Thomas Holcroft (1745-1809)

 

Thomas Holcroft (1745-1809)

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Thomas Holcroft nacque il 10 Dicembre 1745 nella Orange Court di Leicester, Londra, in una famiglia di commercianti. Quando sopraggiunsero problemi economici, la famiglia si stabilì nel Berkshire, dove il padre gli insegnò a leggere utilizzando capitoli del Vecchio Testamento e libri tascabili. I genitori di Holcroft divennero in seguito venditori itineranti attraverso l’Anglia Orientale e le Midlands, mantenendo un cascinale a Rugeley, nello Staffordshire, e parteciparono a numerosi mercati e fiere. Per un certo periodo lavorò come apprendista presso un tessitore di calze ma la sua passione per i cavalli lo portò ad impiegarsi come stalliere a Newmarket nel 1757. Continuò la sua educazione studiando aritmetica e canto, e leggendo tutto ciò che aveva a disposizione. Amava specialmente i racconti del meraviglioso e i libri religiosi. In seguito lasciò Newmarket per lavorare presso il banco di calzature di suo padre a South Audley Street, Londra.

Nel 1765 Holcroft sposò una donna di nome Ann, dalla quale ebbe una figlia. Della moglie si hanno poche informazioni, ma è noto che sia morta prematuramente. Pubblicò alcuni saggi sul Whitehall Evening Post e tentò invano di aprire una sua scuola privata. Entrò al servizio della famiglia Granville Sharpe nel ruolo di domestico e segretario, ma venne licenziato a causa della sua partecipazione ad un circolo di recitazione teatrale. Se per un periodo valutò la possibilità di unirsi alla Compagnia delle Indie Orientali, scelse in seguito di dedicarsi completamente al teatro. Nel 1770 iniziò a recitare in piccoli ruoli, per poi divenire suggeritore e attore secondario al William Dawson’s Capel Street Theatre a Dublino.

Nel 1774 a causa di dissidi con attori e direttori di diversi teatri, si unì alla Booth’s Company a Carlisle insieme alla novella sposa, Matilda Tipler, e vi rimase per un anno e mezzo. Dopo aver dato alla luce un maschio e una femmina, Matilda morì, probabilmente a causa di complicazioni dovute al parto.

Holcroft Continuò a recitare nei teatri di provincia, da Edimburgo a Canterbury, proseguendo nella ricerca di nuove letture che dessero maggiore spazio alla morale che al sentimento.

Nel 1777 si trasferì a Londra dove sposò Dinah Robinson, dalla quale ebbe una figlia di nome Fanny che divenne a sua volta scrittrice, drammaturga e traduttrice. Durante questo periodo Holcroft scrisse un volume di poesie intitolato Elegies (1777), completò due afterpieces The Shepherdess of the Alps e The Maid of the Vale (traduzione dell’opera di Goldoni La buona figliuola), una serie di saggi intitolata The Philosopher e un romanzo seriale Manthorn, the Enthusiast. L’anno successivo mise in scena la sua prima commedia Rosamond, or, The Dutiful Daughter a Canterbury. Nel 1778-1779 fu collaboratore del Westminster Magazine e del Town and Country, così come dell’English Review, scrivendo soprattutto a proposito di teatro. Raccontò la sua esperienza di attore errante nel romanzo epistolare picaresco Alwyn, or, The Gentleman Comedian (1780) prendendo spunto dalle opere di Fielding e Smollett. Inoltre, scrisse due libri sulle sommosse di Gordon del 1780, probabilmente spinto da una tendenza giornalistica piuttosto che dal desiderio di denuncia politica.

by Thomas Hodgetts, after John Opie, mezzotint, published 1816 (circa 1804)

La sua commedia Duplicity fu messa in scena a Covent Garden nell’ottobre del 1781. Nel 1783 si spostò a Parigi dove gli fu affidato l’incarico di corrispondente per il giornale The Morning Herald. Durante la sua permanenza in Francia compose la tragedia Ellen, or, The Fatal Cave e un’altra opera intitolata The Noble Peasant, che trionfò nel 1784.

Di ritorno a Londra collaborò con il Wit’s Magazine, fino a diventarne il redattore principale nel 1783-1784. La traduzione dell’opera Tales of the Castle della scrittrice francese Mme de Genlis, fu la prima di una serie di commissioni molto remunerative, tra cui si annovera Le mariage de Figaro di Beaumarchais, tradotto e adattato con il titolo Follies of a Day (Covent Garden, 1784). Tra il 1785 e il 1787 vennero rappresentate le commedie The Choleric fathers (Covent Garden, 1785) e Seduction: a Comedy (Drury Lane, 1787).

Secondo l’opinione dei critici dell’epoca, lo stile di Holcroft fu caratterizzato principalmente da una rigida attenzione alla costruzione, alla morale e alla critica sociale. Nel 1786 incontrò per la prima volta William Godwin, con il quale strinse un legame di amicizia e stima reciproca. Attratti da una comune visione materialistica, entrambi concordavano sul fatto che gli individui non fossero altro che prodotti dell’ordine politico ed economico. Svilupparono dunque un anarchismo filosofico che sosteneva l’eliminazione del governo con l’intento di liberare l’umanità e lasciare che esercitasse liberamente valori fondamentali quali sensibilità e senso di giustizia.

Nei primi anni ’90 del 1700, ottenne un grande successo teatrale con The Road to Ruin (Covent Garden, 1792), una delle sue commedie più conosciute ed apprezzate. L’opera intitolata The German Hotel (adattamento di Trau, Shau, Wem! di Johann Christian Brandes) rappresentata nel 1790 al Covent Garden, inizialmente attribuita alla sua penna, fu invece probabilmente composta da James Marshall (Hogan). Le sue rappresentazioni contribuirono allo sviluppo della satira e di un criticismo morale riformista all’interno del teatro comico.

Holcroft, come molti altri suoi contemporanei, visse con entusiasmo gli ideali della rivoluzione francese, reputata l’inizio del progresso sociale, verso un mondo idilliaco e privo di ingiustizie. Il drammaturgo decise di contribuire al dibattito scrivendo e pubblicando romanzi rivoluzionari quali Anna St Ives e la prima parte di Rights of Man di Thomas Paine. Nel 1792 prese parte alla Società dell’Informazione Costituzionale, il cui scopo era quello di creare un pubblico informato e cosciente riguardo la scena politica nazionale e internazionale.

Nel 1793 Godwin pubblicò la sua Political Justice, nella quale riprendeva e sviluppava le idee elaborate insieme ad Holcroft e ad altri amici e colleghi. L’opera provocò scalpore, in parte a causa della sua difficile comprensione, in parte perché trasformò i precetti della rivoluzione in argomenti generici ed astratti.

Nel 1793, la ‘British Convention’ tenuta dai riformisti a Edimburgo fu bruscamente interrotta dalle autorità che accusarono i partecipanti di tradimento, per poi arrestarli. Holcroft, così come Godwin ed altri intellettuali, si aspettavano la medesima reazione da parte del governo inglese nei loro confronti ma, nonostante ciò, continuarono a scrivere e comporre. Proprio in questo periodo Holcroft lavorò ad un nuovo romanzo e due opere teatrali, Love’s Frailties; or Precept Against Practice (Covent Garden, 1794) e The Rival Queens; or Drury Lane and Covent Garden (Covent Garden, 1794). Le organizzazioni lealiste acquistarono un potere sempre maggiore, che spinse il governo, nel maggio del 1794, a sospendere l’habeas corpus e a vietare ogni tipo di aggregazione e pubblicazione considerata sovversiva. Holcroft venne imputato insieme ad altri per tradimento e venne imprigionato a Newgate. Fu poi rilasciato in seguito alla caduta delle accuse e si vendicò pubblicando A Narrative of Facts, Relating to a Prosecution for High Treason (1795), che includeva le lettere di altri accusati e della sua stessa difesa. Il coraggio di Holcroft ne fece ben presto un modello per gli intellettuali riformisti.
Contribuì regolarmente alla redazione del Monthly Review dal 1792 al 1796 e ideò nuovi spettacoli che ebbero però poco successo, come The Deserted Daughter (Covent Garden, 1795) basata su The Fashionable Lover di Richard Cumberland, The Man of Ten Thousand (Drury Lane, 1796), The Force of Ridicule (Drury Lane, 1796) e Knave or Not (basato sulle opere di Goldoni La serva amorosa e Il padre di famiglia, 1798), nella cui prefazione Holcroft attribuì i suoi insuccessi scenici alla persecuzione politica.

L’opera He’s much to Blame (Covent Garden, 1798) interruppe la serie di insuccessi con ben 23 rappresentazioni, ma le successive The Inquisitor (Haymarket, 1798) e The Old Cloathman (Covent Garden, 1799) non ebbero la stessa fortuna.

Nel 1799 si sposò per la quarta volta con Louisa, figlia dell’amico L. S. Mercier, e pianificò un viaggio in Europa per allontanarsi dai pregiudizi e dal pubblico inglese. La nuova famiglia Holcroft lasciò l’Inghilterra nel Maggio del 1799 e si trasferì ad Amburgo per un anno. Qui Holcroft scrisse alcune lettere—Letters concerning emigration—mai pubblicate, incontrò varie figure intellettuali e tentò invano di fondare un periodico, The European Repository. Visse poi per due anni a Parigi, traducendo l’opera di un amico, e nell’ottobre del 1802 fece ritorno in Inghilterra. La sua carriera riprese quota con le opere Deaf and Dumb (Drury Lane, 1801), melodramma inglese traduzione dell’opera Coelina di Guilbert de Pixérécourte, e A Tale of Mystery (1802). La composizione Travels from Hamburg, through Westphalia, Holland, and the Netherlands, to Paris (1804), cronaca di viaggio scritta in forma filosofica, racchiudeva gli ideali e il fascino esercitato dalla condizione socio-politica europea sul pubblico inglese, soprattutto dopo la rivoluzione e le guerre napoleoniche.

Holcroft ebbe ancora due grandi successi teatrali con la commedia Hear both Sides (1803) e il melodramma The Lady of the Rock (1805). Pubblicò inoltre un romanzo picaresco intitolato Memoirs of Brian Perdue (1805) che in parte si rifaceva allo stile riflessivo di Sterne. Il suo antieroe popolano, le scene di vita quotidiana, la satira e il criticismo sociale anticiparono gli elementi della ‘Newgate novel’ e della narrativa di Dickens.

Tentò una nuova forma di poesia narrativa con Tales in Verse (1806) ma, così come la rappresentazione The Vindictive Man (Drury Lane, 1806), ebbe scarso successo. Continuò a scrivere e a lavorare in ambito teatrale, ma l’asma di cui soffriva iniziò a peggiorare, così come la sua salute fisica. Dopo essersi riconciliato con Godwin, morì nel 1809 e venne seppellito nel grande cimitero di Marylebone.

William Hazlitt completò alcune opere di Holcroft utilizzando lettere, diari e altri documenti, per poi pubblicare Memoirs of the Late Thomas Holcroft nel 1816, ristampato e commentato svariate volte, fino al 1925. Holcroft fu inserito nella letteratura liberale e nella cultura politica come un autore ‘emerso dal popolo’. A partire dal 1960, un rinnovato interesse delle classi sociali più basse nei suoi confronti portò nuovamente alla luce le sue opere; dalle commedie, ai melodrammi, ai romanzi.

Bibliografia

https://www.oxforddnb.com/view   Gary Kelly, “Holcroft, Thomas (1745-1809), Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004; [Ultima Consultazione 09/01/2020]