Shakespeare in books

Le opere teatrali di Shakespeare non erano pensate per essere pubblicate ma per essere recitate sulla scena, viste e ascoltate. Nonostante questo, negli anni in cui Shakespeare fu attivo sulla scena londinese, ovvero dal 1590 fino a qualche anno prima del 1616, anno della sua morte, diverse edizioni delle sue opere apparvero a stampa: alcune di esse erano autorizzate dalla sua compagnia come ultimo atto di una strategia che, alla fine del ciclo di rappresentazioni di un’opera, prevedeva una loro versione stampata per sfruttarne fino in fondo le potenzialità economiche; altre invece erano pubblicate da stampatori che cercavano di sfruttare immediatamente il successo delle commedie o delle tragedie nel periodo in cui venivano messe in scena. Il caso di Romeo and Juliet è esemplare: della tragedia esistono due versioni contemporanee alla sua messinscena: la prima definita Q1 o “bad quarto”, probabilmente non autorizzata, pubblicata nel 1597; la seconda (Q2) pubblicata nel 1599 con l’autorizzazione della compagnia, quando la tragedia era ormai uscita dal repertorio delle opere messe in scena dalla compagnia dei Lord Chamberlain’s Men. Nessuna delle due recava nel frontespizio il nome di William Shakespeare, a indicazione di quanto l’autore non fosse ancora ritenuto importante.

Nel 1623, sette anni dopo la morte di Shakespeare avvenuta a Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1616, John Heminges e Henry Condell, due attori della compagnia dei King’s Men di cui Shakespeare aveva fatto parte per quasi tutta la sua carriera, pubblicarono Mr. William Shakespeares Comedies, Histories, & Tragedies, una raccolta di trentasei opere, diciotto delle quali erano già state pubblicate in precedenza ma contenente altri drammi di grande rilevanza fino ad allora inediti come Macbeth, The Tempest, Coriolanus e Julius Caesar. Non si tratta della prima raccolta di opere teatrali di un autore inglese: una raccolta delle opere di Ben Jonson era già stata pubblicata nel 1616, a dimostrazione di quanto stesse cambiando la percezione delle opere teatrali in quegli anni, sempre più considerate opere letterarie a tutti gli effetti.

Il cosiddetto First Folio delle opere di Shakespeare è considerato non solo un libro di fondamentale importanza per la nostra conoscenza del canone delle opere shakespeariane, ma anche l’inizio della consacrazione di Shakespeare come autore di straordinaria importanza. Da allora, le edizioni delle sue opere sarebbero state innumerevoli e nelle bacheche ne troverete alcuni esemplari tratte dai fondi della biblioteca del Dipartimento LILEC – Lingue, Letterature e Culture Moderne.

Comitato organizzatore

 

Wolf Bukowski

Gisella Fidelio

Chiara Graziani

Letizia Rucco

Gino Scatasta

Alessandro Zironi

 

 

Schede a cura di Gino Scatasta e Letizia Rucco