Donne assassine in mito, arte, letteratura. Da Giuditta a Charlotte Corday, da Medea a Tosca

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La domanda da cui si parte per affrontare il tema di questo volume non è se le donne uccidano uomini, bensì come e perché può capitare che li uccidano e soprattutto come l’arte, il mito e la letteratura ne abbiano tenuto conto. Per meglio circoscrivere l’argomento, si è subito scartata la tentazione di partire dalla categoria del “maschicidio”, ricalcata in modo speculare su quella di “femminicidio” della crona­ca nera; ed è sembrato opportuno escludere anche il tema delle donne guerriere che, per ovvie ragioni, esula dal tema “donne assassine”. Pur con queste limitazioni tematiche, il campo d’indagine resta amplissimo: dall’omicidio politico a quello per motivi religiosi o rituali, dalle insospettabili avvelenatrici “della porta accanto” alle donne infanticide; e se dalla realtà ci si inoltra nel mito, si incontrano le tipo­logie più varie come le greche Baccanti, le Rusalke della tradizione slava e le orchesse delle favole; né mancano le dee-assassine e le sante-assassine. Infine, il teatro musicale, la pittura e il cinema, ci offrono esempi innumerevoli di donne assassine reali e immaginarie (si pensi al fumetto e alla fantascienza). I contributi presenti in questo volume spaziano su questa grande varietà di casi con proposte che vanno dalla letteratura russa a quella tedesca, inglese e in lingue romanze, dal mondo greco classico fino al mondo persiano medievale, fornendo una panoramica non certo esaustiva sull’argomento, ma rappre­sentativa di come il fenomeno sia stato recepito da artisti e scrittori di ogni epoca e paese.

Donne assassine in mito, arte, letteratura. Da Giuditta a Charlotte Corday, da Medea a Tosca