21 novembre – Più volti meno libri: l’etnofilologia, l’anarchia e il quarto umanesimo

Segnaliamo con piacere il secondo incontro IDEAR, dedicato a presentare la ricerca del collega Francesco Benozzo. La discussione sarà animata da Andrea Fassò.

“Più volti meno libri: l’etnofilologia, l’anarchia e il quarto umanesimo” è il titolo dell’incontro che si terrà mercoledì 14 novembre alle 15 in Sala Giunta. Pubblicchiamo qui l’abstract di presentazione sperando di vedervi numerosi:

La filologia, nata come rivendicazione della possibilità di leggere i testi sacri in quanto testi, in opposizione a ogni forma di oscurantismo, è in molti casi diventata a sua volta, negli ultimi decenni, una custode rigida e intransigente della presunta “verità” sui testi. L’approccio etnofilologico propone un’approssimazione alle tradizioni fondata su principi anti-autoritari e libertari, e riconosce alla filologia uno statuto di “indisciplina”, portavoce di una consapevole dissidenza. Il filologo, come ogni scienziato, dovrebbe sempre scegliere se essere un “difensore del dissenso” o un “agente dell’impero”, rinunciando al falso mito dell’osservazione neutra e concependo se stesso innanzitutto come un “tradizionatore” delle tradizioni che studia. Il suo sforzo maggiore, all’interno di un umanesimo contemporaneo che sia pronto a riconoscere i cambiamenti portati dal neoevoluzionismo, dal multiculturalismo e dall’analisi epidemiologica delle culture, dovrebbe essere quello di riconciliarsi con le comunità, per uscire dal conflitto di interessi tipico dello specialismo scientifico, nel quale uno studioso finisce per diventare al tempo stesso il committente, l’attore e il destinatario dei propri spesso autoreferenziali (o concorsuali, o “anvuriani”) manufatti.

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