Astley’s Amphitheatre

Astley’s Amphitheatre

Nel 1766, dopo aver combattuto la Guerra dei Sette Anni, il sergente maggiore di cavalleria Philip Astley decise di intraprendere la strada dell’equitazione acrobatica esibendosi in svariati giardini (tra i più noti troviamo Vauxhall e Ranelegh). Nel 1768 Astley aprì una propria scuola di equitazione a Lambeth, vicino a Westminster Bridge presso la quale durante il giorno teneva le lezioni, mentre durante il pomeriggio e la sera si esibiva con diversi trucchi all’interno del “ring”. 

Da abile uomo d’affari quale era, Astley aveva svolto numerose e approfondite ricerche di mercato. Aveva visitato i principali teatri Londinesi e notato come il pubblico fosse attratto in modo particolare dagli intermezzi aggiunti ai comuni spettacoli a cavallo, come numeri di clown e di giocoleria, e performance di acrobati.

Astley colse l’occasione di rendere queste esibizioni, considerate secondarie, e spesso eliminate dalle locandine dei teatri, il centro dell’intrattenimento affiancandole alle performance delle troupe equestri, già molto apprezzate dal pubblico. Questa idea si rivelò vincente quando, in seguito all’apertura di un palcoscenico a cielo aperto a sud di Westminster Bridge, Astley riscosse fin da subito un enorme successo.

Dopo il successo ottenuto, Astley aprì un secondo edificio a Parigi (il Manège Anglais, successivamente conosciuto come Amphithéâtre Anglais) e successivamente un terzo a Dublino.

Tra le principali problematiche che Astley dovette affrontare vi furono: la competizione, la perdita del teatro parigino e il rischio di incendio. Nel 1782, un ex impiegato di Astley, Charles Hughes, costruì un edificio con l’intento di sfidare l’Astley, non molto lontano dall’Anfiteatro stesso, che chiamò Royal Circus. Questo, però, non ebbe vita lunga e, alla fine del secolo, sparì a causa degli enormi debiti e delle continue faide. Il secondo problema fu la perdita del teatro parigino (in seguito alla rivoluzione) che venne poi ripristinato nel 1802 con la Pace di Amiens. Il terzo problema fu il rischio di incendio. L’anfiteatro venne distrutto dalle fiamme una prima volta nel 1794, mentre Astley era in servizio con il suo vecchio reggimento, e una seconda volta nel 1803.

A seguito della morte di Astley nel 1814 e del figlio, avvenuta sette anni dopo, l’Anfiteatro fu gestito da diverse personalità (tra le più famose ricordiamo quelle di Andrew Ducrow, i fratelli Sanger e William Batty) fino al 1893, anno in cui venne demolito.

Sitografia

https://londonhistorians.wordpress.com/2011/01/12/philip-astley-founder-of-the-modern-circus/ Paterson, Mike. “Philip Astley: Founder of the Modern Circus”, London Historians’ Blog, 2011. [ultima consultazione il 01/05/2019].

https://vauxhallhistory.org/astleys-amphitheatre/ “Astley’s Amphitheatre”, Vauxhall History, 2012. [ultima consultazione il 01/05/2019].

English Version

Astley’s Amphitheatre

In 1776, the master sergeant of Cavalry Philip Astley, after his fight into the Seven Years’ War, gave life to a series of equestrian vaulting exhibitions in various gardens (among the most famous we remember Vauxhall and Renelegh). In 1768 Astley founded his riding school in Lambeth, near Westminster Bridge, during the day he used to give lessons while in the night he performed different shows into the “ring”.

He was an entrepreneur, in fact, he did various and deep market researches. He went to the principal theatres in London and figured out how the public was particularly attracted to the entr’actes, which used to take place between the acts of the main equestrian drama. Entr’acts were mainly juggling shows of and acrobats9 performances.

Astley wanted to give a superior emphasis on these exhibitions, considered less important and often removed from the theatre’s posters. His aim was to turn these exhibitions into the core of the evening entertainment, together with the performances of equestrian troupe, already largely appreciated by the audience. This idea turned out to be successful after the opening of an open-air stage, south of Westminster Bridge.

After his success, Astley opened a second building in Paris (called Manège Anglais and later known as Amphithéâtre Anglais) and then third one in Dublin.

Astley had to deal with different problems such as the competition, the loss of the Parisian theatre and the risk of fire. First of all, in 1782 Charles Hughes, one of Astley’s ex worker, erected a building similar to Astley’s amphitheater, which he called Royal Circus, in order to challenge him. Unfortunately, the Royal Circus did not have a long life; at the end of the century, it shut down because of debts and many incessant feuds. The second problem was the loss of the Parisian theatre right after the revolution – then re-established in 1802 with the Treaty of Amiens. The third problem was related to fire hazard, the amphitheater was destroyed by flames the first time in 1974, while Astley was working with his old regiment, and the second time in 1803.

After Astley’s death in 1814, and the death of his son seven years later, the amphitheater was managed by different personalities such as Andrew Ducrow, Sanger brothers and William Batty until 1893, the year of its demolition.

 

 

Argyll Rooms, Regent Street

L’Argyll Rooms: la breve esperienza di un piccolo teatro londinese.

La storia dell’Argyll Rooms comincia nel  1806, quando l’imprenditore Henry Francis Greville acquista un’abitazione in Little Argyll Strett (più tardi annessa a Regent Street). Greville adibisce l’edificio all’intrattenimento per il pubblico  e, nel 1807, ottiene dal Lord Chamberlain la licenza per mettere in scena all’Argyll Rooms.

Gli spazi di questo teatro vengono animati da musica, pièce teatrali, per lo più scherzose, e da balli in maschera.  I critici dell’epoca hanno parole poco lusinghiere nei confronti del teatro che secondo William Taylor, direttore del Kings’s Theater a Londra, non aveva nemmeno dei palcoscenici veri e propri e era caratterizzato da messe in scena scadenti e da una generale mancanza di organizzazione. Lo stesso Lord Byron dedicherà a Greville e alla clientela dell’Argyll Rooms alcune rime sprezzanti.

Nel 1811, malato e oppresso dai debiti, Greville lascia l’Inghilterra, affidando la gestione dell’Argyll Rooms a  Stephen Slade, uno degli soci del teatro; quando Greville muore, nel 1816, Slade ne diventa il proprietario. È sotto la gestione di Stephen Slade che l’Argyll Rooms ottiene celebrità e successo.

La fortuna dell’Argyll Rooms comincia nel 1813, quando diventa la location principale dei concerti tenuti dalla neonata Philharmonic Society, la quale continuerà ad esibirsi all’Argyll Rooms fino al 1830.

Nel 1818 l’Argyll Rooms risulta ben diverso da quello che Greville ha lasciato anni prima. La critica descrive con parole di apprezzamento gli interni ricchi e ben curati del teatro, i suoi tendaggi raffinati, le lussuose decorazioni e l’ottima illuminazione degli spazi, dove vengono messe in scena rappresentazioni teatrali, balli e feste in maschera.

Nel 1819, dopo anni di insistenze, Slade è costretto a vendere l’Argyll Rooms ai New Street Commitioners, gli addetti al progetto per la costruzione di Regent Street. Il progetto, curato dall’architetto urbanista John Nash, prevede l’alterazione della  struttura del teatro al fine di poterlo inserire nel piano della nuova strada . I New Street Commitioners affidano la gestione dell’Argyll Rooms alla Regent’s Society, una società che promuoveva musica e composizione e che agiva sotto il patronato del principe Reggente, George IV; qualche anno dopo la società prenderà il nome di Royal, Harmonic Institution.

Quando nell’autunno del 1819 iniziano i lavori di ristrutturazione dell’Argyll Rooms, il tetto dell’edificio crolla e l’edificio deve venire demolito interamente. È lo stesso John Nash che elabora il piano di ricostruzione del teatro, riorganizzandone gli spazi, creando un’amplia sala concerti, una saletta per concerti più informale e una sala per banchetti e incontri. Il nuovo Argyll Rooms si apre su Regent Street attraverso una grande hall dove troneggia un’imponente scalinata. Il piano terra viene adibito a negozio per la Royal, Harmonic Institution, mentre i piani superiori vengono dedicati all’intrattenimento. La facciata appare decorata da colonne con capitelli corinzi, balaustre e balconate ricche di ornamenti; gli interni sono altrettanto sfarzosi. Il nuovo teatro è un esempio di bellezza e lusso, una perla  al centro della strada dedicata al principe Reggente.

Nel corso degli anni ’20 per le sale dell’Argyll Rooms passano alcuni dei nomi più importanti della produzione musicale del 1800, come Liszt, Mendelssohn e Weber. Il teatro non è però solo sede di concerti, ma anche di opere teatrali, balli e addirittura lezioni di astronomia.

Nel 1822 gli affari della Royal, Harmonic Institution sono in declino e gli ultimi soci rimasti sono Thomas Welsh and William Hawe, che ipotecano l’Argyll Rooms al banchiere Rowland Stephenson. Quando Hawe dichiara bancarotta, nel 1828, Welsh rimane il solo proprietario del teatro.

La fine dell’Argyll Rooms arriva inaspettata e inesorabile: viene distrutto completamente da un incendio nel Febbraio 1830. In seguito a questo incidente costruire un nuovo teatro appare un investimento troppo rischioso. Dove un tempo sorgeva l’Argyll Rooms Welsh fa erigere un gruppo di case, che saranno poi occupate dal grande magazzino Dickins & Jones.

Sitografia:

https://www.british-history.ac.uk/survey-london/vols31-2/pt2/pp284-307#h3-0014 “Survey of London: Volumes 31 and 32, St James Westminster, Part 2” [Ultima consultazione 09/01/2020]

http://www.arthurlloyd.co.uk/TrocaderoLeicesterSquareLondon.htm#Argyll “The London Trocadero, Leicester Square and Piccadilly Circus[Ultima consultazione 09/01/2020]

ENGLISH VERSION.

Argyll Rooms, Regent Street

Argyll Rooms: the short experience of a little Londoner theater.

Argyll Rooms’ history started in 1896, when the entrepreneur Henry Francis Greville bought a dwelling in Little Agryll Street (later linked with Regent Street). Greville assigned the building to public entertainment and, in 1807, he obtained from Lord Chamberlain the license to stage performances at Argyll Rooms.

The theater was animated by music, theatrical pièce, mostly jocular, and masked balls. Critics of the time made negative comments towards Argyll Rooms, which was regarded by William Taylor, the King’s Theater’s director in London, as lacking of real and significant stages, characterized by low quality and a general disorganization. Lord Byron himself addressed to Greville and Argyll Room’ s audience some scornful words.

In 1811 Greville was sick and oppressed by debts, so he left England leaving the direction of Argyll Rooms to Stephen Blade. When Greville died in 1816, Slade became the theater’s owner, and thanks to his management the Argyll Rooms obtained fame and success.

Argyll Rooms’ fortune started in 1813, when it became the main location for the concerts made by the newborn Philharmonic Society, which continued to perform at Argyll Rooms until 1830.

In 1818 Argyll Rooms appeared very different from the one left by Greville years ago. Critics described with positive words the rich and well-kept theater’s interiors, its refined curtains, luxurious decorations and excellent illumination of the space, where theatrical performances, balls and masked parties took place.

In 1819, after several years of demanding requests, Slade was forced to sell Argyll Rooms to New Street Commitioners, who were the operators in charge of the construction Regent Street. The project, handled by the urban architect John Nash, required the theater structure’s alteration in order to include the Argyll Rooms into the new street design. The New Street Commitioners entrusted the Argyll Rooms management to the Regent Society, which promoted music and composition. This society served under the George IV’s tutelage; a few years later the society would be called Royal Harmonic Institution.

In the autumn of 1819, the roof fell and the building had to be demolished completely. John Nash elaborated the theater’s rebuilding plan and reorganized the inner space. He assigned a large hall to concerts, a little room to more informal shows, and then allocated another hall to banquets and meetings. From that moment on the new Argyll Rooms opened up on Regent Street through a large hall where a majestic staircase stood out. The ground floor became a shop for the Royal Harmonic Institution, while the upper floors were assigned to entertainment. The façade was decorated with columns enriched in Corinthian capitals, balustrades and balconies full of ornaments, and the interiors were as much splendid. The new theater was an example of beauty and luxury, a rare gem at the center of the street devoted to the Prince Regent.

During the ‘20s important personalities of music world, such as Liszt, Mendelssohn and Weber passed through the Argyll Rooms halls. The theater was not only the location of concerts, but also for theatrical performances, balls and even astronomy lessons.

In 1822 the business of Royal Harmonic Institution was in decline and the last partners left were Thomas Welsh and William Hawe, who mortgaged Argyll Rooms to the banker Rowland Stephenson. When Stephenson declared bankrupt, in 1828, Welsh remained the only owner of the theater.

The end for the Argyll Theater came relentlessly and unexpectedly: it was completely destroyed by a fire in February 1830. After this incident, building a new theater seemed to be too expensive. Thus, Welsh ordered to build a bunch of  houses where once Argyll Rooms stood, those houses were right right after occupied by the large warehouse Dickins & Jones.