III_%28Hamilton_c._1787%29.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"266\" data-file-width=\"1272\" data-file-height=\"1536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #993300; font-family: 'times new roman', times, serif;\">Kemble nei panni di Riccardo III di William Hamilton, c. 1787<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Il tempo passato a Dublino aiut\u00f2 molto la carriera di Kemble, che alla fine della stagione 1782-83 raggiunse la sorella a Londra. Giunto nella capitale nell\u2019agosto del 1783, fece il suo debutto al Drury Lane nei panni di Hamlet. Il manager di Covent Garden affid\u00f2 all\u2019attore John Henderson lo stesso ruolo; dal confronto si pot\u00e9 notare come Kemble avesse un modo pi\u00f9 lento e compassato di interpretare il personaggio, cos\u00ec che i versi pur tanto conosciuti giungessero chiari, uno a uno, al pubblico. La critica mise in luce quello che, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, era il suo tratto peculiare: il rigoroso controllo e la ricercatezza nella performance, contro l\u2019intensit\u00e0 delle passioni del suo rivale Henderson. Furono confronti che valsero in tutti i casi in cui i due si misurarono con gli stessi personaggi (soprattutto shakespeariani) come quelli di Richard III, Shylock e King John (che Kemble interpret\u00f2 al fianco di Sarah\/Constance). A partire da Hamlet, Kemble and\u00f2 personalizzando il suo stile misurato, che non sempre fu capito e apprezzato dai contemporanei. Tuttavia, i suoi inizi sul palcoscenico del Drury Lane furono molto fortunati, e quella stessa fortuna dur\u00f2 anche durante la stagione successiva. Dopo una breve parentesi estiva alle dipendenze di Joseph Young a Liverpool, nel settembre del 1784, Kemble apr\u00ec la stagione teatrale nuovamente con Hamlet. Quell\u2019anno segn\u00f2, per\u00f2, anche la prima interpretazione nelle vesti di un personaggio della storia romana, Cato, nell\u2019opera omonima di Joseph Addison, e ben presto gli \u201ceroi romani\u201d divennero quelli con cui venne maggiormente identificato. Quella stessa a stagione vide la prima di oltre trenta reinterpretazioni di opere del teatro classico inglese che Kemble non aveva paura di rimaneggiare, e di cui ventisei versioni vennero pubblicate in una raccolta nel 1815. John e Sarah lavorarono ancora assieme, verso la fine della stagione \u201984-\u201885, prima nei ruoli di Othello e Desdemona, poi in quelli di Macbeth e della sua consorte. Tra le sue pubblicazioni si ricorda anche il volume <em>Macbeth Reconsidered<\/em>, in cui confutava alcuni tratti del pensiero di Thomas Whately sul personaggio. Kemble si opponeva soprattutto alla tesi secondo cui il re scozzese rappresentava uno stereotipo di codardia, definendolo piuttosto una vittima del proprio ardimento, i cui crimini erano assolutamente in linea con il suo eroismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Dopo la morte improvvisa di Henderson, Kemble si ritrov\u00f2 ad essere il maggiore esponente del teatro (soprattutto tragico) shakespeariano, nonostante non si fosse mai cimentato in ruoli del calibro di King Lear o Coriolanus. La sua intenzione era per\u00f2 quella di non restare confinato in un solo genere, e nel 1786 prese parte alla rappresentazione di <em>Richard Coeur de Lion<\/em> di John Burgoyne, in cui altern\u00f2 recitazione e canto. Il 29 gennaio 1787, affiancato dalla sorella\/Imogen, fu Posthumus in <em>Cymbeline<\/em>, interpretazione che, secondo il biografo suo contemporaneo James Boaden, si distinse per essere la migliore del suo tempo. Torn\u00f2 allo stile gotico nell\u2019aprile del 1787, nella trasposizione di <em>Julia<\/em> di Robert Jephson.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">All\u2019et\u00e0 di trent\u2019anni, Kemble vantava gi\u00e0 un curriculum di eccellenza e una carriera ai pi\u00f9 alti livelli artistici. Tuttavia, a soffrirne le conseguenze fu proprio il suo fisico, debilitato dallo stress, dall\u2019alcool e dall\u2019oppio che usava come medicinale. Afflitto anche da solitudine, contrasse un matrimonio piuttosto affrettato con l\u2019attrice Priscilla Bereton (nata Hopkins), con cui non trov\u00f2 mai una vera affinit\u00e0. Ai suoi problemi personali, si sommarono quelli professionali legati soprattutto alla cattiva gestione del teatro da parte di Richard B. Sheridan; quando alla fine della stagione 1787-88 l\u2019<em>acting manager<\/em> Thomas King abbandon\u00f2 il Drury Lane, Kemble decise di rimpiazzarlo.<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" class=\"irc_mi\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/8\/84\/Thomas_Lawrence_-_John_Philip_Kemble_as_Coriolanus_%281798%29.jpg\" alt=\"Image result for kemble as coriolanus\" width=\"218\" height=\"347\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #993300; font-family: 'times new roman', times, serif;\">John Philip Kemble as Coriolanus, dipinto di Thomas Lawrence, 1798<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">L\u2019intento principale di Kemble era quello di sfruttare la produzione shakespeariana (e dunque classica) per restaurare la gloria del teatro. Dei suoi propositi diede chiara dimostrazione con la sfarzosa messa in scena di <em>Henry VIII<\/em> del 25 novembre del 1788, in cui interpret\u00f2 prima Thomas Cromwell, poi Cardinal Wolsey. Il 7 febbraio 1789 si ebbe anche la prima messa in scena di <em>Coriolanus<\/em>, acclamato da critica e pubblico. Nel 1790, per\u00f2, a causa dei recenti eventi francesi, gli organi di censura inglesi decisero di cancellare la tragedia dal calendario della stagione. Le due opere gi\u00e0 citate non furono le uniche che contribuirono ai trionfi artistici dell\u2019era Kemble: nel 1794 fu il turno di <em>Macbeth<\/em> (\u201cKemble\u2019s Macbeth\u201d, secondo il critico contemporaneo Joseph Donohue) e nel 1795 di <em>King Lear<\/em>. Affront\u00f2 anche in questo periodo problemi personali e professionali, tra cui la sistemazione della compagnia del Drury Lane durante l\u2019ammodernamento che dur\u00f2 dal 1791 fino alla riapertura del 1794, o la sua personale lotta ideologica contro i valori della Rivoluzione Francese, abbracciati da <em>whigs<\/em> e radicali, che andavano contro il suo cattolicesimo e monarchismo. Utilizz\u00f2 come tramite della sua ideologia le rappresentazioni shakespeariane, simbolo dei valori tradizionali e nazionali inglesi, sollevando spesso degli scandali: si scontr\u00f2, ad esempio, con Sheridan nel 1793, per aver cancellato uno spettacolo in segno di rispetto nei confronti del re francese Luigi XVI, che proprio in quel periodo era stato giustiziato. Tra lui e Sheridan vi furono anche conflitti causati dagli imprevedibili interventi che quest\u2019ultimo attuava nelle scelte artistiche del teatro. La stagione 1794-95 venne contrassegnata dalla sua \u2018afterpiece\u2019 <em>Lodoiska<\/em> (versione ispirata all\u2019opera omonima di Luigi Cherubini), una sorta di miscellanea gotica che rifletteva appieno il personale gusto artistico di Kemble. Nello stesso anno, dovette pubblicamente fare ammenda per aver tentato di violare una delle attrici della compagnia, Maria De Camp, che pi\u00f9 tardi sarebbe diventata la moglie del fratello Charles. In seguito a questi fatti, Kemble e la moglie Priscilla si diressero in Irlanda per esibirsi nelle province durante la stagione estiva e dare tempo alla faccenda di essere dimenticata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Al suo ritorno a Londra, Kemble trov\u00f2 un Drury Lane in profonda crisi economica; tutta la stagione fu piuttosto sfortunata e le sue sorti si risollevarono soltanto con la prima del \u2018gothic play\u2019 <em>The Iron Chest<\/em> di George Colman, datata 12 marzo 1796. La sua performance non fu per\u00f2 all\u2019altezza dello standard a cui aveva abituato i contemporanei, a causa dell\u2019abuso di alcolici e oppiacei e della insoddisfazione nei confronti del personaggio, Sir Edward Mortimer, del quale non giudicava abbastanza profonda e verosimile la rappresentazione del senso di colpa. Alla fine della stagione teatrale, lasci\u00f2 la compagnia, dopo aver portato sul palcoscenico \u2013per obblighi di contratto e non per scelta\u2013 un\u2019opera attribuita a Shakespeare, palesemente falsa, che Sheridan volle riprodurre solo per ragioni economiche. Tuttavia, Kemble non lasci\u00f2 definitivamente il Drury Lane, ma vi lavor\u00f2 a periodi alterni sino alla fine dell\u2019anno 1801-02, facendosi persino convincere a riprenderne la direzione nel 1800. Fu durante l\u2019ultimo anno che Kemble dovette confrontarsi con il primo vero rivale dalla morte di Henderson: George Frederick Cooke.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">L\u2019obiettivo principale di Kemble era quello di entrare in possesso di una quota di uno dei grandi teatri dell\u2019epoca, motivo per cui, quando la contrattazione con Sheridan risult\u00f2 infruttuosa, l\u2019attore fin\u00ec per acquisire un sesto del Covent Garden \u2013in quel periodo sotto la direzione generale di Thomas Harris. Kemble si ritrov\u00f2 cos\u00ec ad essere azionista e membro di una delle migliori compagnie in circolazione e i suoi anni presso il Covent Garden furono tra i migliori della sua carriera. Prima di iniziare qualsiasi tipo di attivit\u00e0 in questo nuovo contesto, Kemble si prese del tempo libero e si mise in viaggio con Robert Heathcote, nel giugno del 1802. I due giunsero prima in Francia, successivamente passarono i Pirenei per dirigersi a Madrid e, infine, a Valencia. Proprio a Valencia gli giunse notizia della morte del padre, e ripart\u00ec verso l\u2019Inghilterra nel marzo del 1803. Torn\u00f2 dunque a Londra, ma dal momento che la stagione teatrale non sarebbe iniziata fino a settembre, trascorse l\u2019estate a recitare a Bath e Bristol. Rientrato nella capitale, debutt\u00f2 nel ruolo di Hamlet anche al Covent Garden, il 24 settembre 1803. Seguirono interpretazioni di Richmond in <em>Richard III <\/em>di George Frederick Cooke, del re in <em>Henry IV: Part 2<\/em>, di Ford in <em>The Merry Wives of Windsor<\/em> e di Antonio in <em>The Merchant of Venice<\/em>, accanto proprio a Cooke nel ruolo di Shylock. Fu difficile per Kemble accettare di essere una figura di secondo piano in questo nuovo contesto, ma sapeva di non potersi imporre immediatamente come primo attore in un ambiente in cui i ruoli erano gi\u00e0 stabiliti. Riusc\u00ec nonostante tutto a introdurre nella compagnia pi\u00f9 di un membro della sua famiglia, e nessuno os\u00f2 mai recriminare, soprattutto trattandosi della talentuosa sorella Sarah Siddons. Nuovi problemi sorsero con l\u2019arrivo presso Covent Garden del giovane prodigio Master Betty, il cui successo amareggiava Kemble. La compagnia trascorse gli anni successivi a ricostruire la reputazione del teatro come tempio dei classici, cui contribu\u00ec l\u2019interpretazione di Prospero nella sua rimaneggiata versione di <em>The Tempest<\/em>, del dicembre del 1806. Nella stagione 1807-08 la sua salute peggior\u00f2 notevolmente a causa della gotta e della violenta tosse che lo avevano afflitto per anni. La sua popolarit\u00e0 inizi\u00f2 ad andare verso il declino, anche per effetto dei mutamenti socio-politici che trasformavano l\u2019Inghilterra e i suoi valori legati al <em>decorum<\/em>, di cui Kemble era stato un emblema. A ci\u00f2 si somm\u00f2 la sfortuna che colp\u00ec il 20 settembre 1808, giorno in cui un rogo accidentale distrusse il Covent Garden. Il teatro venne ricostruito in stile neogreco sul disegno dell\u2019architetto Robert Smirke, che doveva riflettere la passione per i classici di Kemble, e riapr\u00ec al pubblico il 18 settembre 1809, con la messa in scena di <em>Macbeth<\/em> con John e Sarah Siddons ancora una volta nei panni dei protagonisti. La riapertura del Covent Garden fu per\u00f2 legata all\u2019aumento di prezzo dei biglietti, che doveva aiutare a risanare le finanze che l\u2019incendio aveva stremato. Questa inflazione diede l\u2019avvio a una serie di rivolte passate alla storia come \u2018Old Price Riots\u2019, condotte soprattutto da esponenti della \u2018working class\u2019, che vedevano il teatro perdere il proprio valore di punto di riferimento nazionale, ed il suo scopo didattico, per diventare appannaggio delle classi pi\u00f9 agiate. Col passare del tempo, Kemble divenne oggetto del disprezzo delle masse e venne spesso ridicolizzato tramite immagini e canzoni popolari composte appositamente su di lui. Rispose finch\u00e9 pot\u00e9 con fermezza e dignit\u00e0, ma fin\u00ec per piegarsi alle incessanti richieste dei rivoltosi, il 14 dicembre 1809. Con coraggio, Kemble termin\u00f2 la stagione, e decise prendersi del tempo per riposare nel nord del Paese. Torn\u00f2 durante la stagione successiva, che utilizz\u00f2 per riabilitare la propria figura, interpretando ruoli consuetudinari. Fu solo nel febbraio del 1812 che decise di calarsi in un personaggio nuovo, Brutus in <em>Julius Caesar<\/em>, la cui revisione da lui attuata fu una delle pi\u00f9 efficaci e significative dell\u2019epoca. Fu l\u2019ultimo ruolo che Kemble reinterpret\u00f2 da zero, portando in scena, negli anni successivi, solo personaggi gi\u00e0 sperimentati e studiati. Alla fine dell\u2019anno 1811-12, fu Macbeth per l\u2019ultima volta al fianco della sorella, che si ritirava definitivamente dalle scene.\u00a0 Kemble decise in questo periodo di prendere due anni di congedo dalla direzione del teatro, ma non smise di recitare. Si esib\u00ec, infatti a Liverpool, Edimburgo, Dublino, Bath e Bristol. Gli ultimi anni lo videro rivale del primo attore del Drury Lane, Edmund Kean.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Durante la sua lunga carriera, Kemble aveva guadagnato abbastanza per potersi permettere una comoda pensione e, dopo brevi viaggi in Scozia e in Francia, si ferm\u00f2 con la moglie a Tolosa, agli inizi del 1819, dove la sua salute trov\u00f2 giovamento. Successivamente, a causa dei rapporti ancora tesi tra Francia e Inghilterra, la famiglia Kemble ritenne necessario abbandonare il paese e si trasfersi a Losanna. Nel 1820 torn\u00f2 a Londra per la morte di Thomas Harris e colse l\u2019occasione per fare testamento, nel quale lasci\u00f2 la sua quota del Covent Garden al fratello Charles. Rientr\u00f2 a Losanna nello stesso anno e durante la primavera del 1822 part\u00ec per il suo primo viaggio a Roma, da cui torn\u00f2 molto provato. Probabilmente a causa di questo eccessivo sforzo, fu colpito da ictus e spir\u00f2 il 26 febbraio 1823. Venne sepolto nel cimitero di Losanna, ma in patria gli venne eretta una statua nell\u2019Abbazia di Westminster che lo immortalava nelle vesti di <em>Cato<\/em>, ad indicare come la sua figura fosse indissolubilmente legata, nell\u2019immaginario collettivo, a significativi ruoli di personaggi dell\u2019antica Roma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\"><a href=\"http:\/\/www.oxforddnb.com\/view\/article\/15322\">http:\/\/www.oxforddnb.com\/view\/article\/15322<\/a> [Peter Thomson, \u2018Kemble, John Philip, <em>Oxford Dictionary of National Biography<\/em>, Oxford University Press, 2004. [Ultima consultazione i 28\/05\/2016].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Joseph Donohue, <em>The Cambridge History of British Theatre<\/em>, Vol.2 (Cambridge, Cambridge University Press, 2004).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Moody J., O\u2019Quinn\u00a0 D. (ed.),<em> The Cambridge Companion to British Theatre 1730-1830<\/em>(Cambridge, Cambridge University Press, 2007).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>John Philip Kemble (1757-1823) John Philip Kemble fu un attore e manager teatrale inglese. Nacque a Prescot da Roger Kemble e Sarah Ward, entrambi legati al mondo teatrale (il padre era attore e manager, mentre la madre era figlia di un impresario). 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