Charles Macklin (1699-1797)

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Charles Macklin (1699-1797)

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Non si conosce con esattezza la data di nascita del controverso e anticonvenzionale Charles Macklin, tuttavia sono note le sue origini irlandesi (il vero cognome era McLaughlin) e la data di morte, avvenuta a Londra nel 1797. Macklin visse a lungo, tanto che la sua opera di drammaturgo e attore si svolse nel corso dell’intero XVIII secolo. Secondo le fonti, discenderebbe da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà terriera a cui, in seguito agli eventi della Rivoluzione del 1688 ed al tradimento del sovrano James II, sarebbero stati sottratti i possedimenti. Frequentò un collegio nei dintorni di Dublino e durante questi anni interpretò il suo primo ruolo teatrale nella tragedia The Orphan di Thomas Otway, esperienza che fece nascere in lui la passione per il teatro.

Una volta trasferitosi a Londra accettò per alcuni anni lavori fra i più disparati, prima di dedicarsi completamente al teatro. Collaborò quindi con diverse compagnie, spostandosi tra il Galles, le contee inglesi centrali e le aree di Bath e Bristol. Fu proprio in questi anni che adottò uno stile più spontaneo e realistico nella recitazione, preferendolo ad uno più artificioso e costruito. Il suo carattere impulsivo, se non talvolta violento, mal si addiceva allo stile pomposo che caratterizzava la scena teatrale contemporanea. Sebbene non sia mai stato provato, pare che tale impulsività gli sia costata il licenziamento da una compagnia teatrale, dopo una performance particolarmente poco apprezzata al Lincoln’s Inn Felds, nel 1725. La percezione della relazione tra l’accento provinciale e aristocratico, la dizione teatrale e la sua visione del realismo furono ciò che caratterizzò e sostenne la sua professione di attore e di insegnante di recitazione.

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Nel 1733 recitò al Drury Lane—inizialmente con parti minori—al quale diede il proprio contributo anche a livello gestionale, diventando indispensabile sia come attore, sia come socio. Proprio durante il periodo trascorso al Drury Lane conobbe l’attrice Ann Grace con la quale ebbe una lunga relazione ed una figlia, Maria, che divenne a sua volta attrice di successo. Nel 1735, il suo carattere violento ed impulsivo lo portò a colpire con un bastone un collega durante una futile discussione, uccidendolo involontariamente; venne poi riconosciuto innocente in seguito a regolare processo.

La stagione teatrale del 1740-1741 fu caratterizzata da due eventi fondamentali per la carriera di Macklin. Il primo fu la sua comparsa nella farsa di David Garrick Lethe, or, Esop in the Shades, che inizialmente consacrò l’amicizia tra i due, trasformatasi in seguito in rivalità. Il secondo fu invece il suo sensazionale debutto nei panni di Shylock. La sua notorietà fu infatti strettamente legata a questa prima grande interpretazione in The Merchant of Venice al Drury Lane, nel 1741. Il grande successo del suo Shylock fu dovuto soprattutto al fatto che seppe conferire al personaggio una tragicità propria, ben diversa dal convenzionale ruolo comico a cui era stato relegato. Macklin fu un grande attore, capace di riscuotere notevoli consensi per ogni parte interpretata, ma rimase sempre caratterizzato da quell’impulsività caratteriale che gli procurò denunce e dispute legali, ma anche forti ostilità, come nel caso del dissidio con Garrick. Sebbene per qualche tempo sia stato costretto ad allontanarsi dalla scena, ad ogni ritorno corrispondeva un nuovo grande successo.

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A rendere immortale la sua fama di attore fu proprio Shylock, che interpretò per oltre 50 anni e al quale conferì una natura crudele e sprezzante. Per prepararsi alla parte lesse le opere dello scrittore di origini romane ed ebree Titus Flavius Josephus e frequentò locali di ritrovo di ebrei per osservare il loro comportamento e prenderne spunto per il personaggio. Macklin diede un contributo significativo al teatro settecentesco, conferendo enfasi alla caratterizzazione dei personaggi e sostenendo una realistica realizzazione dei costumi; fu inoltre uno tra i primi attori a documentarsi sulla vita di coloro che interpretava. Il suo stile di recitazione si prestò molto bene all’interpretazione di parti anche più psicologicamente complesse: memorabili il suo Iago (a fianco di David Garrick nella parte di Otello) ed il suo peculiare Macbeth, curiosamente anziano nella rappresentazione del 1774. Compose anche opere proprie, due delle quali furono considerate dei capolavori: Love à la mode (1759), satira comica che tratta il tema del trionfo dell’amore sul denaro, ridicolizzando temi come i pregiudizi, l’intolleranza e stereotipi etnici, e The Man of the World (1781), che affronta il tema del conflitto tra avidità e amore.

Gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da sordità e problemi legati alla capacità di concentrazione, oltre a gravi disagi di natura economica. Morì in povertà nel 1797, alla presunta età di 107 anni, la cui veridicità non è mai stata attestata. Ciò che è senz’altro vero, è che Macklin calcò il palcoscenico e visse a contatto con l’ambiente teatrale per quasi sessant’anni, annoverandosi tra le figure più importanti del teatro inglese del Settecento.

English Translation
Charles Macklin (1699-1797)

No one knows the exact birthdate of the controversial, unorthodox Charles Macklin, however his Irish origins (his actual surname was McLaughlin) and the date of his death in London in 1797 are known. Macklin lived for a long time, so long that his work as an actor and playwright evolved over the course of the 18th century. According to sources, he was descended from landed gentry whose lands had been taken from them following the Glorious Revolution of 1688 and deposition of King James II. He attended a school near Dublin and during these years performed his first theatrical role in the tragedy The Orphan by Tomas Otway. This experience made him develop a strong passion for theatre.

Once Macklin moved to London he worked in various jobs for a few years before dedicating himself completely to the theatre. He collaborated with different companies, moving between Wales, various English counties, Bath and Bristol. It was during these years that he took on a more realistic and spontaneous acting style, preferring it to a more artificial performance. It had never been done before and it seemed that such choice ended up costing him a job with a theatre company after a poorly received performance at Lincoln’s Inn Fields in 1725. His perception of the relationship between provincial and aristocratic accents, his diction and pragmatism were what defined him and helped him maintain a career as actor and acting teacher.

In 1733 Macklin performed at Drury Lane – initially in minor roles – where he contributed as an actor and manager, becoming indispensable as both. During this time, he met actress Ann Grace, with whom he shared a long relationship and a daughter, Maria, who later became a popular actress. In 1735, his violent, impulsive nature led him to strike a colleague through the eye with his cane during a trifling discussion, unintentionally killing him; he was tried for murder but found not guilty.

In the 1740-41 theatrical season, Macklin’s career was marked by two fundamental events: his appearing in David Garrick’s show Lethe, or, Esop in the Shades, which initially kindled a friendship between him and Garrick, which soon became a rivalry; and his sensational debut in the role of Shylock. In fact, his notoriety was closely linked to this first great performance in The Merchant of Venice at Drury Lane in 1741. The great success behind his Shylock was chiefly due to the fact that he knew how to convey the character’s tragic nature, after he was relegated for so long to a conventional comical role. Macklin was a great actor, able to gain considerable support no matter the role he played, but he was marked by his impulsive nature that brought him complaints, legal disputes and a lot of hostility, as in the case of his conflict with Garrick. Although he was forced to take some time away from the stage, every return was another grand success.

Charles Macklin was immortalised by the role of Shylock, upon whom he bestowed a cruel and contemptuous nature. To prepare himself for the part, he read the works of Romano-Jewish historian Titus Flavius Josephus and went to hangouts to observe the behaviours of the Jewish

people as inspiration for the role. Macklin contributed significantly to eighteenth-century theatre, focusing on the various adaptations of the characters he played and realistic styling of their outfits; he was also one of the first actors to document his life. His acting style worked very well for more psychologically complex characters: the most memorable of his roles was as Iago (alongside David Garrick as Othello) and his curiously elderly Macbeth from his 1774 performance. Macklin also wrote his own works, two of which were considered masterpieces: Love à la mode (1759), a satirical comedy about love triumphing over money, ridiculing themes such as prejudice, intolerance and ethnic stereotypes, and Man of the World (1781), which addresses the conflict of greed and love.

The last years of Macklin’s life were marked by deafness, issues with concentration and financial hardship. He died a poor man in 1797, at the estimated age of 107, that has never been confirmed. What is for sure is that Charles Macklin performed and lived a life in the theatrical world for almost 70 years, becoming one of the most important figures of the English eighteenth-century theatre.

Translated by Aisha Gueye
Revised by Dott.ssa Valentina Pramaggiore

Bibliografia/Bibliography

https://archive.org/details/charlesmacklinac00appl “Charles Macklin; an actor’s life” [Ultima Consultazione 01/09/2020]

https://www.oxforddnb.com/view/10.1093/ref:odnb/9780198614128.001.0001/odnb-9780198614128-e-17622   Macklin [Melaghlin, MacLaughlin], Charles  [Ultima Consultazione 01/09/2020]